Il Delano Miami Beach ha finalmente riaperto le sue porte dopo sei anni di silenzio. L’edificio, icona affacciata sull’oceano, è rinato grazie a un restyling da oltre 100 milioni di dollari, curato da uno studio che ha saputo mantenere intatta l’anima originale dell’hotel. Non si tratta di un semplice maquillage: questa riapertura segna un cambio di passo per l’ospitalità in Florida. Qui, arte, design e cucina si intrecciano per offrire un’esperienza raffinata, pensata per una clientela internazionale e molto esigente. Ma per capire davvero cosa rappresenta oggi il Delano, bisogna fare un salto indietro e ripercorrere la storia di un luogo che ha scandito per decenni il ritmo culturale e sociale di South Beach.
Il Delano, un gioiello dell’Art Déco nel cuore di Miami Beach
Il Delano apre le sue porte nel 1947 sulla celebre Collins Avenue, la strada più vivace di Miami Beach. Dietro il progetto c’è Robert Swartburg, che firma un edificio in puro stile Art Déco. Il nome rende omaggio a Franklin Delano Roosevelt, aggiungendo prestigio e fascino all’hotel. Negli anni Cinquanta e Sessanta il Delano diventa il punto di riferimento per un pubblico raffinato, attratto dalla piscina scenografica e dagli spazi eleganti con vista sull’Atlantico. Per lungo tempo, è stato il simbolo del glamour dell’ospitalità in Florida.
Come tante strutture storiche del quartiere, però, attraversa un periodo difficile tra gli anni Settanta e Ottanta, quando South Beach perde parte del suo smalto e viene meno il richiamo per i visitatori. Ma quella fase non segna la fine della sua storia: anzi, prepara il terreno per un grande rilancio.
Gli anni ’90 che hanno cambiato le regole dell’ospitalità
Il 1995 segna una svolta definitiva. Ian Schrager, imprenditore noto per aver creato la celebre discoteca Studio 54 di New York, affida a Philippe Starck il restyling degli interni. Il Delano smette di essere solo un posto dove dormire: diventa una vera destinazione.
La lobby si trasforma in una scenografia mozzafiato, con tende bianche che la avvolgono come un velo, mentre la piscina, ribattezzata “The Water Salon”, si trasforma in un salotto all’aperto frequentato da artisti, fotografi, modelle e vip. Ristoranti e bar si animano diventando punti di incontro anche per chi non soggiorna. Ogni dettaglio, dalla musica alle fragranze nell’aria, contribuisce a creare un’esperienza totale che mixa arte, design e socialità.
Con questa rivoluzione, il Delano diventa il precursore mondiale del concetto di boutique hotel, influenzando profondamente l’intera industria alberghiera.
Dal mito hollywoodiano al fulcro culturale di Art Basel
Negli anni a seguire, il Delano consolida la sua fama come icona del glamour globale. Madonna sceglie l’hotel per eventi esclusivi, Leonardo DiCaprio ci soggiorna spesso durante le riprese, mentre le top model lo usano come base per i loro servizi fotografici a Miami. Tutto questo fa del Delano una meta imprescindibile non solo per chi cerca il lusso, ma anche per chi vuole respirare l’atmosfera vibrante e creativa della città.
Con l’arrivo di Art Basel Miami Beach, la settimana dell’arte contemporanea, l’hotel diventa un punto di ritrovo per artisti, collezionisti e appassionati da tutto il mondo. Qui si tengono esposizioni, eventi esclusivi e occasioni di incontro che rafforzano il ruolo culturale del Delano. Dopo più di vent’anni da protagonista della vita mondana, nel 2020 l’hotel chiude per un restauro che lo riporterà in auge.
Il nuovo Delano: passato e futuro si incontrano nel restyling
La riapertura del 2024 segna un nuovo inizio, non una semplice replica del passato. Lo studio Elastic Architects, insieme a Ennismore e Cain International, ha lavorato per proteggere e valorizzare l’eredità storica del Delano, mettendo in luce la facciata Art Déco, i pavimenti originali e le colonne esagonali. Le tende bianche continuano a definire la lobby spaziosa, mentre pezzi iconici come la sedia Leda di Salvador Dalí o il pianoforte trasparente di Lenny Kravitz sono stati restaurati e riportati al loro posto.
Parallelamente, è nato un programma artistico con la storica sociale e artista Nicola Green, che porta nell’hotel opere di artisti contemporanei di Miami. Così il Delano si conferma luogo d’incontro tra ospitalità, arte e cultura, ma con uno sguardo rivolto a una nuova generazione di viaggiatori, più attenta all’autenticità e alle esperienze coinvolgenti.
Camere e suite: natura minimalista e vista sull’oceano
Il Delano conta 171 camere, pensate per sfruttare al massimo la luce naturale grazie alle grandi vetrate e a un design ispirato agli elementi naturali. I colori neutri richiamano la sabbia e il blu dell’Atlantico, creando ambienti rilassanti ma eleganti.
Tra le sistemazioni più esclusive ci sono i Poolside Bungalows, piccole abitazioni su due livelli con zona living, patio e camere arricchite da opere d’arte. Offrono un modo più intimo e riservato di vivere il cuore dell’hotel.
Le camere con vista oceano regalano panorami ampi e luminosi. Ai piani alti, le Penthouse Ocean View e City View vantano tre camere da letto, terrazze private arredate e spazi per eventi esclusivi. Le due residenze possono anche essere unite, formando una suite con sette camere ideale per ospiti di alto livello o occasioni speciali.
The Water Salon: la piscina torna il salotto all’aperto di South Beach
Simbolo dell’esperienza Delano, The Water Salon conserva tutto il suo fascino. Restaurata con cura, mantiene le linee originali e l’eleganza che l’hanno resa famosa. Non è più solo un luogo per prendere il sole, ma uno spazio sociale e culturale dove passare la giornata.
Intorno alla piscina ci sono lettini, cabanas di design e i tavoli del ristorante Gigi Rigolatto. A pochi passi, la spiaggia privata offre un’area attrezzata con lettini e ombrelloni, accessibile con una chiave elettronica per garantire riservatezza e tranquillità. L’area piscina e spiaggia è pensata per chi vuole godersi relax e comfort senza uscire dall’hotel.
Cucina tra Italia e Giappone: nuove aperture esclusive
Il rilancio gastronomico del Delano porta con sé due novità firmate Paris Society, gruppo noto per i suoi locali di successo internazionale. Gigi Rigolatto è un ristorante italiano che accompagna gli ospiti in un viaggio nel meglio del Made in Italy, con un menu che si ispira ai classici e punta su ingredienti di qualità. Si mangia dalla colazione alla cena, con piatti come vitello tonnato o linguine alle vongole, accanto a proposte creative come il French Toast al mascarpone.
Il Rose Bar, affacciato sulla lobby, mantiene il fascino di un cocktail bar storico, con arredamento restaurato e luci soffuse. Qui si gustano drink raffinati, vera firma del locale.
Al quarto piano c’è Mimi Kakushi, riservato a ospiti e soci del Delano Members Club. È un ristorante giapponese che unisce atmosfere Art Déco orientali, design contemporaneo e cucina nippo-fusion. Il menu propone piatti ricercati come il Tataki di Wagyu e il Miso Black Cod, accompagnati da una selezione di sake e cocktail innovativi, incluso un martini servito in un blocco di ghiaccio a -20 °C. Un’esperienza esclusiva per chi cerca una cucina giapponese raffinata negli Stati Uniti.
Benessere e comunità: la nuova anima del Delano
Accanto al glamour e alla cultura, il Delano punta forte sul benessere. Lo spazio sotterraneo che un tempo ospitava la discoteca The Florida Room si trasformerà in autunno in The Source by Delano, una spa innovativa basata su sauna sociale, meditazioni e trattamenti olistici di gruppo.
Intanto, gli ospiti possono partecipare a lezioni giornaliere di yoga, pilates e breathwork, pensate per una vita più consapevole e rilassata, immerse nelle aree verdi del resort con il sottofondo del mare.
Importante anche il Delano Members Club, una comunità internazionale che riunisce professionisti e creativi di diversi settori. Il club dà accesso a ristoranti, spa, aree relax e a un calendario di eventi culturali che favoriscono conoscenze e collaborazioni. Il club è sempre più centrale per fare del Delano un luogo vivo e dinamico, oltre che un semplice hotel.
Con questa nuova stagione, il Delano Miami Beach si conferma così uno dei simboli più vivi della città: un punto d’incontro dove passato e futuro si parlano, e dove l’ospitalità diventa un’esperienza culturale a tutto tondo.