Filippa Lagerbäck in Uganda: il viaggio che le ha insegnato il vero significato della gratitudine

Redazione

29 Aprile 2026

A soli pochi anni, Filippa Lagerbäck aveva già imparato a fare le valigie con una certa abilità. La sua infanzia è stata un continuo susseguirsi di luoghi, perché la mamma la portava sempre con sé, insegnandole che casa non è solo un indirizzo, ma un mosaico di esperienze che si accumulano nel tempo. Oggi, pur vivendo a Varese con la sua famiglia, Filippa si definisce “senza casa” nel senso più vero del termine: una cittadina del mondo, che trova radici nelle persone e nelle storie incontrate lungo il cammino. Modella, conduttrice televisiva e ambasciatrice di CBM, un’organizzazione impegnata nei Paesi in via di sviluppo, Filippa conduce una vita frenetica, divisa tra impegni professionali e missioni umanitarie. L’ultimo viaggio in Uganda, nel 2025, ha lasciato un segno profondo. Ha visto da vicino sofferenze e speranze, e ora sente il bisogno di raccontare quelle storie, fatte di coraggio e voglia di rinascita.

Italia: lavoro, famiglia e radici tra Milano e Varese

Nata a Stoccolma e cresciuta a Nacka, una zona verde nei dintorni della capitale svedese, Filippa ha scelto di trasferirsi in Italia dopo gli studi. A Milano, a soli 18 anni, ha iniziato la carriera da modella. È qui che ha intrecciato sogni e realtà, costruendo una famiglia con Daniele Bossari, suo marito dal 2018 dopo più di quindici anni insieme. La coppia si è stabilita a Varese, una scelta anche per dare a Stella, la figlia nata nel 2003, un ambiente più tranquillo e immerso nel verde rispetto alla frenesia di Milano. Qui Filippa trova il giusto equilibrio tra lavoro, natura e famiglia, dedicandosi al golf, mentre il marito pratica la vela. Nonostante i tanti viaggi per lavoro e impegni umanitari, l’Italia è il suo punto di riferimento, la sua casa d’adozione.

Uganda: l’impegno umanitario con CBM

Nel 2025 Filippa ha preso parte a una missione in Uganda con CBM, un’organizzazione che lavora per prevenire la cecità evitabile e supportare le persone con disabilità nei Paesi più poveri. Il viaggio, lungo e faticoso in van, le ha permesso di vedere con i propri occhi realtà difficili e di ascoltare storie di chi lotta ogni giorno. Ha visitato ospedali come il Ruharo Mission Hospital di Mbarara, dove si curano tumori agli occhi, e scuole per l’inclusione. CBM si impegna a individuare i casi più complessi e a sostenere famiglie costrette a scegliere tra nutrire i figli o curarli. In Uganda, chi ha una disabilità spesso viene lasciato solo, marginalizzato, con gravi rischi per la vita. Questa esperienza ha aperto a Filippa una nuova consapevolezza sulla fragilità umana e sull’importanza di non voltarsi dall’altra parte.

I ragazzi con albinismo: storie di discriminazione e speranza

Durante la missione ugandese, Filippa ha incontrato giovani con albinismo, una condizione che li espone a discriminazioni e pericoli estremi. In molti Paesi africani sono vittime di persecuzioni e violenze, costretti a vivere isolati e con paura. Senza accesso a protezioni essenziali come cappelli, creme solari e occhiali, sono esposti a rischi enormi. Spesso confinati nei campi profughi, questi ragazzi faticano a immaginare un futuro normale. Le loro storie hanno colpito profondamente Filippa, che ha deciso di portarle alla luce, per far conoscere una realtà troppo spesso nascosta.

La madre, i viaggi e una scuola di vita

La passione per i viaggi viene dalla madre, medico scomparsa da poco più di un anno, che ha accompagnato Filippa in tante avventure fin dall’infanzia. Tra Australia, Egitto, Turchia, America ed Europa, quei viaggi erano un mix di cultura e svago. Da ragazzina Filippa non sempre apprezzava le visite culturali, ma oggi riconosce quanto quegli spostamenti siano stati fondamentali per la sua crescita. La madre le ha trasmesso una visione aperta e curiosa del mondo, insegnandole a dare valore alle esperienze più che alle cose materiali. Questo spirito Filippa lo ha passato anche a Stella, cresciuta tra viaggi e con un’educazione che punta a una visione globale.

Dove si trova casa? Tra Svezia, Italia e Umbria

Nonostante tutte le esperienze all’estero, Filippa non si sente legata a un solo posto. La Svezia resta la terra natale, dove ha ancora una casa a Stoccolma, ma non ci ha mai vissuto da adulta. Allo stesso tempo si sente profondamente italiana dopo anni trascorsi tra lavoro e famiglia. Questa doppia appartenenza la porta a definirsi “senza casa” fissa, una cittadina del mondo che però ha scelto di mettere radici in Italia, a Varese e in Umbria. Qui, vicino a Città di Castello, ha un piccolo rifugio in legno dove Stella è cresciuta circondata dagli ulivi. Un posto semplice, lontano dal caos, dove trovare pace e serenità.

Prossime mete: il Giappone nel cassetto

Oltre agli spostamenti per lavoro e solidarietà, Filippa coltiva sogni di viaggio personali. Tra questi c’è il Giappone, un paese che ancora non conosce ma che la affascina per la sua cultura unica. Per lei viaggiare è una fonte continua di crescita e benessere. I sogni, dice, sono essenziali per affrontare la vita di tutti i giorni, aiutano a mantenere viva la motivazione. Il 2024 potrebbe essere l’anno in cui quel sogno diventerà realtà, aggiungendo un nuovo capitolo al suo cammino da cittadina del mondo.

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