“Qui il tempo sembra essersi fermato”, dicono i vecchi del posto, e camminando tra le montagne della Val Vigezzo si capisce subito perché. Ogni borgo, ogni vicolo, racconta storie antiche: mestieri scomparsi, pietre levigate dal passaggio dei secoli, e odori di cucina che avvolgono l’aria come un abbraccio familiare. Di giorno, il sole filtra tra le foglie, dipingendo la valle con mille sfumature; la sera, le luci tremolanti dei paesi si riflettono nel silenzio delle strade. Questa valle lunga e stretta, posizionata a est di Domodossola, proprio al confine con il Canton Ticino, è molto più di un paesaggio da cartolina. È un crocevia di culture, arte e natura selvaggia, capace di affascinare chiunque metta piede qui, che sia turista, esploratore o semplicemente curioso.
Val Vigezzo: una valle al crocevia tra Piemonte e Svizzera
La Val Vigezzo si trova nel cuore delle Alpi piemontesi, nell’Ossola, proprio al confine con la Svizzera, nella parte nord-orientale del Piemonte. Qui il fondovalle è ampio e pianeggiante, dove si concentrano i principali centri abitati. La posizione della valle la rende un collegamento naturale tra Domodossola, centro amministrativo e culturale delle valli dell’alto Piemonte, e il Canton Ticino oltre confine. Da sempre è stata una via di scambio culturale e commerciale. La Valle dei Pittori, come viene chiamata, deve il nome alla lunga tradizione di artisti e artigiani che hanno plasmato volti e paesaggi, ma anche agli scalpellini e agli spazzacamini, mestieri che hanno segnato la vita locale per secoli. Oggi la valle è uno spazio dove natura e cultura si incontrano, tra borghi di pietra, musei e paesaggi unici, legati da sentieri antichi e dalla celebre ferrovia Vigezzina-Centovalli.
Borghi con storia e fascino tutto da scoprire
La valle ospita diversi borghi, ognuno con una sua identità e caratteristiche precise.
– Druogno, a una quindicina di minuti da Domodossola, si trova a circa 800 metri di altitudine. È un posto tranquillo, adatto sia all’estate sia all’inverno per le famiglie, grazie alle piste da sci. Il borgo comprende il capoluogo e le frazioni di Albogno e Coimo, collegate da sentieri ricchi di testimonianze come oratori e vecchi mulini. La parrocchiale di San Silvestro è il cuore architettonico del paese.
– Santa Maria Maggiore è il centro turistico più noto della valle, a oltre 800 metri di quota. È famosa per il mercatino di Natale, per le piste da sci di fondo e per i sentieri estivi. Qui si trovano musei importanti: quello dello Spazzacamino, che racconta la storia di un mestiere tradizionale con il raduno internazionale ogni settembre; e la Scuola di Belle Arti “Rossetti Valentini”, con una vasta collezione di opere. La chiesa dell’Assunta completa il quadro artistico religioso, mentre la Casa del Profumo Feminis-Farina è un museo interattivo che racconta le origini locali dell’Acqua di Colonia.
– Malesco ha origini antiche, probabilmente addirittura preistoriche, ed è la porta d’accesso al Parco Nazionale della Val Grande. Un tempo il centro più popoloso della valle, conserva edifici barocchi come la chiesa dei SS. Pietro e Paolo e l’Ecomuseo della pietra ollare, dedicato alla lavorazione locale della pietra e alle tradizioni artigianali.
– Craveggia si distingue per i suoi “camini giganti” che si innalzano sopra i tetti in pietra e per i palazzi signorili del XVII e XVIII secolo. Il borgo, a circa 900 metri, è un vero e proprio museo a cielo aperto, con piazze come quella dei Miracoli che ospita preziosi dipinti e oggetti liturgici.
– Re è noto soprattutto per il maestoso Santuario della Madonna del Sangue, costruito dopo un miracolo del XV secolo. Situato a pochi chilometri dal confine con la Svizzera, è un punto di riferimento religioso e una tappa dei Sacri Monti della zona.
– Toceno, con origini romane, si raggiunge poco prima della Piana di Vigezzo. Il borgo si caratterizza per le stradine acciottolate, le architetture tradizionali, le cappelle e le fontane. L’oratorio di Sant’Antonio da Padova, con affreschi medievali, e il forno Tomà, antico forno comune, sono punti di interesse locale. Qui nacque anche Giovanni Battista Ciolina, noto pittore divisionista piemontese.
– Villette, il più piccolo comune della valle, è formato da tre borgate immerse tra castagni e faggete. Chiamato “paese delle meridiane”, mostra numerosi orologi solari sulle facciate delle case, del municipio e della chiesa. Il museo “La Cà di Feman da la Piaza” conserva la memoria della vita contadina del luogo.
Tra le vette della valle spicca il Pizzo La Scheggia, a 2466 metri, la cima più alta del gruppo montuoso Onsernone nelle Alpi Lepontine, con un profilo frastagliato e imponente.
Oltre la valle: borghi e paesaggi da non perdere
Nei dintorni della Val Vigezzo si trovano altri luoghi che completano il quadro culturale e naturalistico della zona:
– Vogogna, medievale e pittoresca, dista circa mezz’ora da Craveggia. Il suo castello visconteo, costruito nel XIV secolo per difendere la valle, e il Palazzo Pretorio, storica sede del potere locale, raccontano la storia dell’Ossola. La chiesa del Sacro Cuore di Gesù custodisce opere sacre di rilievo.
– Cannobio, a quaranta minuti da Malesco, si affaccia sulle rive del Lago Maggiore con una passeggiata suggestiva e un centro storico ricco di edifici medievali e rinascimentali. La piazza Vittorio Emanuele III è il cuore pulsante della città, intorno a cui si trovano palazzi storici come il Palazzo della Ragione e santuari importanti.
– Mergozzo, poco distante, sulle sponde dell’omonimo lago, noto per le acque limpide tra le più pulite d’Italia. Meta ideale per chi cerca relax, offre scorci incantevoli, sentieri per trekking e una chiesa parrocchiale del XVII secolo dedicata alla Beata Vergine Assunta.
Cosa fare: esperienze da vivere in Val Vigezzo
Un’esperienza da non perdere è il viaggio sulla ferrovia Vigezzina-Centovalli, una tratta panoramica di 52 chilometri con 83 ponti e 31 gallerie. Collega Domodossola a Locarno, in Svizzera, offrendo paesaggi mozzafiato in ogni stagione: l’autunno con i suoi colori caldi e l’inverno con la neve sono i momenti più suggestivi. Il trenino bianco e blu è un must per chi visita la zona.
Non può mancare una visita a Domodossola. Il centro storico ruota attorno a piazza Mercato, con i suoi portici e le loggette risalenti al Quattrocento e Cinquecento. Qui si trovano la chiesa collegiata dei Santi Gervasio e Protasio e Palazzo Silva, esempi importanti dello stile rinascimentale locale. Il Sacro Monte Calvario, complesso del XVII secolo e sito Unesco, domina la città.
Per gli amanti della natura, il Parco Nazionale della Val Grande è una tappa obbligata, raggiungibile da Malesco. Tra le aree selvagge più vaste d’Italia e d’Europa, ospita una ricca fauna, dal gallo forcello all’aquila reale. Sentieri di varie difficoltà permettono di immergersi in questo ambiente unico, con il Sentiero Bove che sfida i più esperti.
Sapori di montagna: la cucina e i prodotti della Val Vigezzo
La cucina della Val Vigezzo riflette il legame profondo con la montagna e l’allevamento. Tra i piatti tipici ci sono costolette di agnello e capretto, risotti e zuppe di funghi porcini, selvaggina con funghi, e la pasta rustida fatta con patate, formaggio, cipolle e pancetta. Il pane di segale è un altro protagonista della tavola.
I salumi tradizionali includono il Prosciutto Vigezzino, la mortadella di fegato, salamini di capra e il violino di capra o camoscio, speziato e salato. Tra i formaggi si distinguono la toma della valle, lo Spazzacamino e diverse ricotte. Per dolce, la fiacia, torta ricca di burro, e la torta “pan e lac”, fatta con pane raffermo bagnato nel latte e arricchito con uvetta e aromi, sono specialità locali. Non manca la tradizione degli alcolici con liquori come genepy, genzianella e varie grappe.
Lo street food della valle propone gli stinchett o runditt, sottili sfoglie di farina cotte su piastre, insaporite con burro d’alpeggio e sale o zucchero. La variante amiasc, fatta con farina di grano saraceno, è tipica della frazione di Coimo.
Dove mangiare e dormire in Val Vigezzo
La valle offre diverse strutture ricettive e ristoranti che valorizzano i prodotti locali. Tra questi, la Trattoria Vigezzina a Trontano serve piatti tipici come i ravioloni del plin al cervo e il carré d’agnello alla provenzale. A Domodossola, il ristorante “Da Sciolla” è rinomato per le specialità di carne e gli gnocchi di castagne.
Per dormire, l’Hotel Eurossola a Domodossola combina comfort e posizione strategica, con camere eleganti e una terrazza solarium. A Malesco, l’Albergo Panorama, vicino al centro storico, accoglie con uno stile vintage e spazi ampi, ideale per chi ama escursioni e soggiorni rilassanti.
Quando andare e come arrivare in Val Vigezzo
Il momento migliore per visitare la Val Vigezzo è l’autunno, quando i boschi si vestono di colori caldi e il viaggio in ferrovia diventa ancora più suggestivo. A fine estate si svolge il Raduno degli spazzacamini a Santa Maria Maggiore, evento che celebra la cultura popolare della valle. A Natale, i mercatini attirano sempre più visitatori.
L’aeroporto più vicino è Milano Malpensa, a circa novanta minuti d’auto. Da lì si prosegue in treno fino a Domodossola, nodo ferroviario fondamentale per muoversi in valle o verso la Svizzera con la Vigezzina-Centovalli. In auto, l’accesso principale è dall’autostrada A26, uscita Gravellona Toce.
Muoversi in valle è semplice grazie alla ferrovia e al servizio bus Prontobus. Per gli sportivi, la mountain bike è un’ottima scelta per scoprire sentieri e angoli nascosti.
La Val Vigezzo resta uno dei tesori più autentici delle Alpi piemontesi, capace di unire storia, arte, cultura, cibo e natura in un’esperienza che affascina tutto l’anno.