Favignana diventa Itaca: dietro le quinte di The Odyssey di Christopher Nolan nelle Egadi

Redazione

26 Giugno 2026

A mezzogiorno, un elicottero ha solcato il cielo sopra Favignana, trasportando arancini dalla rosticceria locale fino alla cima del castello aragonese di Santa Caterina. Quella fortezza, che vigila sul porto da secoli, non è mai stata così animata. Non era una scena qualunque, ma un’intreccio di realtà e finzione: Favignana si è trasformata in Itaca, la mitica patria di Ulisse. Christopher Nolan ha scelto quest’isola e le Egadi per il suo “The Odyssey”, un kolossal che si gira su pellicola Imax, con oltre 600 chilometri di riprese. Qui, tra natura e vita isolana, il mito prende vita, coinvolgendo tutta la comunità in un racconto epico che attraversa i tempi.

Favignana diventa Itaca: un set unico per il kolossal omerico

Le riprese di “The Odyssey” sono iniziate a Favignana a febbraio 2025 e proseguiranno fino all’autunno, con pause per girare in Marocco, Grecia, Regno Unito e alle Isole Eolie. L’isola, celebre per le sue acque limpide e la natura selvaggia, ha vissuto un fermento nuovo che ha coinvolto tutto, dall’ospitalità ai cittadini: molti sono stati assunti come comparse, con compensi giornalieri non da poco. Il turismo e l’accoglienza si sono messi rapidamente in moto, anticipando aperture e ampliando i servizi per sostenere una produzione colossale.

Non sono mancate tensioni e curiosità. I favignanesi raccontano di uno strano mix tra antico e moderno, come vedere barche dal profilo “vichingo” più che omerico attraccare al porto, un dettaglio che ha fatto sorridere e riflettere sul dietro le quinte del cinema. Ma chi guarda oltre vede in questo kolossal una chance per rilanciare l’immagine di un’isola amata da subacquei e camminatori. Le coste frastagliate, le insenature nascoste, le piste ciclabili diventano tappe obbligate per un turismo di qualità, alimentato dall’aura di leggenda e dalla curiosità per i luoghi visti sul grande schermo.

L’ex Stabilimento Florio: cuore della produzione tra storia e archeologia industriale

Nel centro di Favignana, l’ex Stabilimento Florio delle Tonnare è diventato il quartier generale blindato della produzione. Questo complesso storico, un vero gioiello di archeologia industriale, si distingue per gli archi gotici e le dimensioni imponenti, che ricordano l’architettura delle cattedrali romaniche. Dopo un restauro attento, l’ex tonnara ospita oggi un museo dedicato alla pesca del tonno, che per decenni è stata la linfa dell’isola, e a reperti archeologici subacquei trovati nelle acque circostanti.

Tra le attività del museo spicca il centro per il soccorso delle tartarughe marine, a dimostrazione dell’attenzione all’ambiente naturale. Poco distante c’è la Camparia, un tempo rimessaggio per le barche, oggi uno spazio museale raffinato. Tra imbarcazioni storiche e sale eleganti si possono prenotare cene private, mentre la libreria e la boutique con abiti e accessori mediterranei sono ormai punti di riferimento anche per la troupe del film.

I ristoranti degli attori: tra piatti della tradizione e menù innovativi

La presenza di attori come Matt Damon e Tom Holland ha portato sotto i riflettori diversi locali dell’isola. Il ristorante Camparia, affacciato sull’acqua, è stato uno dei luoghi scelti per momenti conviviali sul set. Qui si sono visti anche Anne Hathaway e Zendaya , insieme a Tom Holland, offrendo uno spettacolo curioso sul rapporto tra cinema e cucina locale.

Nei weekend, gli attori preferivano locali più autentici come “Quel che c’è… c’è”, che serviva pesce fresco direttamente dai pescatori. Matt Damon aveva un debole per la carbonara di mare, mentre Tom Holland chiudeva spesso con una crème brûlée. Anche “Sotto Sale”, noto per il design moderno degli interni, ha ospitato spesso la troupe. Nolan stesso ha fatto visita a “Scaliddre”, un ristorante minimalista guidato da giovani chef, dove ha assaggiato crudo di pesce e un primo piatto con ricci e tartare di gamberi. Il cuoco di questo locale ha persino recitato in una piccola parte, camuffato da mendicante.

In un angolo più appartato dell’isola, “Archetipico” ha accolto la troupe con cucina casalinga, dai polpettoni di tonno a una raffinata caponata, sempre ancorata alla tradizione mediterranea.

Le cale di Favignana: teatro naturale dell’Odissea

Nolan ha scelto Favignana soprattutto per i suoi paesaggi selvaggi e incontaminati. Le acque turchesi, molto diverse da quelle scure e “color vino” descritte nell’Odissea, sorprendono per la loro trasparenza. L’isola fa parte di una vasta riserva marina, che si estende su quasi 54 mila ettari, seconda solo per dimensioni nel Mediterraneo, amata dai subacquei di tutto il mondo.

Tra i 70 siti per immersioni ufficiali, Cala Rossa spicca per il contrasto tra le rocce chiare e il mare intenso. Qui sono state girate scene fondamentali, come la partenza di Telemaco per Sparta. Cala Rossa è un gioiello naturale dove tuffarsi senza esitazione, un invito a immergersi nel cuore dell’isola.

Altre insenature come Cala del Bue Marino, ambientazione del ritorno di Ulisse a Itaca, si raggiungono in barca o attraverso sentieri immersi nella macchia mediterranea. Nolan ha scelto di valorizzare la bellezza selvaggia, con una cava di tufo che ricorda un tempio antico, perfetta per il mito. Cala Pirreca, con il suo approdo protetto e spiagge appartate, ha ospitato riprese navali e momenti di relax, con picnic a bordo barca e lo scenografico isolotto del Previto sullo sfondo.

Le cave di calcarenite: da risorsa economica a luogo di arte e natura

Le cave di calcarenite raccontano un capitolo a parte nella storia di Favignana, andando oltre pesca e turismo e toccando l’eredità storica dell’isola. Un tempo fonte preziosa di materiale, l’estrazione è cessata negli anni Settanta. Oggi le quaranta cave, battute dal vento, ospitano orti, giardini e aree di biodiversità protetta.

La cava più famosa è il Giardino dell’Impossibile, che si estende su 40 mila metri quadrati. Qui si mescolano piante rare e specie vegetali che raccontano storie diverse, segnando epoche e percorsi botanici inediti. Nunzio Campo, architetto paesaggista che cura il giardino, spiega come alcune piante siano arrivate solo dopo l’era omerica, un dettaglio che ha complicato l’ambientazione di alcune scene sotterranee del film. Tra le grotte e le antiche gallerie di estrazione si trova anche il Cave Bianche Hotel, struttura minimalista con certificazioni ambientali e piscina immersa nel verde.

L’hotel ha ospitato stuntman e controfigure, impegnati ogni giorno in prove atletiche e pericolose, fondamentali per le sequenze più dinamiche dell’epopea cinematografica.

Favignana oltre il set: natura, cibo e atmosfere da scoprire

Nonostante le riprese abbiano occupato gran parte dell’isola, ci sono angoli di Favignana rimasti fuori dal set, veri gioielli di autenticità. “Cibo, chiacchiere e vino” è un piccolo ristorante vegetariano legato a un’azienda agricola e a un bed & breakfast di charme, Dimora Cala del Pozzo, immerso tra piante succulente e gelsomini americani.

Un altro rifugio d’eccellenza è Alencio Panorama, azienda agricola che produce olio e vino e ospita allevamenti. Qui si gode di una terrazza ampia con vista sul tramonto che arriva fino a Marettimo. Cucina e aperitivi lunghi accompagnano il paesaggio e l’atmosfera, richiamando in qualche modo le storie avventurose dell’Odissea.

Un sentiero di due chilometri, tra la vegetazione mediterranea e i profumi della macchia, porta al castello di Santa Caterina, chiamato “la reggia di Ulisse”. Un percorso che unisce natura, storia e mito nel cuore dell’isola, un invito a camminare tra leggenda e vita quotidiana.

Favignana si conferma così protagonista di un racconto moderno, dove il cinema disegna nuove mappe di luoghi, sapori e storie da vivere.

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