Nel cuore di Venezia, tra canali e palazzi antichi, si cela una storia che parla di moda, arte e innovazione. Rodrigo Basilicati Cardin, nipote di Pierre Cardin, ha preso in mano le chiavi di un patrimonio unico: dimore che raccontano un’epoca e che oggi si trasformano, tra riflessi dorati e atmosfere moderne. Dalla laguna veneziana alla luce intensa della Costa Azzurra, questi spazi diventano il palcoscenico di una nuova avventura culturale. Rodrigo, ingegnere e pianista, è il custode di questo equilibrio delicato, capace di legare passato e presente con uno sguardo attento e appassionato.
Palazzo Ca’ Bragadin: da dimora storica a museo sempre aperto
Nel cuore della laguna veneziana, Palazzo Ca’ Bragadin è oggi un luogo dove passato e futuro si incontrano. Rodrigo Basilicati Cardin ha deciso di trasformare questa dimora seicentesca, un tempo casa di Pierre Cardin, in un museo aperto tutto l’anno. Il percorso è nato da un’esperienza personale: nel 1994, quando conobbe lo zio e si trasferì nel palazzo, quello spazio divenne il terreno ideale per coltivare passioni e studi, dalla musica al design, un punto d’incontro tra mondi diversi ma uniti dalla creatività.
Dopo quindici anni vissuti dentro Ca’ Bragadin, il palazzo si è trasformato in una galleria d’arte legata alla Biennale di Venezia. In quegli anni ha ospitato mostre e eventi culturali, avvicinando i giovani all’eredità visionaria dello stilista. Oggi la sfida è più grande: mantenere il luogo in continua trasformazione, con esposizioni che cambiano ogni anno e che includono opere di Pierre Cardin e creazioni firmate da Rodrigo. Il museo non vuole essere solo un contenitore di memorie, ma un laboratorio vivo, capace di raccontare la storia attraverso nuove esperienze.
La riapertura del 3 settembre scorso ha avuto un forte valore simbolico, coincidente con l’anniversario del celebre “Ballo del Secolo” del 1951, evento fondamentale per la carriera del couturier. Quel ballo, tenutosi a Palazzo Labia, segnò il debutto di Pierre Cardin nella scena dell’alta moda mondiale, con ospiti come Salvador Dalí e Orson Welles. Oggi ricordarlo serve a ribadire il legame profondo tra arte, moda e cultura che pulsa ancora nel cuore di Venezia.
Custodire le dimore di Pierre Cardin: tra tecnica e passione
Gestire le proprietà di Pierre Cardin è un compito delicato, che richiede al tempo stesso attenzione tecnica e sensibilità. Ogni luogo ha un’anima diversa: dal futurismo del Palais Bulles alla tradizione storica di Lacoste, fino all’eleganza di Parigi. Rodrigo Basilicati Cardin, ingegnere e musicista, interpreta questo patrimonio con un approccio a tutto tondo. Non si tratta di congelare il tempo, ma di tenere vivi spazi capaci di ispirare creatività e innovazione, proprio come faceva suo nonno.
Il metodo di Rodrigo cambia da dimora a dimora. Ogni edificio racconta una storia unica, legata al contesto e alla visione di Pierre Cardin. Questo richiede interventi di restauro mirati, rispettosi delle forme e dei materiali originali.
Fondamentale è mantenere un uso continuo: le dimore non devono diventare musei fermi, ma luoghi vivi, aperti al dialogo con artisti, designer e creativi di oggi. Cercare nuove funzioni e ampliare l’accesso al pubblico culturale è il filo che lega tutti i progetti di riattivazione.
Palais Bulles: conservare un’icona futurista sulla Costa Azzurra
Il Palais Bulles a Théoule-sur-Mer è forse l’emblema più forte dello stile e dell’architettura di Pierre Cardin. Firmato dall’architetto Antti Lovag, è una costruzione senza angoli, con muri e spazi che sembrano bolle sospese, un’espressione diretta della Space Age degli anni ’60. La sua struttura complessa, in cemento armato a guscio integrato nella roccia, richiede cure continue per la conservazione.
Il progetto di Rodrigo è mantenere il Palais Bulles come luogo esclusivo e funzionale. Oltre a ospitare sfilate e eventi innovativi nel mondo della moda e del design, si studiano modi per valorizzarlo unendo arte e cultura, aprendo la struttura a un pubblico più vasto senza perdere la sua unicità. L’obiettivo è anche trasformarlo in una casa-museo permanente, con una mostra dedicata alle creazioni di Pierre Cardin nel corso della sua carriera.
Il Palais Bulles resta così non solo un monumento architettonico, ma un luogo vivo di ispirazione per nuovi talenti, proprio come voleva lo stilista.
Lacoste e il festival che rivitalizza il borgo con teatro, musica e cinema
Il Castello del Marchese de Sade a Lacoste, nel cuore della Provenza, fu acquistato da Pierre Cardin per ridare vita culturale a un borgo ricco di storia ma un tempo trascurato. Oggi quel gesto ha dato vita a un progetto che punta a trasformare Lacoste in un polo culturale di rilievo, grazie al Festival de Lacoste che unisce teatro, musica, danza e cinema.
Rodrigo Basilicati Cardin sottolinea quanto sia importante rafforzare il legame con la comunità locale, mantenendo gli spazi come residenze per artisti e ampliando le attività culturali. Il festival è diventato un appuntamento di riferimento per la regione, attirando professionisti internazionali e appassionati di arti performative.
La rinascita di Lacoste passa anche dalla cura degli edifici storici lungo la Rue Basse e dintorni, dove la presenza artistica aiuta a rigenerare l’atmosfera del borgo, riportandolo al centro della scena culturale europea.
Maxim’s a Parigi: tra storia e novità nella ristorazione di lusso
Maxim’s non è solo un ristorante, ma un simbolo dello stile Art Nouveau e del fascino parigino. Entrato nel mondo di Pierre Cardin nel 1981, è diventato un’icona globale grazie alla capacità dello stilista di unire gastronomia, design e mondanità.
Oggi Rodrigo guida il rilancio di Maxim’s con l’obiettivo di conservare intatta l’eredità storica, mantenendo l’identità visiva e il prestigio del locale. Allo stesso tempo, ha avviato una collaborazione con una società specializzata nel recupero di luoghi storici per modernizzare la gestione. L’idea è offrire un’esperienza completa che coniughi eccellenza culinaria e promozione culturale, con spazi espositivi che raccontano la storia e lo spirito di Maxim’s.
Questa strategia punta a confermare Maxim’s come punto di riferimento internazionale, capace di unire tradizione e innovazione, proprio come voleva Pierre Cardin.