Lago di Lesina nel Gargano: la magica laguna rifugio di migliaia di uccelli in Puglia

Redazione

14 Ottobre 2026

Ogni anno, migliaia di uccelli migratori scelgono il Lago di Lesina come tappa nel loro lungo viaggio. Situato tra la pianura del Tavoliere e il promontorio del Gargano, nel cuore del nord Puglia, questo specchio d’acqua non è un lago qualunque. È una laguna salmastra, protetta da una sottile lingua di terra chiamata Bosco Isola, che la separa dall’Adriatico. Qui, il paesaggio sorprende: al posto delle rocce tipiche del Gargano, si estendono spiagge di sabbia, dune morbide, canneti fitti e ampie zone umide. Un habitat unico, un rifugio prezioso dove la natura ancora domina senza filtri.

Laguna salmastra e ambiente costiero: la geografia di Lesina

Il Lago di Lesina si stende per circa 22 chilometri in provincia di Foggia, all’interno del Parco Nazionale del Gargano. La laguna si sviluppa tra la foce del fiume Fortore e Monte d’Elio, collegata al Mare Adriatico da due canali naturali, Acquarotta e Schiapparo. È proprio questo stretto legame con il mare a determinare la salinità dell’acqua e a sostenere la ricchezza dell’ecosistema lagunare.

A dividere la laguna dal mare è il Bosco Isola, un tombolo sabbioso lungo quindici chilometri e largo poco più di uno, coperto da una fitta macchia mediterranea. Questa striscia di terra funge da barriera naturale contro le mareggiate più violente ed è fondamentale per la stabilità dell’area. Insieme alla vicina laguna di Varano, Lesina forma il più importante complesso di ambienti salmastri del Sud Italia, non solo per la biodiversità ma anche per la varietà di habitat: dal mare alle zone umide, passando per dune e foreste di ginepro.

Un paradiso per gli uccelli: la fauna e la riserva naturale

Il Lago di Lesina è un punto di riferimento per la biodiversità, soprattutto per gli uccelli acquatici. Ogni anno qui sostano e svernano più di 20.000 esemplari di oltre 200 specie, creando un corridoio naturale lungo la rotta migratoria che collega l’Europa centro-orientale all’Africa. Il versante orientale della laguna è protetto dalla Riserva Naturale Statale del Lago di Lesina, istituita nel 1981, che copre circa 930 ettari.

Questa zona, ricca di canneti e vegetazione palustre, è la principale area di nidificazione di specie come l’airone rosso, il cavaliere d’Italia e il rarissimo fraticello. Nei mesi invernali, le acque aperte ospitano stormi di anatidi come moriglioni, morette e codoni, mentre i fenicotteri rosa trovano nei fondali bassi un ambiente ideale. Le rive e i banchi sabbiosi sono il regno di limicoli, gabbiani e aironi, in attesa della primavera e della ripresa della migrazione. Questo mosaico di ambienti rende la laguna un sito di grande importanza internazionale per la tutela dell’avifauna acquatica.

Lesina e l’isolotto di San Clemente: storia e tradizioni nel cuore della laguna

Lesina è l’unico paese affacciato sul lago, un piccolo borgo di pescatori sulla sponda sud-occidentale della laguna. La vita qui è strettamente legata al lago: la pesca delle anguille è una tradizione antica, oggi affiancata da attività turistiche che puntano a valorizzare l’ecosistema locale. Il lungolago, con la Banchina Vollaro, è il cuore del paese, da cui partono escursioni per esplorare la laguna.

Nel Centro Visite del Parco Nazionale del Gargano, a Lesina, si trova un acquario con specie locali, un museo naturalistico dedicato a flora e fauna del territorio e un museo etnografico che racconta la vita dei pescatori e le vecchie tecniche di lavoro. Dal lungolago si raggiunge l’isolotto di San Clemente, a circa 400 metri. Qui si trovano i resti sommersi di un insediamento romano del II-I secolo a.C., con vasche per l’allevamento di pesci e molluschi, probabilmente usate per produrre il garum, la famosa salsa di pesce romana. Una croce segna il luogo di una chiesa, di cui oggi restano solo tracce sotto acqua.

Bosco Isola e Torre Scampamorte: un angolo di natura da scoprire

Il Bosco Isola è la lunga striscia di terra che separa la laguna dal mare Adriatico. Con i suoi 15 chilometri, ospita una ricca macchia mediterranea fatta di ginepro, lentisco, mirto e altre piante tipiche, oltre a pinete e leccete in alcune zone. Verso il mare ci sono dune di sabbia finissima e ampie spiagge; all’interno, verso la laguna, si trovano depressioni retrodunali chiamate “Fantine”, laghetti temporanei che favoriscono la presenza di animali come le testuggini palustri e la raganella italiana.

Due sentieri principali attraversano il Bosco Isola: uno lungo 11,5 chilometri, che va dal canale Acquarotta fino alla Torre Scampamorte, un’antica torre aragonese del XVI secolo costruita per controllare la costa; l’altro, più breve , collega la laguna al mare attraversando il bosco. Questi percorsi permettono di immergersi nella natura, osservare habitat protetti e specie rare, sempre con rispetto per l’ambiente.

Marina di Lesina e spiagge: il lato balneare della laguna

L’unica vera località balneare sul Lago di Lesina è Marina di Lesina, all’estremità occidentale del Bosco Isola, vicino alla foce del canale Acquarotta. Nato negli anni ’60 come villaggio turistico, oggi offre una lunga spiaggia di sabbia attrezzata, con dietro la pineta di Longara. Qui la costa cambia rispetto al Gargano roccioso: si può godere di un bagno più tradizionale su sabbia fine.

Dalla spiaggia si raggiungono facilmente la pineta e il Bosco Isola, un mix perfetto per chi cerca natura e relax. Da qui partono anche percorsi naturalistici che portano a scoprire dune e laguna. Nei dintorni si trovano la foce del Fortore con la Torre Fortore, una struttura cinquecentesca di vedetta, e l’oasi naturale LIPU. Altre spiagge sabbiose si trovano lungo il Bosco Isola, ma sono accessibili solo tramite sentieri protetti, essenziali per salvaguardare la delicata vegetazione dunale.

Tra acqua e terra: escursioni, trekking e birdwatching

Per conoscere il Lago di Lesina al meglio conviene unire esperienze sull’acqua e a terra. Le escursioni in barca organizzate dal Centro Visite partono dal lungolago e navigano tra canali e specchi d’acqua, svelando panorami nascosti della laguna, come l’isolotto di San Clemente e le zone umide del Bosco Isola. Kayak e canoe sono una buona alternativa per esplorare in autonomia le acque basse e fangose del lago, dove navigano anche i sandali, le tipiche imbarcazioni locali.

Chi preferisce camminare può seguire i sentieri nel Bosco Isola, passando dalle dune costiere alle zone umide temporanee. Alcuni tratti si sviluppano su passerelle di legno, fondamentali per proteggere gli habitat più fragili.

Il birdwatching è uno dei grandi punti di forza del Lago di Lesina. Con due capanni d’osservazione gestiti dal Centro Visite e tante postazioni lungo la Riserva Naturale, gli appassionati possono ammirare specie rare e grandi stormi, soprattutto in inverno, quando la laguna si trasforma in un rifugio fondamentale per migliaia di uccelli.

Pesca tradizionale e come arrivare: consigli per chi visita

La pesca resta un’attività centrale per l’economia locale. Si usano tecniche tradizionali per catturare cefali, spigole, orate, latterini e soprattutto anguille, un prodotto simbolo della cucina di Lesina. Anche i gamberi sono molto apprezzati. Questa attività rappresenta un legame vivo tra la gente e l’ambiente naturale.

Per arrivare al Lago di Lesina in auto si prende l’autostrada A14, uscita Lesina/Poggio Imperiale, proseguendo poi sulla strada SSV 89. In alternativa, le stazioni ferroviarie più vicine sono San Severo e Termoli, da cui partono autobus per Lesina. Il Centro Visite si trova in via Banchina Vollaro 147, nel centro del paese.

Il momento migliore per visitare dipende dai gusti: l’estate attira chi cerca il mare e le gite in barca, mentre primavera e inizio autunno sono perfetti per passeggiate nel Bosco Isola con temperature più miti. Chi ama il birdwatching preferisce i mesi freddi, quando l’avifauna invernale si concentra nelle acque della laguna.

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