Città del Messico e aeroporto: sprofondano di 30 cm l’anno, le cause del fenomeno allarmante

Redazione

9 Luglio 2026

Ogni anno, l’aeroporto internazionale di Città del Messico affonda nel terreno di quasi un terzo di metro. Un dato che lascia senza fiato, considerando l’importanza strategica di questa struttura per una metropoli da quasi 22 milioni di abitanti. Costruita su un antico lago prosciugato, la città si trova a lottare con un terreno instabile che non smette di cedere. Dietro a questo lento ma inesorabile sprofondamento, un intreccio di cause geologiche e urbanistiche che minacciano non solo l’aeroporto, ma vaste porzioni di questa immensa metropoli.

Sotto la superficie: perché il terreno cede a Città del Messico

La capitale messicana si trova in una posizione unica, con una storia che affonda le radici nell’antica Tenochtitlán, l’originaria città azteca. A 2.240 metri di altitudine, sorge su quel che una volta era il lago Texcoco. Quel bacino lacustre ha lasciato sotto la città un terreno di argilla, molto compressibile e delicato. Questo tipo di suolo reagisce in modo particolare quando si toglie acqua dalle falde sotterranee.

L’acqua estratta non serve solo per l’uso quotidiano di milioni di persone, ma tiene anche “in piedi” il terreno argilloso. Quando viene prelevata in grande quantità, l’argilla si compatta, cedendo sotto il peso degli edifici e delle infrastrutture. Questo lento abbassamento del suolo si chiama subsidenza ed è la causa principale dello sprofondamento che si misura anno dopo anno.

Aeroporto Benito Juárez: il cuore pulsante che affonda

L’aeroporto internazionale Benito Juárez, il principale scalo messicano, si trova proprio in una delle zone più critiche per la subsidenza. Le autorità confermano che alcune parti dell’aeroporto si abbassano fino a 30 centimetri ogni anno. Nonostante i lavori di consolidamento e manutenzione, il terreno continua a cedere sotto piste, terminal e strutture di supporto.

Un punto di svolta è stato il terremoto del 19 settembre 2017, con magnitudo 7.1, che ha colpito la città. Secondo il Centrogeo, il sisma ha accelerato il cedimento del suolo in molte aree urbane, con zone dove la subsidenza è diventata dieci volte più veloce rispetto alla media. Al momento i terminal sono ancora operativi e considerati sicuri, ma senza una valutazione completa della loro struttura, il futuro a medio-lungo termine resta incerto.

Città del Messico, una metropoli che affonda lentamente

Non è solo l’aeroporto a correre rischi. L’intera città soffre di subsidenza. Dati della NASA mostrano che in alcune zone la falda acquifera si abbassa di oltre 2 centimetri al mese. Questo dipende dall’estrazione intensiva dell’acqua sotterranea, necessaria per la popolazione, ma aggravata dall’espansione urbana e dalla crescente impermeabilizzazione del suolo.

A giugno 2025, i geologi dell’Università Nazionale Autonoma del Messico hanno segnalato che il 70% del terreno cittadino è coinvolto in cedimenti importanti. Il peso degli edifici e la scarsità di spazi verdi peggiorano la situazione. Le superfici asfaltate impediscono all’acqua di penetrare e ricaricare le falde, causando un abbassamento che, in alcuni decenni, potrebbe raggiungere diversi metri. Gli esperti parlano di un “punto di non ritorno”.

Se il fenomeno non rallenta, si rischiano migrazioni interne, con zone della città che diventerebbero sempre meno abitabili. Residenze, strade e trasporti si trovano a convivere con una fragilità crescente. Le ripercussioni sociali ed economiche potrebbero farsi sentire presto.

Fermare il cedimento: una sfida ardua e urgente

Fermare la subsidenza non è facile. Gli studi indicano che, ormai, gran parte del danno è irreversibile per i cambiamenti profondi del sottosuolo e dell’ambiente urbano. L’unica strada possibile è una gestione più attenta delle risorse idriche: ridurre il prelievo e favorire il reintegro artificiale delle falde potrebbe rallentare l’abbassamento.

Serve anche un cambio di passo nella pianificazione urbana: più spazi verdi, meno asfalto, edifici più resistenti. Senza questi interventi, alcuni esperti temono che il trasferimento forzato di popolazione diventi una realtà.

Il terremoto del 2017 ha lanciato un campanello d’allarme. L’aeroporto rimane operativo, ma la sua stabilità dipende da un monitoraggio costante e da scelte coraggiose per gestire il territorio e l’ambiente della città.

Il futuro di Città del Messico è legato a doppio filo al suo terreno: un equilibrio delicato da tutelare per proteggere infrastrutture vitali e la vita quotidiana di milioni di persone.

In breve: la subsidenza a Città del Messico

– Il terreno sotto l’aeroporto cala di 21-30 cm all’anno.
– La città sorge su un antico lago con terreno argilloso.
– L’estrazione eccessiva di acqua e l’urbanizzazione peggiorano il problema.
– Il terremoto del 2017 ha accelerato il cedimento.
– Il 70% del suolo cittadino è a rischio.
– La subsidenza interessa anche strade, edifici e trasporti.
– L’aeroporto resta operativo grazie a continui interventi.
– Il problema è ancora aperto e minaccia le infrastrutture nel lungo periodo.

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