A 19 anni, Francesco Di Tullio ha già conquistato l’attenzione di chi segue la scena artistica italiana. Milano è la sua casa, Città Studi il quartiere dove è cresciuto, ma è Napoli a avergli aperto orizzonti inaspettati. Sul set di Mare Fuori, la serie Rai che lo ha lanciato, ha scoperto molto più di un ruolo: ha trovato una nuova dimensione di sé. Tra musica e teatro, Francesco dà voce alle inquietudini dei suoi coetanei, portandole con energia sul palco del Teatro Leonardo di Milano.
Milano, le radici di un giovane artista
Milano è molto più di un luogo per Francesco Di Tullio: è la sua casa, il punto di partenza. Città Studi, in particolare, è il quartiere dove ha mosso i primi passi, immerso in un ambiente familiare che lo ha cresciuto con la vicinanza di zii e nonna, tutti nello stesso condominio. Quel clima caldo e di comunità, che spesso si fatica a trovare nelle grandi città, è stato per lui una base solida. Anche se da qualche anno si è trasferito in un altro quartiere, Francesco tiene stretto questo senso di appartenenza, che lo accompagna in ogni progetto.
Il suo percorso artistico parte proprio da qui, ma prende corpo anche lontano da Milano. Quando ha accettato il ruolo di Federico nella quinta stagione di Mare Fuori, si è trovato davanti a una nuova sfida. Girare a Napoli ha significato molto di più che recitare: è stato un momento di crescita personale e professionale. «Sul set, giorno dopo giorno, ho capito che questo era davvero quello che volevo fare», racconta. Fino ad allora, la sua identità era legata soprattutto alla musica trap, genere in cui ha scritto e cantato brani originali. Oggi, invece, la sua musica si apre a nuovi orizzonti, dal blues al jazz, accompagnando il suo cammino nel teatro.
Napoli e Mare Fuori: la svolta che cambia tutto
Lasciare Milano per andare a Napoli non è stato facile. Stare lontano dalla famiglia e dalla routine quotidiana ha portato con sé nostalgia e voglia di casa. Milano resta per Francesco il luogo dove si sente davvero a suo agio, tra le passeggiate mattutine a Brera o Piazza Leonardo da Vinci, spazi che gli hanno dato amicizie e ispirazione. Ma Napoli ha avuto un impatto forte, con il suo carattere diretto e umano. Il calore dei napoletani, la loro spontaneità, il rapporto sincero con i colleghi di set hanno creato un gruppo solido che ha aiutato Francesco ad ambientarsi.
Il lungomare di Napoli è diventato per lui un rifugio, uno spazio dove riflettere e osservare. Qui è cresciuta la sua consapevolezza artistica, e si sono rinsaldati legami con colleghi come Francesco Luciani, con cui mantiene tuttora un rapporto stretto anche a Milano. Napoli non è stata solo una tappa professionale, ma un vero e proprio laboratorio culturale, dove confrontarsi con modi diversi di vivere e sentire l’arte. Il set si è trasformato in una palestra, dove affinare le proprie capacità e conoscersi meglio.
Teatro Leonardo e “Gen Z”: la voce di una generazione che cambia
Dopo l’esperienza in tv, Francesco si prepara a salire sul palco del Teatro Leonardo di Milano con lo spettacolo “Gen Z – Chi sono veramente?”, in programma il 17 aprile. Qui si raccontano, in forma drammatizzata, le emozioni e le sfide di una generazione di giovani alle prese con l’identità, la ribellione, il bisogno di sentirsi parte di qualcosa e la voglia di guardare oltre.
Nel racconto, la città simbolo non è Milano, ma Parigi. Per Francesco, Parigi è un luogo che evoca libertà, rinnovamento, il richiamo del jazz e dei suoi palazzi. Una scelta che racconta il desiderio di viaggiare, scoprire e crescere, elementi essenziali per chi sta lasciando l’adolescenza per entrare nell’età adulta.
Anche la scuola ha un suo peso nella vita di Francesco. Frequenta l’ultimo anno del liceo artistico, un impegno che vive con un misto di fatica e consapevolezza. Non è un grande fan del sistema scolastico tradizionale, ma vede la scuola come una tappa da superare e un’occasione per prepararsi al futuro, con la maturità alle porte. Da questa esperienza trae ispirazione per i suoi lavori, raccogliendo emozioni che vanno oltre la sua storia personale e parlano a tanti coetanei.
Musica e sogni: il futuro di un artista in crescita
La musica resta per Francesco uno strumento fondamentale per esprimersi. In passato si è concentrato soprattutto sulla trap, con canzoni originali che raccontano storie metropolitane e personali. Negli ultimi tempi, però, ha cominciato a mescolare blues, jazz e rock, segno di una crescita artistica e di una curiosità che lo porta a esplorare nuovi suoni. Suona la chitarra, canta e si lascia guidare dalle emozioni, senza fissarsi su un luogo preciso.
Tra le città che lo hanno colpito durante i suoi viaggi ci sono Parigi e New York. Quest’ultima, in particolare, rappresenta per lui un’idea quasi mitica: una metropoli enorme, quasi surreale, che unisce innovazione e tradizione. Sono luoghi che alimentano il suo sogno più grande: lavorare in America, recitare in film e serie, e allo stesso tempo portare avanti la sua musica. Un obiettivo che riassume il suo percorso, personale e professionale, sempre in movimento.
L’arte è un filo che attraversa anche la sua famiglia. Figlio degli attori e registi Monica Faggiani e Arturo Di Tullio, Francesco è cresciuto respirando l’atmosfera del palcoscenico. Ricorda bene le serate dietro le quinte, all’inizio con qualche dubbio, poi sempre più affascinato dalla magia dello spettacolo. Questa educazione culturale lo ha formato e spinto a costruire un’identità artistica autentica.
Da Milano a Napoli, dal teatro alla musica, Francesco Di Tullio sembra avere un’unica stella polare: raccontare con sincerità e impegno la complessità della sua generazione. Gli anni che verranno saranno pieni di sfide, e lui è pronto ad affrontarle con talento e passione.
