# Il vento porta ancora il sentore del mare quando le ruote iniziano a mordere l’asfalto in salita
Non si tratta di una pedalata qualunque: la strada si arrampica tra una Liguria nascosta, fatta di salite silenziose e borghi arroccati sull’Appennino. Poi, dolcemente, la discesa conduce alle colline piemontesi. La bici non è più solo un mezzo, ma compagna fedele di un viaggio che mescola storie, natura e sapori. Si parte dal lungomare di Savona, con la sua aria salmastra, si attraversano paesi come Stella e Sassello, per arrivare infine a Novi Ligure, città simbolo del ciclismo italiano. Un percorso che sfida gambe e spirito, ideale per chi ama pedalare con calma, assaporando ogni singolo momento.
Partenza da Savona: tra mare, arte e tradizione
Si parte dal lungomare di Savona, città dove il mare incontra la storia in un mix unico. Prima di salire in sella, vale la pena fermarsi per una focaccia ligure in uno dei bar della piazzetta della Maddalena, nel cuore del centro storico, dominata dalla fortezza del Priamar. Il primo tratto segue la costa, costeggiando le facciate variopinte di Albissola Marina, famosa per la sua ceramica artigianale, un vero museo a cielo aperto tra botteghe e palazzi.
Da qui si lascia la linea di costa per addentrarsi nell’entroterra. La provinciale 334 porta verso Ellera, tra boschi verdi e curve che svelano la doppia anima di questo viaggio. Salendo verso il Santuario della Pace, si apre uno scenario che cambia rapidamente: da un lato il mare all’orizzonte, dall’altro l’Appennino ligure, selvaggio e rigoglioso. La pedalata diventa un’alternanza di fatica e meraviglia, tra salite dolci e tratti immersi nel verde.
Stella e l’Appennino ligure: storia e fatica sulle gambe
Dopo il Santuario si arriva a Stella, borgo natale di Sandro Pertini, un angolo sospeso nel tempo. Qui il traffico svanisce quasi del tutto, lasciando spazio a un’atmosfera tranquilla, lontana dal turismo di massa. La strada si fa più ripida ma mai impossibile. Le pendenze mantengono un ritmo che richiede attenzione e resistenza. Ogni curva regala scorci sul mare che rinfrescano polmoni e vista.
Chi è allenato può affrontare il percorso con una bici muscolare, mentre la pedalata assistita permette di godersi il panorama senza rinunciare a una fatica calibrata. La tappa successiva è il Colle del Giovo, a 516 metri, dove l’Appennino si apre con un panorama spettacolare: da un lato il mare, dall’altro le creste montuose. Qui è d’obbligo una pausa, per godersi il silenzio rotto solo dal vento e dal canto degli uccelli. La salita però non è finita: si riparte verso Sassello e i suoi boschi.
Sassello, il cuore verde del Parco del Beigua: sapori e natura
Arrivare a Sassello significa entrare in uno dei borghi più autentici di questa traversata. Nel Parco del Beigua, il paese è la tappa perfetta per riposarsi e immergersi nella Liguria più vera. Nei bar si trovano gli storici amaretti morbidi, dolce tipico per ricaricare le energie. Il borgo invita a una pausa più lunga, magari in una trattoria dove si gustano piatti della tradizione ligure: ravioli al tocco fatti in casa, funghi porcini, torte salate. È il momento di assaporare una cucina legata alla montagna e ai suoi frutti.
Oltre Sassello il paesaggio si fa più selvaggio. Le strade si svuotano, i boschi del Beigua si infittiscono e l’Appennino mostra il suo volto più autentico e isolato. Si pedala tra vallate silenziose, immersi nel verde, lontani dai centri abitati. Passaggi come Bric Berton, Moretti e Abasse scorrono senza quasi accorgersene, mentre la natura avvolge corpo e mente.
Il Poggio del Belvedere: l’ultimo colpo d’occhio prima del Piemonte
Uno dei momenti più belli arriva al Poggio del Belvedere, un punto panoramico che si apre sulle colline piemontesi. Da qui si vede lontano: le colline si distendono verso il Piemonte, mentre alle spalle rimane l’Appennino ligure. È il posto giusto per una sosta: pane fresco, focaccia, frutta secca o un dolce da viaggio diventano compagni preziosi prima dell’ultima parte.
La discesa porta verso Molare e Ovada, tra boschi più radi e una vista che si apre sulle campagne dell’Alto Monferrato. Qui il paesaggio cambia: colline dolci, vigneti, piccoli borghi rurali. Ovada, con il suo centro storico, offre una pausa dal ritmo intenso della pedalata. Le sue piazze tranquille, i portici e le enoteche raccontano una cultura legata al vino e alla gastronomia locale.
Novi Ligure: capitale del ciclismo e traguardo di oltre 90 chilometri
L’ultimo tratto conduce a Novi Ligure, crocevia di storia e ciclismo. Qui riecheggiano ancora i nomi di Fausto Coppi e Costante Girardengo, campioni che hanno trasformato queste strade in tappe leggendarie. Dopo più di 90 chilometri e 1.250 metri di dislivello, Novi non è solo un traguardo, ma un luogo dove fermarsi e godersi il meritato riposo.
Nel centro storico si trovano caffè e locali dove celebrare la fatica con una birra artigianale, un tagliere di prodotti piemontesi o un piatto di pasta. Il Museo dei Campionissimi, poi, ripercorre la storia del ciclismo locale e nazionale. In questo scenario di passione e tradizione si chiude un viaggio che ha unito mare, montagna e colline, fatto di sudore, panorami e cultura. Un’esperienza in sella che racconta la bellezza di due regioni, tra fatica e scoperta.
