Trentamilaquattrocento dollari per un biglietto. È il prezzo più alto mai annunciato per una partita dei Mondiali di calcio, e ha già scatenato un polverone. Il Mondiale 2026, che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada dall’11 giugno al 19 luglio, si presenta come l’evento sportivo più grande e costoso di sempre. Ma dietro i riflettori e l’entusiasmo, c’è chi storce il naso: i tifosi, messi di fronte a costi proibitivi per trasporti, hotel e ingressi, temono di essere esclusi da una festa che dovrebbe essere di tutti. La FIFA si trova così nel mezzo di una tempesta, con polemiche che non accennano a placarsi.
Mondiali 2026, numeri da record ma anche costi alle stelle
Questa edizione del Mondiale segna un salto senza precedenti: per la prima volta si passa da 32 a 48 squadre, con 104 partite distribuite tra Stati Uniti, Messico e Canada. La FIFA punta a incassare circa 10,9 miliardi di dollari, un tetto mai raggiunto prima per un evento sportivo globale. Ma all’aumentare delle dimensioni cresce anche la complessità logistica e i costi.
Il risultato è un rincaro non solo dei biglietti, ma anche dei servizi collegati. La FIFA ha introdotto una commissione del 15% sulle transazioni nel mercato ufficiale dei tagliandi, da pagare sia da chi vende che da chi compra. Una doppia tassa che fa schizzare i prezzi verso cifre fuori portata per molti.
Finale da capogiro: al MetLife Stadium il prezzo sfiora i 34 mila dollari
La partita più attesa, la finale del 19 luglio al MetLife Stadium tra New York e New Jersey, vede i biglietti più costosi toccare quota 33.970 dollari, oltre 29 mila euro. Un balzo enorme rispetto alla finale del 2022 in Qatar, dove il prezzo massimo si aggirava attorno ai 1.600 dollari.
Secondo TicketData, fino a poco tempo fa il biglietto più economico per la fase a gironi costava in media 553 dollari, mentre per la finale il tagliando più accessibile si fermava a 7.734 dollari. Prezzi che escludono gran parte dei tifosi comuni. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha cercato di smorzare le polemiche, sottolineando che “cifre così alte non sempre corrispondono a vendite reali”, ma l’impressione di un evento quasi esclusivo resta.
Inaugurazione e partite chiave, biglietti oltre i 45 mila dollari e critiche a non finire
Anche la partita inaugurale tra Stati Uniti e Paraguay, il 12 giugno al SoFi Stadium in California, ha fatto parlare di sé per i prezzi fuori controllo. Sul mercato secondario si trovano biglietti rivenduti a più di 45 mila dollari, confermato da inchieste di testate come CBS News. Critiche sono arrivate pure da esponenti politici, come l’ex presidente Donald Trump, che ha detto chiaramente di non essere disposto a spendere simili cifre per una singola partita.
La FIFA può ancora intervenire per abbassare qualche prezzo con la politica dei prezzi dinamici, ma molti temono che il costo complessivo resterà proibitivo. Così si rischia di perdere la natura popolare e accessibile di un evento che dovrebbe unire, non dividere.
L’effetto Ronaldo: biglietti alle stelle per Portogallo-Colombia
Un altro caso emblematico riguarda la partita del 27 giugno tra Portogallo e Colombia all’Hard Rock Stadium di Miami. Qui il nome di Cristiano Ronaldo, che potrebbe giocare la sua ultima Coppa del Mondo, ha fatto impennare la domanda.
A dicembre scorso, prima del sorteggio, il biglietto più economico costava meno di 400 dollari. Oggi, secondo il Wall Street Journal, la media dei biglietti più economici in rivendita supera i 2.500 dollari, superando anche il prezzo medio del biglietto per l’ultimo Super Bowl NFL, fermo a 2.109 dollari. Un fenomeno che conferma l’eccezionalità dell’evento.
Trasporti e viaggi, rincari pesanti sulle spalle dei tifosi
Non sono solo i biglietti a pesare sul portafoglio. Anche trasporti e alloggi stanno diventando un salasso. Le città ospitanti devono garantire sicurezza e gestione dei flussi, e questo si traduce in costi extra.
A New York, il prezzo del treno andata e ritorno da Manhattan al MetLife Stadium salirà a 98 dollari, contro i 13 dollari abituali. A Boston, il viaggio in treno per il Gillette Stadium costerà 75 dollari a/r, molto più dei 20 dollari normalmente richiesti per eventi simili. Questi aumenti rendono ancora più difficile per molti tifosi organizzare la trasferta.
Hotel semivuoti nonostante il torneo: segno di un interesse in calo?
Nonostante la portata dell’evento, le prenotazioni negli hotel delle città ospitanti non decollano. In molti alberghi l’occupazione durante le serate di gara è sotto un terzo delle camere disponibili, e si registra un calo di circa il 12% rispetto allo scorso anno.
Un segnale che qualcosa sta cambiando. L’esplosione dei costi complessivi – biglietti, trasporti e alloggi – potrebbe frenare l’entusiasmo dei tifosi, mettendo a rischio la partecipazione e la sostenibilità dell’intera macchina organizzativa.
I Mondiali 2026 promettono di essere i più grandi e ricchi di sempre. Ma la vera sfida resta quella di mantenere l’evento accessibile e alla portata di chi ama il calcio, senza trasformarlo in un lusso riservato a pochi.
