# Burj Al Arab chiuderà per 18 mesi per un restyling profondo
Chi ha visto almeno una volta il profilo unico del Burj Al Arab sa quanto sia un’icona di Dubai. Ora, però, questo simbolo di lusso si ferma: chiuderà per 18 mesi. Non è una pausa qualunque, ma un restyling profondo, pensato per rinnovare ogni dettaglio senza perdere quel fascino inconfondibile. E tutto questo accade in un momento delicato, con le tensioni geopolitiche che pesano sul Golfo come un’ombra. Mentre il mondo guarda, l’hotel più famoso della città si prende una pausa che promette di far parlare a lungo.
Restyling programmato dopo 25 anni di storia
Il Burj Al Arab ha annunciato che chiuderà per circa 18 mesi per un restyling completo, sia interno che esterno. Un progetto pensato con largo anticipo, basato sull’esperienza di oltre un quarto di secolo senza interruzioni. L’hotel, simbolo incontrastato del lusso mondiale, punta a rinfrescare i suoi spazi mantenendo però quell’anima e quel carattere che lo rendono unico.
Nel comunicato, il gruppo Jumeirah ha assicurato che gli ospiti potranno contare su alternative di alto livello sempre a Dubai, per contenere i disagi. Questo lascia intendere una pianificazione attenta, che va oltre la semplice ristrutturazione estetica: l’idea è potenziare l’offerta nel suo complesso.
A guidare il restyling sarà l’architetto e designer d’interni Tristan Auer, incaricato di valorizzare i dettagli originali – come la vela iconica disegnata da Tom Wright negli anni ’90 – senza perdere l’identità storica dell’edificio. Un lavoro calibrato tra conservazione e rilancio, atteso con interesse da clienti e appassionati di architettura e design.
Le tensioni nel Golfo pesano sul turismo
L’annuncio arriva in un momento delicato: la zona del Golfo Persico è attraversata da crescenti tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele. Anche se l’hotel non le cita direttamente, le vicende geopolitiche si riflettono inevitabilmente sul turismo e sul settore alberghiero.
Negli ultimi mesi sono stati segnalati attacchi con droni in aree sensibili come Abu Dhabi e Dubai. Secondo fonti come Middle East Eye, a marzo 2024 il Burj Al Arab ha riportato danni lievi causati da detriti di droni intercettati, episodi che hanno colpito anche luoghi simbolo come Palm Jumeirah e l’aeroporto di Dubai. Questi eventi hanno inciso sul flusso di turisti e residenti stranieri nella regione.
Il conflitto nella zona dello stretto di Hormuz e le tensioni sul traffico aereo hanno fatto salire i costi del carburante, con ripercussioni dirette sui voli. Le borse di Dubai e Abu Dhabi hanno perso complessivamente oltre 100 miliardi di euro da inizio crisi. Nel frattempo, sono state cancellate oltre 18.400 rotte aeree e compagnie come Emirates hanno ridotto i voli su più di 100 destinazioni per precauzione. Un quadro incerto che pesa sull’ospitalità di lusso, che però resta vigile e pronta a reagire.
Lusso senza paragoni, servizi esclusivi e tariffe da capogiro
Il Burj Al Arab è famoso in tutto il mondo per la sua opulenza e i dettagli unici. Costruito tra il 1994 e il 1999 e inaugurato alla fine di quell’anno, si staglia per 321 metri su 28 piani. Al suo interno ci sono 198 suite, nessuna camera standard, tutte arredate con materiali preziosi. Sono stati usati 86.000 cristalli Swarovski montati a mano, più di trenta tipi di marmo Statuario e quasi 1.800 metri quadrati di foglia d’oro a 24 carati, a dimostrazione della cura estrema per il design.
Circa un decimo delle suite offre ristoranti di livello altissimo, affiancati da servizi come l’eliporto sospeso a 210 metri, che permette di arrivare in elicottero. Ufficialmente classificato come hotel a cinque stelle, è noto come “sette stelle” per il livello eccezionale di servizi e lusso.
I prezzi sono all’altezza della sua fama: si parte da 1.000-1.500 euro a notte, ma si sale rapidamente a seconda della suite scelta. Le più richieste oscillano tra 2.000 e 9.000 euro, mentre la Royal Suite può arrivare a costare fino a 28.000 euro per notte. Quest’ultima, su due piani, è considerata una delle sistemazioni più costose e raffinate al mondo.
Burj Al Arab, simbolo e orgoglio di Dubai
Il Burj Al Arab non è solo un hotel. È un’opera di architettura contemporanea, nata dalla mente di Tom Wright che ha voluto richiamare la vela delle tradizionali imbarcazioni arabe. Questa struttura ha regalato a Dubai un marchio riconoscibile, contribuendo a posizionare la città tra le mete più ambite al mondo.
Il restauro, affidato a Tristan Auer, vuole raccontare la storia di questo edificio iconico, adattandolo però alle esigenze dell’ospitalità moderna. Un lavoro delicato, che bilancia innovazione e rispetto per le radici, capace di mantenere intatta la fama e l’attrattiva di questo indirizzo unico.
Questa chiusura temporanea arriva in un momento complesso, ma apre anche la strada a nuove opportunità. Dopo oltre 25 anni, il Burj Al Arab punta a tornare più forte e aggiornato, pronto a continuare a scrivere la sua storia nel mondo del lusso a Dubai.
