Milano, 9 ottobre 2026: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci si trasforma in un crocevia di genio e creatività. Tra le sue sale, non si incontrano solo macchine o dipinti, ma storie che intrecciano arte, scienza e ingegno. Non è una visita qualunque: è un viaggio nel cuore di invenzioni e capolavori, pensato per chi vuole scoprire, capire, emozionarsi. Una serata che promette di sorprendere chiunque abbia voglia di guardare oltre la superficie.
Leonardo da Vinci: il genio dentro il suo tempo
La serata parte dalle Gallerie Leonardo da Vinci, la più grande esposizione permanente al mondo dedicata al maestro del Rinascimento. Qui non si guarda solo al genio isolato, ma si entra nel suo mondo, fatto di scambi con altri intellettuali e di un rapporto stretto con il contesto storico in cui ha vissuto.
Claudio Giorgione, curatore delle collezioni, racconta come la mostra voglia superare l’idea del Leonardo solitario. L’artista e scienziato appare invece come un protagonista inserito in una rete di conoscenze e tecniche. Il suo metodo unisce scienza e arte, creando invenzioni e opere che parlano all’uomo e al tempo stesso all’universale. Gli strumenti esposti, nati dai suoi manoscritti, sono frutto di un lavoro accurato che spiega come nasce un modello storico e perché ha ancora oggi un valore tecnico e culturale.
La natura era per Leonardo la sua più grande fonte d’ispirazione. Non un semplice disegnatore, ma un osservatore attento che usava il segno per indagare le leggi della realtà. Questo approccio si riflette nelle installazioni e nei reperti, che mostrano quanto il suo metodo abbia influenzato scienza e arte nei secoli.
Dietro le quinte della Scala: la meccanica che fa magia
A pochi passi, la mostra si sposta nel mondo del teatro con la collezione “In Scena”. Qui spicca un pezzo unico: un modulo originale del palcoscenico mobile del Teatro alla Scala, progettato da Luigi Secchi nel 1938. Lunga sei metri e larga due, questa piattaforma ha funzionato fino al 2002, attraversando più di sessant’anni di spettacoli e trasformazioni.
La meccanica che permetteva di sollevare e abbassare intere parti del palco ha rivoluzionato il modo di fare teatro, rendendo i cambi scena veloci e spettacolari. Nonostante le difficoltà, anche durante la Seconda guerra mondiale, questo sistema ha continuato a funzionare, diventando simbolo di come la tecnica possa sostenere l’arte.
Il museo offre così la possibilità di scoprire cosa c’è dietro lo spettacolo della Scala, dove ingegno e creatività si incontrano su basi solide. Gli appassionati potranno ammirare da vicino un impianto tecnico che ha segnato una grande epoca del teatro italiano.
Fausto Melotti e i “Sette Savi”: geometria e armonia in pietra
L’ultimo passo porta all’arte astratta di Fausto Melotti con i “Sette Savi”, sculture realizzate tra il 1960 e il 1962 per il giardino del Liceo Carducci di Milano. Sette figure in pietra di Viggiù che riprendono in chiave moderna il tema dei saggi della Grecia antica.
Le statue mostrano una precisione quasi matematica, unendo astrazione scientifica e sensibilità musicale. Melotti traduce in forme e proporzioni ritmi e armonie, trasformando la pietra in un’espressione viva di pensiero. Il risultato è un’opera che invita a riflettere sul legame tra arte, scienza e tecnica, temi sempre attuali.
Collocate all’aperto, le sculture interagiscono con la luce e la natura circostante: le ombre e la disposizione nello spazio esaltano la loro geometria, regalando ai visitatori un’esperienza che è tanto visiva quanto intellettuale. Un punto di riferimento per capire le sfide e le innovazioni dell’arte del Novecento a Milano.
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Questa serata al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia offre così uno sguardo approfondito su tre mondi che sembrano lontani, ma che in realtà sono strettamente legati: il Rinascimento, il teatro italiano e l’arte moderna. Un’occasione per scoprire da vicino la ricchezza e la complessità che da sempre nutrono la cultura italiana e internazionale.