Saturnino Celani racconta il legame con Petra e la sua Ascoli Piceno, cuore della sua musica con Jovanotti

Redazione

6 Maggio 2026

C’era una volta un ragazzo di Ascoli Piceno che, con un basso elettrico in spalla, ha cambiato il suono della musica italiana. Saturnino Celani, o più semplicemente Saturnino, è molto più del bassista di Jovanotti: è un’icona che ha plasmato con il suo stile unico un’intera generazione. Anche se vive a Milano, non ha mai perso il filo con la sua città natale, dove tutto è cominciato. La sua carriera si snoda tra successi straordinari, collaborazioni di alto livello e incursioni in campi come il design e il cinema. Quel basso, che oggi suona come una voce, ha accompagnato l’evoluzione musicale di Lorenzo Cherubini, spingendolo dal pop verso territori sempre più audaci e sperimentali. Un percorso iniziato quasi per caso, in una fiera milanese, e diventato un sodalizio di fiducia e creatività lungo oltre trent’anni.

L’incontro con Milano e Jovanotti: quando il destino cambia rotta

La storia di Saturnino prende forma alla fine degli anni Ottanta, in una Milano vivace e piena di fermento musicale. Arrivato per suonare in uno stand durante una fiera degli strumenti, cattura subito l’attenzione di Michele Schembri, produttore e autore, che lo invita a trasferirsi. Da qui parte tutto: l’incontro con Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, avviene per caso in un bar di corso Buenos Aires. Si parla subito di musica e progetti. Saturnino si unisce alle registrazioni di “Una tribù che balla” e firma un assolo su “Libera l’anima”. Da allora sono passati 35 anni di collaborazione, fatta di fiducia e stimoli continui. Saturnino racconta la sua esperienza come quella di un professionista indipendente, riconosciuto per la sua unicità e competenza.

Ascoli Piceno nel cuore: un legame che non si spezza

Nonostante la vita frenetica e la carriera a Milano, Saturnino non ha mai lasciato andare il suo legame con Ascoli Piceno, la città dove è nato e cresciuto. Ancora oggi vive nella casa di famiglia, un segno forte di questa connessione. Fa parte di un gruppo di amici che portano con orgoglio il nome di Ascoli in giro per il mondo, ma che restano sempre uniti nel valorizzare le proprie radici. Un luogo a cui è particolarmente legato è il cimitero antico della città, dove riposa la sua famiglia. Proprio lì, qualche tempo fa, ha vissuto momenti intensi con la sorella dopo la perdita del padre. Saturnino ricorda anche il suo primo strumento, il violino, e i luoghi dell’infanzia come il borgo di Torre di Palme a Fermo, che per lui rappresentano un rifugio e la sua storia personale. Questa dimensione privata racconta un attaccamento profondo alla cultura e alle tradizioni locali.

Milano, tra arte e design: la città che ispira un musicista poliedrico

Milano non è solo la base dove Saturnino ha costruito la sua carriera, ma anche una fonte inesauribile di arte e design. Lui stesso sottolinea come molti milanesi non apprezzino fino in fondo i tesori della loro città, da capolavori come il Duomo a luoghi meno noti come la Cappella di San Bernardino alle Ossa o il Museo del Novecento. La sua passione per il bello, nata ad Ascoli, si è trasformata in un vero interesse per il design, che lo ha portato a creare una linea di occhiali, Saturnino Eyewear. Le esperienze al Salone del Mobile e gli incontri con grandi nomi del design internazionale hanno dato nuova linfa a questa avventura, che è diventata un’estensione naturale del suo sguardo artistico e della sua cura per i dettagli.

Incontri memorabili e palchi indimenticabili: la musica di Saturnino tra grandi protagonisti

La carriera di Saturnino è segnata da incontri che lasciano il segno. Tra questi, spicca un pomeriggio con Lou Reed a Milano, tra chiacchiere su tecnologia e fotografia in un’atmosfera intima e quasi surreale. Ha condiviso momenti creativi anche con Gerald Casale dei Devo, in un’improvvisazione punk che ha rappresentato un’esperienza unica. Saturnino ama ogni tipo di palco, dagli stadi pieni ai piccoli club, vedendo nella musica una magia che va oltre ogni spazio. Tra le sue performance più toccanti c’è quella alle rovine di Petra in Giordania, nel 2008, durante un concerto tributo a Luciano Pavarotti, un evento carico di storia e suggestioni che non dimenticherà mai.

Suoni e suggestioni: come è nato il musicista Saturnino

I suoni e gli ambienti in cui è cresciuto hanno giocato un ruolo decisivo nella formazione di Saturnino. Il primo impatto con i canti gregoriani nell’Abbazia di Chiaravalle gli ha lasciato un’impronta profonda, insegnandogli il valore di un suono limpido e puro. La condivisione dell’ascolto è sempre stata centrale, tra vinili scambiati con gli amici e locali milanesi con impianti hi-fi di qualità. Momenti come il primo ascolto di “Slave to the Rhythm” di Grace Jones gli hanno fatto capire il concetto di groove non solo come ritmo, ma come un modo di sentire fatto di pause e respiro. Un approccio che ha portato con sé per tutta la carriera, dando forma a uno stile attento e sensibile, sempre alla ricerca della profondità nelle note.

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