Milano, Museo della Permanente, ieri sera: la venticinquesima edizione del Premio Cairo si è aperta tra sguardi curiosi e un’atmosfera carica di aspettativa. A catturare l’attenzione è stata Latēre, l’opera di Camilla Gurgone, giovane promessa dell’arte contemporanea. Il suo lavoro non si limita a mostrare bellezza, ma sfida chi guarda a riflettere sul rapporto tra intelligenza artificiale e memoria umana. Tra tecnologia e introspezione, la sua creazione ha convinto la giuria, diventando il simbolo di un’arte che non teme di confrontarsi con i grandi temi del presente: la memoria, l’assenza, il futuro digitale.
Camilla Gurgone, tra scultura e nuove tecnologie
Camilla Gurgone, classe 1997, è nata a Lucca e ha costruito il suo percorso tra tradizione e sperimentazione. Dopo la laurea in scultura alla RUFA di Roma, ha continuato con un master in Arti Visive e Studi Curatoriali alla NABA di Milano. Questa doppia formazione le ha aperto la strada a un lavoro che spazia da installazioni a performance, sempre con un occhio attento al rapporto tra uomo e tecnologia nel mondo di oggi.
L’opera presentata al Premio Cairo nasce da una ricerca sul modo in cui la memoria personale si confronta con l’intelligenza artificiale. Gurgone ha realizzato una stampa a colori su carta termica, utilizzando tecniche di post-produzione e algoritmi per ricostruire il volto di una persona cara scomparsa. Un lavoro che mette in luce la fragilità e la forza dei ricordi, quel confine sottile tra ciò che resta e ciò che si perde nel tempo.
Latēre: tra tecnologia e memoria, il verdetto della giuria
Latēre si è distinta per l’uso consapevole della tecnologia, senza mai dimenticare il valore profondo della memoria umana. Un’opera che apre un dialogo importante sul ruolo dell’arte oggi, in un’epoca in cui il passato arriva a noi sempre più filtrato dai mezzi digitali. La giuria, composta da esperti di spicco del panorama artistico italiano, ha riconosciuto in questo lavoro un esempio di come l’arte possa raccontare il tempo, custodendo e sublimando i ricordi personali.
Il premio, promosso dall’editore Urbano Cairo, consiste in 25mila euro. Oltre al riconoscimento economico, l’opera di Gurgone entrerà a far parte della Collezione Premio Cairo. La giovane artista sarà inoltre protagonista della copertina e di un’intervista esclusiva sul numero di dicembre della rivista Arte.
Premio Cairo 2026: la mostra e gli eventi al Museo della Permanente
La venticinquesima edizione ha coinvolto venti artisti under 40, selezionati dal mensile Arte diretto da Michele Bonuomo. Ai finalisti è stato chiesto di presentare opere inedite, espressione di linguaggi diversi e attuali. Dal 13 al 18 ottobre, il Museo della Permanente ha ospitato una mostra gratuita con i lavori di quest’anno e quelli delle passate edizioni.
Accanto alle opere contemporanee, la rassegna ha presentato quattordici autoritratti di artisti italiani degli anni Ottanta, firmati da nomi come Enrico Baj, Pietro Consagra e Renato Guttuso. Questi pezzi, realizzati per le copertine di Bolaffi Arte, hanno offerto un interessante contrappunto storico e stilistico agli artisti emergenti di oggi.
La giuria: nomi di primo piano per una selezione d’eccellenza
La scelta delle opere è stata affidata a una giuria di alto livello, presieduta da Bruno Corà, presidente della Fondazione Palazzo Albizzini – Collezione Burri. Tra i membri, Luca Massimo Barbero, alla guida dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, e Mariolina Bassetti, chairman di Christie’s Italia.
Con loro, anche Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati; Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze; Gianfranco Maraniello, responsabile dei musei di arte moderna e contemporanea di Milano; Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. A completare il gruppo, l’artista Emilio Isgrò, noto per la tecnica della cancellatura, che ha portato la sua esperienza da giurato.
Premio alla carriera a Nino Migliori: un omaggio a un pioniere della fotografia
Durante la cerimonia è stato consegnato anche il Premio Cairo alla Carriera a Nino Migliori. Considerato uno dei pionieri della fotografia europea e della ricerca visiva, Migliori ha ricevuto questo riconoscimento per il suo ruolo fondamentale nell’evoluzione delle pratiche artistiche contemporanee legate alla fotografia.
Il premio sottolinea il legame tra passato e presente, tra maestri e giovani talenti, confermando la volontà del Premio Cairo di valorizzare l’arte italiana in tutte le sue sfaccettature e nelle diverse fasi storiche.