Val Vigezzo: Borghi Fiabeschi e Natura Selvaggia da Scoprire nel Cuore dell’Ossola

Redazione

14 Luglio 2026

“Qui il tempo sembra essersi fermato”, dicono i vecchi del posto, e camminando tra le montagne della Val Vigezzo si capisce subito perché. Ogni borgo, ogni vicolo, racconta storie antiche: mestieri scomparsi, pietre levigate dal passaggio dei secoli, e odori di cucina che avvolgono l’aria come un abbraccio familiare. Di giorno, il sole filtra tra le foglie, dipingendo la valle con mille sfumature; la sera, le luci tremolanti dei paesi si riflettono nel silenzio delle strade. Questa valle lunga e stretta, posizionata a est di Domodossola, proprio al confine con il Canton Ticino, è molto più di un paesaggio da cartolina. È un crocevia di culture, arte e natura selvaggia, capace di affascinare chiunque metta piede qui, che sia turista, esploratore o semplicemente curioso.

Val Vigezzo: una valle al crocevia tra Piemonte e Svizzera

La Val Vigezzo si trova nel cuore delle Alpi piemontesi, nell’Ossola, proprio al confine con la Svizzera, nella parte nord-orientale del Piemonte. Qui il fondovalle è ampio e pianeggiante, dove si concentrano i principali centri abitati. La posizione della valle la rende un collegamento naturale tra Domodossola, centro amministrativo e culturale delle valli dell’alto Piemonte, e il Canton Ticino oltre confine. Da sempre è stata una via di scambio culturale e commerciale. La Valle dei Pittori, come viene chiamata, deve il nome alla lunga tradizione di artisti e artigiani che hanno plasmato volti e paesaggi, ma anche agli scalpellini e agli spazzacamini, mestieri che hanno segnato la vita locale per secoli. Oggi la valle è uno spazio dove natura e cultura si incontrano, tra borghi di pietra, musei e paesaggi unici, legati da sentieri antichi e dalla celebre ferrovia Vigezzina-Centovalli.

Borghi con storia e fascino tutto da scoprire

La valle ospita diversi borghi, ognuno con una sua identità e caratteristiche precise.

Druogno, a una quindicina di minuti da Domodossola, si trova a circa 800 metri di altitudine. È un posto tranquillo, adatto sia all’estate sia all’inverno per le famiglie, grazie alle piste da sci. Il borgo comprende il capoluogo e le frazioni di Albogno e Coimo, collegate da sentieri ricchi di testimonianze come oratori e vecchi mulini. La parrocchiale di San Silvestro è il cuore architettonico del paese.

Santa Maria Maggiore è il centro turistico più noto della valle, a oltre 800 metri di quota. È famosa per il mercatino di Natale, per le piste da sci di fondo e per i sentieri estivi. Qui si trovano musei importanti: quello dello Spazzacamino, che racconta la storia di un mestiere tradizionale con il raduno internazionale ogni settembre; e la Scuola di Belle Arti “Rossetti Valentini”, con una vasta collezione di opere. La chiesa dell’Assunta completa il quadro artistico religioso, mentre la Casa del Profumo Feminis-Farina è un museo interattivo che racconta le origini locali dell’Acqua di Colonia.

Malesco ha origini antiche, probabilmente addirittura preistoriche, ed è la porta d’accesso al Parco Nazionale della Val Grande. Un tempo il centro più popoloso della valle, conserva edifici barocchi come la chiesa dei SS. Pietro e Paolo e l’Ecomuseo della pietra ollare, dedicato alla lavorazione locale della pietra e alle tradizioni artigianali.

Craveggia si distingue per i suoi “camini giganti” che si innalzano sopra i tetti in pietra e per i palazzi signorili del XVII e XVIII secolo. Il borgo, a circa 900 metri, è un vero e proprio museo a cielo aperto, con piazze come quella dei Miracoli che ospita preziosi dipinti e oggetti liturgici.

Re è noto soprattutto per il maestoso Santuario della Madonna del Sangue, costruito dopo un miracolo del XV secolo. Situato a pochi chilometri dal confine con la Svizzera, è un punto di riferimento religioso e una tappa dei Sacri Monti della zona.

Toceno, con origini romane, si raggiunge poco prima della Piana di Vigezzo. Il borgo si caratterizza per le stradine acciottolate, le architetture tradizionali, le cappelle e le fontane. L’oratorio di Sant’Antonio da Padova, con affreschi medievali, e il forno Tomà, antico forno comune, sono punti di interesse locale. Qui nacque anche Giovanni Battista Ciolina, noto pittore divisionista piemontese.

Villette, il più piccolo comune della valle, è formato da tre borgate immerse tra castagni e faggete. Chiamato “paese delle meridiane”, mostra numerosi orologi solari sulle facciate delle case, del municipio e della chiesa. Il museo “La Cà di Feman da la Piaza” conserva la memoria della vita contadina del luogo.

Tra le vette della valle spicca il Pizzo La Scheggia, a 2466 metri, la cima più alta del gruppo montuoso Onsernone nelle Alpi Lepontine, con un profilo frastagliato e imponente.

Oltre la valle: borghi e paesaggi da non perdere

Nei dintorni della Val Vigezzo si trovano altri luoghi che completano il quadro culturale e naturalistico della zona:

Vogogna, medievale e pittoresca, dista circa mezz’ora da Craveggia. Il suo castello visconteo, costruito nel XIV secolo per difendere la valle, e il Palazzo Pretorio, storica sede del potere locale, raccontano la storia dell’Ossola. La chiesa del Sacro Cuore di Gesù custodisce opere sacre di rilievo.

Cannobio, a quaranta minuti da Malesco, si affaccia sulle rive del Lago Maggiore con una passeggiata suggestiva e un centro storico ricco di edifici medievali e rinascimentali. La piazza Vittorio Emanuele III è il cuore pulsante della città, intorno a cui si trovano palazzi storici come il Palazzo della Ragione e santuari importanti.

Mergozzo, poco distante, sulle sponde dell’omonimo lago, noto per le acque limpide tra le più pulite d’Italia. Meta ideale per chi cerca relax, offre scorci incantevoli, sentieri per trekking e una chiesa parrocchiale del XVII secolo dedicata alla Beata Vergine Assunta.

Cosa fare: esperienze da vivere in Val Vigezzo

Un’esperienza da non perdere è il viaggio sulla ferrovia Vigezzina-Centovalli, una tratta panoramica di 52 chilometri con 83 ponti e 31 gallerie. Collega Domodossola a Locarno, in Svizzera, offrendo paesaggi mozzafiato in ogni stagione: l’autunno con i suoi colori caldi e l’inverno con la neve sono i momenti più suggestivi. Il trenino bianco e blu è un must per chi visita la zona.

Non può mancare una visita a Domodossola. Il centro storico ruota attorno a piazza Mercato, con i suoi portici e le loggette risalenti al Quattrocento e Cinquecento. Qui si trovano la chiesa collegiata dei Santi Gervasio e Protasio e Palazzo Silva, esempi importanti dello stile rinascimentale locale. Il Sacro Monte Calvario, complesso del XVII secolo e sito Unesco, domina la città.

Per gli amanti della natura, il Parco Nazionale della Val Grande è una tappa obbligata, raggiungibile da Malesco. Tra le aree selvagge più vaste d’Italia e d’Europa, ospita una ricca fauna, dal gallo forcello all’aquila reale. Sentieri di varie difficoltà permettono di immergersi in questo ambiente unico, con il Sentiero Bove che sfida i più esperti.

Sapori di montagna: la cucina e i prodotti della Val Vigezzo

La cucina della Val Vigezzo riflette il legame profondo con la montagna e l’allevamento. Tra i piatti tipici ci sono costolette di agnello e capretto, risotti e zuppe di funghi porcini, selvaggina con funghi, e la pasta rustida fatta con patate, formaggio, cipolle e pancetta. Il pane di segale è un altro protagonista della tavola.

I salumi tradizionali includono il Prosciutto Vigezzino, la mortadella di fegato, salamini di capra e il violino di capra o camoscio, speziato e salato. Tra i formaggi si distinguono la toma della valle, lo Spazzacamino e diverse ricotte. Per dolce, la fiacia, torta ricca di burro, e la torta “pan e lac”, fatta con pane raffermo bagnato nel latte e arricchito con uvetta e aromi, sono specialità locali. Non manca la tradizione degli alcolici con liquori come genepy, genzianella e varie grappe.

Lo street food della valle propone gli stinchett o runditt, sottili sfoglie di farina cotte su piastre, insaporite con burro d’alpeggio e sale o zucchero. La variante amiasc, fatta con farina di grano saraceno, è tipica della frazione di Coimo.

Dove mangiare e dormire in Val Vigezzo

La valle offre diverse strutture ricettive e ristoranti che valorizzano i prodotti locali. Tra questi, la Trattoria Vigezzina a Trontano serve piatti tipici come i ravioloni del plin al cervo e il carré d’agnello alla provenzale. A Domodossola, il ristorante “Da Sciolla” è rinomato per le specialità di carne e gli gnocchi di castagne.

Per dormire, l’Hotel Eurossola a Domodossola combina comfort e posizione strategica, con camere eleganti e una terrazza solarium. A Malesco, l’Albergo Panorama, vicino al centro storico, accoglie con uno stile vintage e spazi ampi, ideale per chi ama escursioni e soggiorni rilassanti.

Quando andare e come arrivare in Val Vigezzo

Il momento migliore per visitare la Val Vigezzo è l’autunno, quando i boschi si vestono di colori caldi e il viaggio in ferrovia diventa ancora più suggestivo. A fine estate si svolge il Raduno degli spazzacamini a Santa Maria Maggiore, evento che celebra la cultura popolare della valle. A Natale, i mercatini attirano sempre più visitatori.

L’aeroporto più vicino è Milano Malpensa, a circa novanta minuti d’auto. Da lì si prosegue in treno fino a Domodossola, nodo ferroviario fondamentale per muoversi in valle o verso la Svizzera con la Vigezzina-Centovalli. In auto, l’accesso principale è dall’autostrada A26, uscita Gravellona Toce.

Muoversi in valle è semplice grazie alla ferrovia e al servizio bus Prontobus. Per gli sportivi, la mountain bike è un’ottima scelta per scoprire sentieri e angoli nascosti.

La Val Vigezzo resta uno dei tesori più autentici delle Alpi piemontesi, capace di unire storia, arte, cultura, cibo e natura in un’esperienza che affascina tutto l’anno.

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