Alle Albissole, tutto sembra ordinario a prima vista. Case sparse senza un vero ordine, villette con giardini, qualche negozio qua e là, parcheggi e supermercati sotto il rumore costante dell’A10 e dell’Aurelia. Il mare, immobile davanti, non cambia mai. Dietro, oltre una galleria, si intravedono le colline liguri, verde scuro e fitte, punteggiate da qualche ripetitore. Albissola Marina e Albisola Superiore sono due comuni distinti, ma in realtà formano un unico agglomerato urbano vicino a Savona. Tra loro, però, c’è un muro invisibile fatto di diffidenza e un’antipatia che sembra vecchia di decenni.
Non basta un’occhiata per capire cosa sono davvero le Albissole. Serve pazienza, tempo per entrare nel loro ritmo, che cambia con le stagioni. Qui, la ceramica non è solo un mestiere: è il cuore pulsante, l’anima stessa del posto. La senti nell’aria, mentre cammini tra i moli e le vecchie trattorie. Lì, il profumo delle acciughe marinate si mescola a quello della focaccia di Davide e Maria, bottega storica di via Stefano Grosso. È un luogo dove il mare incontra l’arte, dove la tradizione marinaresca si tinge di colori e forme, radicate nel minerale e nella terra.
Ceramica: dalle origini romane al Rinascimento
La storia della ceramica alle Albissole parte da molto lontano, dalle spiagge piene di argilla e feldspati, perfetti per modellare l’argilla fin dai tempi dei Romani. Allora si producevano anfore per trasportare l’olio d’oliva, un prodotto locale di qualità destinato ai mercati del Tirreno. Già nel XII secolo, il monastero di San Benedetto di Colonega lavorava ceramiche più raffinate per arredare il refettorio, segno di un’evoluzione tecnica e artistica in atto. Nel Quattrocento, molti abitanti erano impegnati in botteghe artigiane che producevano piatti, maioliche e mattonelle per l’uso quotidiano.
Il censimento del 1569 racconta di 13 fornaci attive, che quasi raddoppiano entro il 1640, arrivando a 23. Il mulino ad acqua di Ellera, oggi la Trattoria del Molino, forniva polveri colorate per le ceramiche alle botteghe locali. Nei secoli successivi, Seicento e Settecento, si producevano brocche, statuine e pentolame da fuoco, che divennero parte integrante dell’economia e della vita sociale del territorio. Qui, il legame tra materiali naturali e abilità artigiane ha segnato per secoli la storia di questo angolo di Liguria, con una vocazione che va oltre l’aspetto economico per diventare culturale.
L’epoca d’oro: quando la ceramica diventa arte
Con l’inizio del Novecento arriva una svolta decisiva: un gruppo di artisti locali coglie il valore artistico e innovativo della ceramica, dando vita alla cosiddetta ceramica d’autore. Qui la terra, l’acqua e il fuoco si fondono con pittura e scultura per creare pezzi destinati a durare nel tempo. Tra i protagonisti c’è Tullio Mazzotti, detto Tullio d’Albissola, che negli anni Trenta firma insieme al futurista Tommaso Marinetti il Manifesto futurista della Ceramica e Aereoceramica, un documento che promuove l’uso della ceramica come simbolo di velocità e vivacità cromatica.
Le Albissole diventano così un punto di riferimento in Italia e in Europa per chi vuole imparare i segreti degli smalti, delle cotture e dei torni ceramici. Artisti del calibro di Fontana, Arturo Martini, Enrico Baj e forse anche Picasso hanno lasciato tracce indelebili. Nel Museo Diffuso Albisola, dietro la Chiesa della Concordia, si può ammirare una Venere Civetta in terracotta, testimonianza di una frequentazione internazionale. Tra i personaggi più originali c’è Asger Jorn, pittore e scultore danese, che nel 1957 arriva qui con la famiglia senza un soldo. La sua casa, oggi museo e giardino, è il simbolo di un incontro tra arte, vita quotidiana e lavoro manuale, arricchita da brocche, pezzi di piastrelle e sassi raccolti nel fiume che decorano muri e spazi aperti.
La ceramica che vive nelle strade e nel paesaggio
Passeggiare per Albissola Marina o Albisola Superiore significa immergersi in una città dove la ceramica è ovunque. I numeri civici, le insegne, i nomi delle vie sono realizzati con piastrelle dipinte a mano. Opere d’arte spuntano dove meno te lo aspetti: nei sottopassaggi, nei bar, nei ristoranti come il caratteristico Au Carrugiu, nelle mercerie e nelle panetterie. La Passeggiata degli Artisti, lungo il lungomare di Albissola Marina, è un esempio perfetto, con ogni parte della pavimentazione decorata da un artista diverso.
Albisola Superiore ospita la Passeggiata Eugenio Montale, una panchina lunga 120 metri rivestita da smalti policromi, con firme come Aurelio Caminati, Carlos Carlé ed Emanuele Luzzati. Il Museo MUDA, nel cuore del paese, espone opere di molti artisti locali e informa sugli eventi, come il Festival della Maiolica che si tiene a giugno. Casa Jorn è un’altra tappa da non perdere: un vero e proprio giardino museo che racconta la storia dell’arte ceramica contemporanea.
Anche il paesaggio naturale parla di ceramica: la sabbia delle spiagge ha una tonalità scura, arricchita da minuscoli frammenti di vetro, ceramica e smalti. A poche centinaia di metri dalla riva, un’immersione per sub rivela un presepe in ceramica a grandezza naturale, una testimonianza permanente di come l’arte si mescoli con il mare e l’ambiente. Le Albissole, dunque, non sono un borgo ligure qualsiasi, ma un crocevia unico di tradizione, innovazione e arte che ha scritto una pagina importante della storia e continua a farlo ogni giorno.
