A Calascio la Scuola per Pastori del Futuro: Corsi Gratuiti tra Natura e Tradizione Alpina

Redazione

1 Maggio 2026

A Calascio, un borgo incastonato tra le montagne dell’Aquila, nasce qualcosa di nuovo: una scuola dedicata alla pastorizia estensiva. Non è solo un ritorno alle radici, ma una sfida concreta a un modello di sviluppo che spesso dimentica la natura. Nel 2026, due masterclass gratuite apriranno le porte a giovani pastori e appassionati, offrendo una formazione sul campo che unisce biodiversità e gestione dei grandi predatori. Qui, tradizione e futuro si intrecciano in un progetto che guarda oltre il turismo stagionale, puntando su mestieri antichi che resistono e si rinnovano.

La montagna riparte dalla formazione

Nel cuore dell’Appennino abruzzese, Calascio ospita un progetto unico. Non si tratta solo di insegnare tecniche pastorali, ma di costruire un futuro sostenibile per le terre alte. L’iniziativa nasce da una collaborazione tra Comune, Slow Food Italia e D.R.E.Am. Italia, inserita nel programma “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo”, finanziato dal PNRR. L’obiettivo è chiaro: fermare lo spopolamento, valorizzare il territorio e far nascere un’economia a misura di montagna. Qui la pastorizia non è solo un lavoro, ma un modo per mantenere vivo il paesaggio e un modello di sviluppo umano e sostenibile.

Le lezioni si alternano tra aula e campo, coinvolgendo le aziende agricole locali. In passato si sono affrontati temi come l’economia delle imprese pastorali e la produzione dei formaggi, fondamentali per un settore che richiede competenze precise e aggiornate. Le nuove masterclass puntano a formare professionisti pronti a rispondere alle sfide di oggi: dalla tutela della biodiversità alla gestione della fauna selvatica. I corsi sono aperti a un massimo di 30 partecipanti, con priorità per under 40 e residenti nelle zone interne.

Biodiversità e pascoli: la sostenibilità al centro

Uno dei corsi più attesi si terrà a maggio 2026 e si concentrerà sulla pastorizia estensiva come presidio per gli ecosistemi montani. Il pascolo tradizionale aiuta a mantenere in equilibrio i sistemi agro-pastorali, promuovendo la varietà di piante e animali e contrastando l’abbandono del territorio, che mette a rischio la sua salute. I partecipanti impareranno a riconoscere il valore della biodiversità e a mettere in pratica metodi per un uso sostenibile dei pascoli.

Il programma approfondirà anche il legame tra pastorizia e riduzione dei rischi ambientali, come la prevenzione degli incendi e la tutela della fertilità del terreno. Alternando teoria e visite sul campo, si mostrerà come il lavoro del pastore sia fondamentale per proteggere gli habitat naturali. Un sapere che unisce tradizione e nuove conoscenze ambientali, un ponte tra passato e futuro della montagna.

Predatori e pastori: convivenza possibile

Il ritorno di lupi e orsi sulle montagne del Gran Sasso porta con sé sfide concrete. Il secondo corso, previsto tra fine maggio e inizio giugno 2026, offrirà strumenti pratici per prevenire e gestire i danni agli allevamenti causati dalla fauna selvatica. Pur essendo segnali di ecosistemi sani, i grandi predatori rappresentano un problema reale per chi alleva animali, che deve proteggerli senza compromettere l’equilibrio naturale.

La masterclass metterà in luce sia metodi tradizionali, come l’uso di cani da guardiania e recinzioni, sia nuove tecnologie, dal monitoraggio digitale ai piani di gestione integrata. Coinvolgerà direttamente pastori e imprenditori locali, con un approccio pratico e replicabile anche altrove. Oggi, lavorare in montagna significa saper gestire questa convivenza, un modello di sostenibilità che mette al centro uomo e natura.

Il nuovo volto del pastore in Abruzzo

Il mestiere del pastore oggi va oltre latte, carne e lana. Chi lo pratica è custode del paesaggio, protagonista nella gestione dei pascoli e della biodiversità, un baluardo contro l’abbandono delle aree interne. La scuola di Calascio vuole formare professionisti completi, capaci di pianificare le risorse e di creare nuove sinergie tra produzioni locali e turismo enogastronomico.

Il legame tra pastorizia e territorio si traduce anche nella valorizzazione di prodotti tipici, su tutti i formaggi di montagna. Sono frutto di un patrimonio antico, ma richiedono anche innovazione e apertura a mercati sostenibili, come quelli promossi da Slow Food e dal turismo esperienziale. La sfida è mantenere vive comunità resilienti, capaci di offrire non solo prodotti, ma anche esperienze culturali e ambientali autentiche.

Come iscriversi ai corsi del 2026

Le masterclass gratuite della Scuola di pastorizia estensiva a Calascio aprono le iscrizioni per un massimo di 30 partecipanti per corso. La gratuità è garantita dai fondi del progetto “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo”, mentre vitto e alloggio restano a carico degli iscritti, con possibilità di usufruire di strutture convenzionate. I corsi sono pensati per giovani, aspiranti pastori, studenti e professionisti, con attenzione particolare a chi vive in zone rurali e montane.

Le candidature si inviano via email a info.scuolapastoriziacalascio@gmail.com. Le lezioni si svolgono tra aula e aziende agricole, offrendo una formazione pratica che valorizza il contatto diretto con il territorio e chi lo vive. Un mix che risponde alle esigenze di un settore in evoluzione, dove tradizione e sfide ambientali si intrecciano.

I crediti formativi riconosciuti dal Collegio Nazionale degli Agrotecnici e Agrotecnici laureati aggiungono valore a un’offerta che si conferma punto di riferimento per la formazione nelle montagne italiane. Con la sua scuola e le iniziative collegate, Calascio si fa così portavoce di un modello innovativo e attento alla tutela del futuro della montagna.

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