Era la notte tra il 16 e il 17 gennaio 1991 quando tutto sembrava pronto. Poi, la guerra del Golfo esplose e Luca Grandori, fondatore di “Dove”, ordinò di fermare la stampa del primo numero. Non fu un semplice stop tecnico, ma un gesto carico di significato: il viaggio, per lui, era un atto di pace. Trentacinque anni dopo, i conflitti non si sono fermati. Cambiano nomi, mappe, mezzi, ma le ferite restano aperte. In un’epoca di notizie spesso costruite e di superficialità dilagante, “Dove” ha scelto di andare avanti. Di raccontare il mondo con gli occhi di chi, davvero, c’è.
Quando la guerra ferma la stampa e nasce un principio
Dalla nascita della rivista alla decisione di bloccare la prima uscita nel gennaio 1991, c’è un insegnamento che ha segnato la linea editoriale. La guerra arrivò all’improvviso, come spesso succede, e “Dove” decise di non relegare quel momento a semplice sfondo. Luca Grandori non mise in pausa solo la stampa, ma lanciò un messaggio chiaro: fermarsi era un segno di rispetto e di riflessione. Da allora quel principio è diventato il cuore della rivista: il viaggio non può prescindere dalla pace.
Le guerre che sono seguite, le tensioni e i conflitti sparsi per il mondo, non hanno mai fermato “Dove”. Anzi, hanno spinto la rivista a raccontare il mondo così com’è, con i suoi drammi e le sue bellezze. Attraverso reportage sul campo, fotografie vere e testimonianze dirette, “Dove” ha sempre voluto mettere in luce il valore della conoscenza come arma contro l’ignoranza e la violenza.
Sulle tracce del mondo: dai luoghi remoti alle città pulsanti
La forza di “Dove” sta nella capacità di immergersi in realtà lontane, spesso fuori dalle rotte turistiche. I giornalisti hanno attraversato l’Oceano Indiano fino a Rodrigues, piccola isola sotto Mauritius, per raccontarne il silenzio e la natura intatta. Hanno esplorato il Kaokoland in Namibia, terra arida e selvaggia dove culture antiche rischiano di scomparire.
Ma non manca lo sguardo sulle città e le loro comunità: dai vicoli stretti di Chinatown a Bangkok, dove tradizione e modernità si mescolano, fino a Venezia, dove il respiro antico delle botteghe artigiane conserva un patrimonio da difendere. In questi viaggi, il racconto passa anche attraverso sensazioni: l’odore del mercato, la voce di chi racconta, i rumori o il silenzio che avvolge.
Sono dettagli che rendono l’esperienza reale, lontana dalle narrazioni digitali e standardizzate. Solo così si può davvero capire un luogo, andando oltre la mappa o la foto di cartolina.
“Le parole del viaggio”: pace e dialogo dall’Oman
Per il trentacinquesimo anniversario, “Dove” ha lanciato una nuova rubrica, “Le parole del viaggio”, presto anche online, che vuole esplorare il significato delle parole chiave legate al viaggio. La prima parola scelta è “pace”, simbolo del presente e del futuro del racconto.
Per raccontare la pace, la scelta è caduta su un Paese emblematico: l’Oman. Una terra nota per la sua vocazione alla mediazione e al dialogo, un tratto radicato nel suo DNA culturale. Il sultano Qaboos amava dire che l’Oman è “amico di tutti e nemico di nessuno”, frase che rappresenta una diplomazia pacifica e inclusiva.
Questa filosofia rispecchia il modo in cui un vero viaggiatore affronta il mondo: come un ascoltatore che impara e riconosce l’altro senza pregiudizi. Il viaggio non è mai neutrale, ma un’occasione per mettere in discussione le pulsioni aggressive dell’uomo e provare a contenerle attraverso il confronto. Come ricordava Freud, queste tensioni emergono periodicamente nella storia, ma la conoscenza e l’incontro trasformano il nemico da figura astratta a persona concreta, più difficile da demonizzare.
La scommessa di “Dove”: raccontare il mondo senza fermarsi
Nel 1991 il primo numero fu bloccato, oggi invece “Dove” non si ferma davanti alle sfide globali. La convinzione resta quella di sempre: i conflitti passano, ma il viaggio continua. Con esso la necessità di esserci, di documentare, ascoltare e raccontare.
Redattori e inviati continueranno a percorrere nuove strade, a immergersi in realtà diverse. Hanno scelto di testimoniare con i propri occhi ciò che accade nel mondo, offrendo un punto di vista diretto e verificabile. Questo è un atto di resistenza culturale in un’epoca invasa da contenuti fatti in serie e ripetitivi.
Il numero di giugno 2024 uscirà il 29 maggio, con offerte speciali per chi lo acquista insieme a testate e guide regionali. In un momento di grandi incertezze, la missione di “Dove” si rinnova: raccontare la realtà con onestà e rispetto, senza mai perdere di vista il viaggio come pace, curiosità aperta e incontro sincero tra culture.
