Settembre è arrivato portando con sé un clima più dolce, quasi una carezza dopo il caldo afoso di agosto. Nel Ponente ligure, tra mare e montagna, c’è un angolo che sembra sospeso nel tempo. Cervo, con le sue stradine medievali affacciate sul Golfo Dianese, è la porta d’ingresso a un territorio ricco di sorprese. La nuova Ciclovia Riviera dei Fiori, che si snoda per 45 chilometri da Ospedaletti ad Andora, segue l’antica ferrovia costiera e regala panorami che alternano il blu del mare all’abbraccio verde dell’entroterra. Un invito a rallentare, respirare e scoprire sentieri poco battuti, dove la natura si mostra nella sua autenticità più pura.
Ciclovia Riviera dei Fiori: pedalate sul lungomare da Ospedaletti ad Andora
La grande novità del 2024 sulla Riviera dei Fiori è la ciclovia continua che collega Ospedaletti ad Andora. Dopo anni di lavori, il percorso si snoda per 45 chilometri lungo la vecchia ferrovia dismessa. Ora ciclisti e pedoni possono attraversare quasi tutto il tratto pianeggiante, con il mare sempre a portata d’occhio e numerosi accessi comodi. Il fatto che il tracciato resti a livello del mare lo rende ideale anche per famiglie e chi non è esperto in bici.
Lungo la strada si alternano spiagge, promontori e piccoli borghi da scoprire con calma. La pista è larga e sicura, perfetta per passeggiate con bambini o per chi vuole fermarsi a scattare foto o assaggiare le specialità locali. Settembre è ancora un buon momento per un tuffo nelle acque tiepide, ma soprattutto per godersi il viaggio senza fretta. Questo completamento rappresenta un passo importante per valorizzare la costa, sia dal punto di vista turistico sia ambientale.
Cervo, il borgo medievale tra scalinate e scorci sul Golfo Dianese
Cervo è un borgo medievale che si arrampica su una collina a picco sul mare. Entrare nel centro storico significa affrontare una salita ripida e tante scalinate che si infilano tra le case antiche. Le vie lastricate e le piazzette creano un’atmosfera sospesa nel tempo, ancora intatta e ben preservata.
Il cuore del borgo è la piazzetta davanti alla chiesa di San Giovanni Battista, un gioiello barocco che domina il paese. Conosciuta anche come la chiesa dei Corallini, prende il nome dalla storica pesca del corallo, che per secoli ha sostenuto l’economia locale, soprattutto sui fondali di Corsica e Sardegna. Da qui lo sguardo si perde sul golfo e sulle barche, un invito a fermarsi e godersi il momento.
Proseguendo la salita si arriva al castello dei Clavesana, del XII secolo, che regala una vista unica su tutto il territorio. Attorno alle mura ci sono tavolini per gustare le specialità liguri. Poco più su, il parco comunale del Ciapà offre un angolo di pace con le sue querce, lecci, carrubi e pini d’Aleppo. Il parco si estende su tre ettari e si snoda tra sentieri che conducono a colli panoramici e alla frazione Rollo, appena fuori Cervo.
Sentieri antichi e tradizione rurale a Villa Faraldi, in Val Steria
A pochi chilometri da Cervo, l’entroterra si apre sulle colline della Val Steria, in particolare a Villa Faraldi, dove una rete di percorsi restaurati racconta la vita contadina di un tempo, ancora impressa nelle pietre e nei paesaggi. Nel 2024 il Comune ha portato a termine il recupero di antichi sentieri usati per secoli per lavorare i campi e per la transumanza.
Il sindaco Stefano Damonte parla di questa rete come di un “piccolo tesoro”: otto itinerari che si intrecciano tra terrazzamenti, muretti a secco e costruzioni storiche come le caselle, piccole strutture circolari usate come ripari o depositi. Ci sono percorsi adatti a tutti, dalle famiglie ai camminatori più esperti, con vari livelli di difficoltà.
Uno degli itinerari più belli è l’anello che parte da Tovo Faraldi, passa per i ruderi della cappella di San Sebastiano e arriva in cima al monte Chiappa, a 541 metri, con vista sulla piana di Albenga e sull’isola Gallinara. Lungo il cammino si incontrano anche una fornace medievale per la calce, segno delle antiche attività artigianali.
Villa Faraldi, borgo d’arte tra frantoi antichi e creatività contemporanea
Villa Faraldi non è solo natura e storia. Negli anni Ottanta lo scultore norvegese Fritz Røed ha scelto questo borgo come casa e laboratorio, ristrutturando l’ex oratorio di Santa Caterina d’Alessandria. Qui è nato un polo culturale che ha attirato artisti da tutta Europa.
Oggi il paese espone una collezione di opere d’arte all’aperto, ospitate nella residenza FarArte e nel centro culturale intitolato a Røed. Questo mix tra tradizione rurale e arte contemporanea dà a Villa Faraldi un carattere unico, capace di attirare chi cerca non solo paesaggi ma anche cultura.
Tra i percorsi più amati c’è quello che parte da Tovo Faraldi, attraversa Tovetto e i siti dei vecchi frantoi chiamati “gumbi”. Il frantoio U Gumbu de Nuccio, trasformato in museo, racconta com’era la spremitura dell’olio con la forza di buoi e muli, una tecnica ormai rara e quasi scomparsa.
Escursioni nella Valle Dianese: da Diano Arenino al Pizzo d’Evigno
Spostandosi nella valle Dianese, parallela alla Val Steria verso il mare, si trovano chilometri di uliveti intorno a Diano Arentino e San Bartolomeo al Mare. Qui la vita è meno frenetica, sostenuta dall’agricoltura e da un turismo discreto ma selezionato.
Da Evigno parte un sentiero ben segnato che in meno di due ore porta al Pizzo d’Evigno, la vetta più alta della zona, a 988 metri. Il percorso si snoda nel bosco e poi lungo la cresta, tra prati aperti, passando accanto a vecchie caselle e neviere, strutture antiche usate per conservare la neve prima dei frigoriferi.
In cima svetta una croce di ferro alta 12 metri, visibile da lontano. Da qui si gode un panorama che abbraccia tutta la costa ligure e, nelle giornate più limpide, arriva fino alle Cinque Terre. La bellezza di queste vallate silenziose emerge proprio dall’alto, mostrando un ambiente di montagna ancora autentico, poco toccato dal turismo di massa.