Quando le luci del Museo della Scienza e Tecnologia di Milano iniziano a spegnersi, il 15 luglio qualcosa di insolito prende vita. Tra le 18 e le 19, mentre il museo si prepara a chiudere, le sue porte di solito chiuse apriranno per pochi eletti. Marco Iezzi, curatore delle collezioni Trasporti, guiderà un gruppo ristretto tra biciclette d’epoca e motociclette storiche, in un deposito nascosto dove si custodiscono veri tesori tecnici.
Lì, avvolti da un’atmosfera quasi sospesa nel tempo, si potrà scoprire la celebre Tenda Rossa e tanti oggetti rari, ciascuno con una storia da raccontare. Un viaggio che parte dal XIX secolo e arriva fino ai giorni nostri, tra innovazione e avventura. Ma attenzione: i posti sono limitati e prenotare è d’obbligo.
Tra biciclette d’epoca e motociclette da record: un tuffo nel passato su due ruote
Nel deposito si potranno vedere una cinquantina di motociclette della collezione storica, dalle prime bici a motore agli esemplari da gara degli anni Cinquanta. Un viaggio che illustra l’evoluzione tecnica dei veicoli a due ruote. Tra i pezzi più affascinanti c’è la Vespa Piaggio 125 cc del 1951, preparata per battere un record di velocità sul chilometro lanciato. La sua carrozzeria argentata e le forme aerodinamiche sono un simbolo di quell’epoca di ingegno e sfide.
Accanto alla Vespa spicca la Lambretta guidata da Romolo Ferri, protagonista di una storica rivalità tra due grandi marchi italiani delle due ruote. Questi scooter esposti insieme raccontano una competizione che ha spinto avanti tecnica e passione per la velocità nel nostro paese. Non meno interessante è la sezione dedicata alle biciclette, con altri cinquanta pezzi selezionati. Tra questi emerge il biciclo giallo di Pierre Lallement del 1865, unico per la sua importanza storica come prima bicicletta a pedali. Il telaio in ferro e legno richiama le prime sperimentazioni che hanno portato alla bici moderna.
Questa collezione non è solo per appassionati di veicoli d’epoca, ma anche per chi vuole capire i passaggi chiave dello sviluppo industriale e scientifico in Italia. Ogni pezzo nel deposito racconta storie, dettagli tecnici e aneddoti che coprono più di due secoli di progresso meccanico. La visita svela come la mobilità si sia trasformata e come certi modelli abbiano influenzato l’immaginario collettivo.
La Tenda Rossa di Umberto Nobile: simbolo di esplorazione e coraggio ai poli
Un altro momento forte della visita è la Tenda Rossa, emblema delle grandi spedizioni polari del secolo scorso. Questo rifugio proviene dalla spedizione al Polo Nord guidata da Umberto Nobile nel 1928, un viaggio scientifico segnato da difficoltà estreme. Conservata con grande cura, la tenda è oggi un simbolo tangibile di resistenza e determinazione nella ricerca.
Dietro questo oggetto si nasconde una delle pagine più intense delle esplorazioni polari, dove ingegno e coraggio si sono confrontati con la natura più ostile. Camminare accanto a questa testimonianza significa avvicinarsi a una storia di sopravvivenza, scoperte scientifiche e consapevolezza dei limiti umani. La Tenda Rossa arricchisce il racconto del museo con un tocco umano e avventuroso.
Questa tappa offre l’occasione di riflettere su come un semplice oggetto possa racchiudere un pezzo importante della storia dell’esplorazione, un ponte tra passato e presente che aiuta a capire le radici della cultura scientifica italiana.
DOVE Community: nuovi eventi per viaggiatori e appassionati di cultura
L’appuntamento rientra nella programmazione della DOVE Community, una serie di eventi pensati per chi ama scoprire luoghi e storie fuori dal comune. “Il curatore racconta” vuole essere il primo di una serie di incontri in cui gli esperti svelano i patrimoni culturali e scientifici in modo diretto e coinvolgente. L’invito è per chi desidera andare oltre la visita classica, approfondendo il senso del viaggio come esplorazione di spazi, conoscenze e memorie.
La partecipazione è gratuita, ma serve iscriversi tramite la piattaforma dedicata perché i posti sono soltanto venti. Questo numero limitato assicura un’esperienza più intensa e personale. La formula punta sul confronto diretto con chi custodisce e studia questi tesori, trasformando la visita in un’occasione di apprendimento e curiosità.
La DOVE Community spinge verso un dialogo costante tra pubblico e musei, valorizzando la cultura come strumento di scoperta e riflessione. L’evento è solo una tappa di un progetto più ampio, che punta a creare una rete affiatata di lettori e viaggiatori interessati a un intrattenimento che sia anche approfondimento sulle realtà culturali italiane. L’interesse cresce, con nuove iniziative in arrivo che mettono al centro il patrimonio e le storie che conserva.