Le foglie che cadono, l’aria che si fa fresca: ottobre in Val Pusteria è un momento sospeso, quasi magico. La natura rallenta, come a prendere fiato prima del gelo invernale. Le giornate si fanno più corte, ma i profumi si intensificano: è il tempo della vendemmia, dei riti contadini tramandati di generazione in generazione. Nel silenzio interrotto solo dal canto dei monaci in un’abbazia antica e dal lontano rombo dei trattori, la terra parla ancora il suo linguaggio, fatto di fatica e sapori autentici. Tra boschi dorati e malghe silenziose, ottobre qui sa raccontare storie che restano impresse.
Vendemmia monastica a Novacella: tra storia e terroir
Non lontano, in Valle Isarco, l’Abbazia di Novacella apre una finestra sul passato. Fondata nel 1142, è una delle realtà vitivinicole più antiche d’Europa, con vigneti che si arrampicano fino a 900 metri su terreni morenici. Qui il caldo del giorno e il fresco della notte si alternano, regalando ai vini bianchi della zona – Sylvaner, Kerner e Riesling – un carattere unico e una freschezza inconfondibile.
Werner Waldboth, il direttore della cantina, sottolinea come la posizione geografica dia vita a una viticoltura di montagna davvero speciale. L’Abbazia non è solo vino: si può visitare il chiostro gotico, la basilica barocca e la biblioteca rococò, senza perdere l’occasione di passeggiare tra i giardini aperti fino a ottobre. Il tour si chiude con una degustazione nelle cantine storiche e una sosta all’Osteria dell’Abbazia, dove i sapori della vendemmia prendono forma nei piatti e nei vini locali.
Törggelen: la festa contadina tra castagne e sapori genuini
L’autunno in Val Pusteria è anche il tempo del Törggelen, una tradizione rurale che affonda le radici nel torchio di legno usato per schiacciare l’uva, il “Torggl”. Da inizio ottobre fino all’Avvento, quando i boschi si tingono di rosso e giallo, i sentieri si animano di escursionisti lungo il Keschtnweg, il Sentiero del Castagno, poco distante da Novacella.
Qui si fanno tappa nelle Hofschänke e Buschenschänke, le osterie di masi e aziende agricole che mostrano la classica frasca di rami verdi all’ingresso per indicare che sono aperte. Chi aderisce al circuito Gallo Rosso garantisce piatti fatti in casa e vini propri. Il menu tradizionale parte da speck e zuppe d’orzo, passa per lo Schlachtplatte – un piatto ricco con costine, crauti e salsicce – e si accompagna al mosto fresco, detto Siaße, e al vino novello. Il tutto si chiude con castagne arrosto e krapfen dolci, in un clima di sapori autentici e convivialità di montagna.
Almabtrieb: il ritorno del bestiame tra musica e corone di fiori
Con l’accorciarsi delle giornate, i pastori danno vita all’Almabtrieb, la tradizionale transumanza che riporta le mandrie dai pascoli d’alta quota verso le valli. È una festa vera e propria: le mucche vengono adornate con corone di fiori alpini e campanacci, mentre attraversano i borghi accompagnate dal suono dei corni alpini e dalle bande in costume tipico.
A Maranza, sopra la Val Pusteria, questo rito si ripete immerso nell’area escursionistica di Gitschberg e monte Cuzzo. L’atmosfera si fa solenne, le campane risuonano e la comunità si raccoglie per salutare la fine dell’estate per gli animali e l’arrivo dell’inverno. È anche il momento per riscoprire la vita dei malghesi e dei pastori, custodi di un legame profondo e antico tra uomo e natura.
Formaggi artigianali e vita di malga tra pascoli e sapori intensi
Nel cuore di questa stagione si colloca anche la produzione casearia tipica della valle, rappresentata da personaggi come Simon Fischnaller, che da vent’anni gestisce la malga Wieserhütte in Valle Altafossa. Questo rifugio, incastonato tra rocce e pascoli, accoglie ospiti anche nei mesi più freddi, sfidando l’inverno delle montagne altoatesine.
Il caseificio della malga trasforma ogni giorno circa 300 litri di latte in formaggi tradizionali, sapidi e ben stagionati. Tra i prodotti spicca il Graukäse, un formaggio grigio dal sapore deciso e leggermente acidulo. A Vandoies, l’azienda Capriz continua la lavorazione artigianale del latte di capra, seguendo la tradizione francese delle paste molli.
Le forme vengono stagionate in un bunker della Seconda guerra mondiale, oggi cantina, dove l’umidità quasi totale e la cura manuale donano ai formaggi una consistenza morbida e aromi intensi. Un esempio di artigianato rigoroso che valorizza il patrimonio locale.
Loden e benessere alpino: tradizione tessile e relax d’autunno
Non lontano dalle malghe, la Val Pusteria custodisce una tradizione tessile che racconta il Lodenwelt di Vandoies. Qui si produce il loden, il tessuto di lana tipico delle Alpi, ottenuto con una follatura che dura quaranta giorni. Questo lungo procedimento rende il panno impermeabile, caldo e resistente, ideale per affrontare il clima rigido di montagna.
Con l’autunno cresce anche la voglia di benessere termale nelle spa dell’area vacanze di Rio di Pusteria. Strutture come l’hotel Sonnenberg aprono le loro aree relax anche a chi non è ospite, offrendo bagni di fieno con erbe officinali e saune con il rito dell’Aufguss, dove il calore e i profumi vengono esaltati da maestri esperti.
Sono pratiche che rigenerano corpo e mente, ideali per chi cerca calore e tranquillità in un periodo dell’anno in cui la natura rallenta, ma non perde il suo fascino e le sue peculiarità.