Oltre Santiago: il viaggio segreto del Cammino verso l’Oceano Atlantico

Redazione

6 Giugno 2026

La piazza dell’Obradoiro a Santiago de Compostela pulsa di emozioni che si tagliano come lame. Qui, ogni giorno, si scioglie la fatica di chi ha percorso centinaia di chilometri a piedi, affrontando notti sotto cieli incerti e giorni di sole cocente. Alcuni si abbracciano con gli amici di viaggio, altri si fermano in silenzio, immersi nei propri pensieri, mentre c’è chi prende il telefono per annunciare l’arrivo. Ma per una ristretta cerchia di pellegrini la meta non è la cattedrale. Si spingono oltre, verso l’oceano, fino a quel punto remoto chiamato “fine del mondo”. Un cammino diverso, più intimo e solitario, che sfugge alle folle. Solo poco più di duemila persone all’anno scelgono di lasciare la confusione per inoltrarsi nella costa selvaggia e ventosa della Galizia.

Finisterre e Muxía: quando il traguardo diventa un nuovo inizio

Il Cammino di Finisterre e Muxía è diverso dagli altri percorsi jacobei perché parte proprio da Santiago de Compostela e non si ferma alla cattedrale. Si snoda verso ovest per circa 89 chilometri fino a Finisterre . Chi vuole può aggiungere altri 30 chilometri fino a Muxía, un tranquillo borgo di pescatori. Questo tratto, breve ma carico di significato, affonda le radici in antiche credenze. Un tempo queste coste erano considerate il limite estremo del mondo conosciuto. I Romani guardavano il sole sparire dietro l’orizzonte dell’Atlantico, convinti che dietro non ci fosse nulla. E le popolazioni locali, molto prima, avevano dato a queste terre un’aura sacra, legata al culto del sole e ai riti dopo la morte. Oggi, tra nebbia e vento che si alza dalle onde che si infrangono sulle rocce, si avverte ancora quel senso di confine e mistero, come un ultimo respiro prima di entrare nell’ignoto.

Silenzio e riflessione: perché molti pellegrini non si fermano a Santiago

Dopo il lungo cammino verso Santiago, molti pellegrini si chiedono: “Perché andare avanti?” Appena usciti dalla città, il ritmo frenetico e le folle lasciano il posto a un altro mondo. Sentieri immersi nel verde, borghi di pietra poco frequentati, strade dove si incontrano più mucche che persone. È un’esperienza diversa: più intima, personale, meditativa. Il percorso verso Finisterre perde l’aspetto collettivo del pellegrinaggio per trasformarsi in un viaggio interiore. Qui emerge anche l’anima profonda della Galizia: le croci di pietra , i granai tipici , le antiche dimore raccontano una cultura radicata. La doppia lingua, galiziano e castigliano, si riflette nei cartelli bilingue, segno di una regione che custodisce gelosamente la sua diversità.

Tra natura e storia: le tappe da Santiago alla costa atlantica

Il percorso tradizionale verso Finisterre si divide in quattro tappe per un totale di circa 89 chilometri, con la possibilità di allungare fino a Muxía, arrivando a circa 120 chilometri. La prima tappa va da Santiago a Negreira, passando per zone periferiche e piccoli borghi immersi nella campagna galiziana. Qui si lascia alle spalle il rumore della città per entrare in boschi di querce ed eucalipti, con una sosta al suggestivo ponte medievale sul fiume Tambre.

La seconda tappa, da Negreira a Olveiroa, è la più dura ma anche quella che regala il senso vero della vita rurale. Tra villaggi agricoli e sentieri ondulati, il cammino diventa più solitario e selvaggio. Gli albergue di Olveiroa accolgono in modo semplice e intimo, mentre il silenzio della campagna avvolge i passi.

Il momento decisivo arriva con la terza tappa verso Cee, dove il mare si apre improvviso davanti agli occhi. Dopo giorni nell’entroterra, ecco l’immensa distesa dell’Atlantico, il suo profilo grigio-blu che si perde all’orizzonte. Cambia il paesaggio, l’aria è fresca, carica di sale e vento, trasformando il viaggio in un’esperienza quasi surreale.

L’ultima tappa verso Finisterre segue la costa fino alla salita finale che porta al faro, simbolo tangibile della “fine del mondo”. Da qui la vista sull’oceano lascia senza fiato, il vento taglia il respiro e nel silenzio della natura si sente il peso di un cammino che si chiude solo quando il mare diventa compagno silenzioso e infinito.

Muxía: tra santuario, leggende e fascino autentico

Molti scelgono di proseguire fino a Muxía, un borgo di pescatori dall’atmosfera quasi mistica. Qui si affaccia il Santuario della Virxe da Barca, costruito su massi battuti dalle onde. La leggenda racconta che la Vergine arrivò su una barca di pietra per sostenere l’apostolo Giacomo nella sua missione. I grandi scogli vicino al santuario rappresentano la sua imbarcazione: il velo, il timone, lo scafo.

Il santuario ha origini antiche, ma la sua storia recente è segnata da un incendio causato da un fulmine a Natale 2013, che distrusse tetto e parte degli interni. Nei pressi si trova anche un monumento che ricorda il disastro della petroliera Prestige, che nel 2002 inquinò le coste galiziane, lasciando una ferita ancora viva nella memoria collettiva.

Non lontano merita una visita il monastero di San Xulián de Moraime, luogo carico di suggestione storica e culturale lungo il cammino verso Muxía.

Dove dormire lungo il cammino: dai rifugi semplici agli hotel di charme

Il Cammino di Finisterre e Muxía offre una buona rete di alloggi, dagli albergue pubblici riservati ai pellegrini a strutture più confortevoli e hotel di charme. Gli albergue gestiti dalla Xunta de Galicia mantengono viva la tradizione di accoglienza pellegrina: costano intorno ai 10 euro a notte e funzionano a chi prima arriva meglio alloggia, senza prenotazioni. Tra i più frequentati ci sono quelli di San Lázaro a Santiago, Negreira, Olveiroa, Conco, Finisterre e Muxía.

Per chi cerca più comodità, la rete dei Paradores offre sistemazioni in palazzi storici o con viste mozzafiato. Tra questi spiccano il Parador di Santiago, il Parador Costa da Morte vicino a Muxía e quello di Ribadeo, ottimo punto di partenza per esplorare la costa nord della Galizia.

Sapori della Galizia: piatti e prodotti da non perdere

Il cammino verso l’oceano passa in regioni ricche di tradizione culinaria. Da non perdere il polbo á feira, il classico polpo cucinato secondo antica ricetta galiziana, l’empanada gallega, una torta salata ripiena, il caldo gallego, una zuppa calda e sostanziosa, insieme a formaggi locali e tortilla. Nei piccoli borghi si trovano taverne che offrono menù per pellegrini e piatti tradizionali, in un’atmosfera familiare e autentica.

Consigli pratici per affrontare il cammino

Il percorso è adatto anche a chi ha poca esperienza di trekking, a patto di essere abituati a camminare per più giorni di fila. Tra l’equipaggiamento indispensabile ci sono scarpe da trekking ben collaudate, un paio di scarpe leggere di riserva, abbigliamento a strati e impermeabile, borraccia, coprizaino antipioggia e un piccolo kit per vesciche e piccoli incidenti.

La segnaletica è affidabile, con frecce gialle e pietre chilometriche che indicano la strada, accompagnando il pellegrino passo dopo passo.

Ritorno e scoperte: cosa fare in Galizia dopo il cammino

Il rientro da Finisterre o Muxía a Santiago è assicurato da frequenti autobus, gestiti principalmente dalla compagnia MonBus, con corse giornaliere e collegamenti comodi.

Chi ha più tempo a disposizione può partire dal cammino per esplorare altri angoli della Galizia. Tra questi il Percorso delle Camelie, che attraversa giardini storici, dimore nobiliari e paesaggi da favola. Nel 2026, il 12 agosto, un evento astronomico speciale: un’eclissi totale di sole visibile in Galizia, con le zone di A Coruña e Ribadeo tra i posti migliori dove ammirarla.

Il collegamento aereo con l’Italia è garantito da voli easyJet verso A Coruña e da altri aeroporti come Bilbao, Santander e Asturie, con scalo per Santiago. Così si può raggiungere facilmente questa terra ricca di storia, natura e emozioni profonde.

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