Tra le montagne più spettacolari d’Europa, così li ha definiti Time Out, inserendo i Picos de Europa nella lista dei luoghi più belli del mondo. Non è un’esagerazione. Le loro pareti di calcare, che si arrampicano fino a quasi 2.650 metri, sembrano sfidare il cielo. I boschi fitti, i laghi glaciali e le gole profonde raccontano una natura selvaggia e imponente. Qui, nel nord della Spagna, a due passi dal Mar Cantabrico, ogni sentiero regala panorami che restano impressi nella memoria. Ma non c’è solo natura: piccoli borghi di montagna, con la loro storia e tradizione, punteggiano il paesaggio, offrendo un’intimità che sorprende chi arriva da fuori. Un angolo di mondo dove il tempo sembra scorrere diversamente.
Dove sono i Picos de Europa e perché contano
Il Parco Nazionale dei Picos de Europa si trova nel nord della Spagna, si estende su circa 646 km² e occupa tre province: Asturie, Cantabria e Castiglia e León. Nato nel 1918 come primo parco nazionale spagnolo, si trova nella Cordigliera Cantabrica. La sua posizione tra catene montuose e vicinanza al mare crea un clima e un paesaggio particolari. Nel 2003, l’UNESCO l’ha riconosciuto Riserva della Biosfera, un riconoscimento che sottolinea il valore ambientale di foreste, praterie e corsi d’acqua.
Le montagne calcaree si ergono a picco dalla costa, offrendo panorami unici. In pochi chilometri si passa da vallate verdeggianti a pendii rocciosi. Ogni anno migliaia di escursionisti e appassionati di natura vengono qui per immergersi in questo ambiente così vario.
Tre massicci, mille storie di pietra
I Picos de Europa sono divisi in tre massicci, ognuno con il suo carattere. Il Massiccio Centrale, chiamato anche Urrieles, ospita le vette più alte: la Torre de Cerredo, con i suoi 2648 metri, è la cima più alta e simbolo del parco, insieme al Picu Urriellu , una parete verticale di 2519 metri amatissima dagli alpinisti. Qui il paesaggio è aspro e impegnativo.
Il Massiccio Occidentale, o Cornión, è il più grande e vanta alcune delle attrazioni più famose, come i Laghi di Covadonga: Enol ed Ercina, laghi glaciali ad alta quota. Dominano la scena la Peña Santa de Castilla, vetta di 2596 metri, e i pascoli e boschi che rendono questa zona perfetta per lunghe camminate nella natura.
Il Massiccio Orientale, chiamato Andara, è meno conosciuto e frequentato. Qui si trovano paesaggi calcarei spettacolari e vecchie miniere abbandonate. Le sue cime superano spesso i 2000 metri, e l’atmosfera più selvaggia regala un’esperienza più intima, lontana dal turismo di massa.
Fauna e flora: un tesoro naturale da scoprire
I Picos de Europa non sono solo rocce, ma un mondo di grotte, foreste di faggi e querce. Questo mix di ambienti ospita una fauna preziosa e una flora ricca. Nel parco si contano oltre 50 specie di orchidee spontanee, segno di una biodiversità notevole.
Tra i mammiferi ci sono circa 70 specie, molte simboli della fauna iberica, come l’orso bruno cantabrico e il lupo iberico, animali che rappresentano la sfida della conservazione in Europa. Nel cielo volano rapaci come gipeti, grifoni e aquile reali, e tra le vette si può incontrare il gallo cedrone cantabrico. Anche le farfalle sono più di 150 specie, a testimonianza della salute degli ecosistemi.
I pascoli tradizionali e le foreste mantengono un equilibrio naturale, creando habitat diversi tra zone umide, prati e rocce. Questo mix è ideale per chi ama stare all’aria aperta e per la protezione della natura.
Covadonga: tra fede, storia e natura
Tra le mete più visitate del parco c’è il Santuario di Covadonga, un luogo che mescola fede, storia e natura. Nelle Asturie, questo complesso religioso è un punto di pellegrinaggio importante. La Grotta Santa, incastonata nella roccia, ospita la statua della Vergine di Covadonga e la tomba del re Pelayo, che nel 722 guidò la prima vittoria cristiana nella Reconquista contro gli invasori arabi.
Sotto la grotta si trova una cascata naturale e la Fuente de los Siete Caños, una fonte d’acqua con significati religiosi e culturali. Vicino c’è la Basilica di Santa María la Real de Covadonga, in stile neoromanico con pietra rosa, che accoglie visitatori e pellegrini in un’atmosfera raccolta e suggestiva.
Covadonga non è solo meta religiosa, ma anche punto di partenza per esplorare le montagne vicine, dove storia e natura si incontrano ancora oggi nella vita locale.
I laghi di Covadonga: un angolo di pace tra le montagne
I laghi di Covadonga, nati nell’ultima era glaciale, sono uno dei simboli più noti del parco. Enol ed Ercina si trovano nel massiccio Cornión, vicino a Cangas de Onís. Questi specchi d’acqua, circondati da cime rocciose, attirano visitatori in ogni stagione.
Tra i percorsi più amati c’è l’anello Los Lagos, un giro di circa sei chilometri che tocca entrambi i laghi e passa da punti panoramici come Entrelagos, da dove si gode un panorama spettacolare. Il sentiero passa anche dal Centro Visitatori Pedro Pidal e dalla Miniera della Buferrera, aggiungendo un tocco culturale alla passeggiata.
Qui si respira un’atmosfera di calma che contrasta con la durezza delle montagne intorno. Il verde dei pascoli, il blu limpido dei laghi e il bianco delle rocce raccontano un paesaggio che cambia con le stagioni.
Picu Urriellu: la montagna simbolo e le sue sfide
Non si può parlare dei Picos de Europa senza citare il Picu Urriellu, o Naranjo de Bulnes, una torre di calcare alta 2519 metri nel Massiccio Centrale. È una meta storica per alpinisti, con pareti quasi verticali che rappresentano una vera sfida. Ma anche chi non arrampica può godersi la montagna da vicino.
Il rifugio Vega Urriellu si raggiunge con un trekking di circa 3 ore partendo dal Collado Pandébano, un valico raggiungibile in auto da Sotres. Il cammino permette di avvicinarsi alla vetta e all’ambiente alpino senza bisogno di tecniche di arrampicata, ideale per escursionisti esperti ma non specialisti.
Questa zona offre paesaggi spettacolari e sentieri d’alta quota che incarnano lo spirito del parco: natura dura, panorami incredibili e silenzi che colpiscono.
Borghi di montagna e tradizioni che resistono
I Picos de Europa non sono solo montagne, ma anche piccoli paesi con tradizioni antiche e un legame forte con la montagna. Bulnes è uno di questi: per anni raggiungibile solo a piedi lungo sentieri ripidi, oggi è collegato anche da una funicolare scavata nella roccia. Le case in pietra, i tetti in ardesia, i ponti sul torrente e edifici storici come la Torre del Castello e la chiesa di San Martín rendono questo borgo una tappa affascinante. Qui si produce il Cabrales, un formaggio DOP dal sapore deciso.
A oltre mille metri c’è Sotres, uno dei paesi più alti del parco e punto di partenza per escursioni verso il Picu Urriellu. Anche qui l’architettura tradizionale è ben conservata, e il panorama sulle montagne è straordinario.
Potes, nel cuore della valle di Liébana in Cantabria, è la porta d’accesso ai Picos. Con un centro storico medievale ben tenuto, conserva edifici come la Casa-Torre di Orejón de la Lama e ponti antichi. Nei dintorni si trova il monastero di Santo Toribio de Liébana, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti della Spagna.
Caín, in Castiglia y León, è un altro piccolo villaggio immerso tra montagne imponenti, punto di partenza per la famosa Ruta del Cares, un percorso che regala viste e emozioni uniche.
Trekking e avventure all’aria aperta
I Picos de Europa sono il paradiso per chi ama camminare e le attività in montagna. Ci sono sentieri per tutti i livelli, che attraversano laghi, boschi, gole e vette. La rete di percorsi porta a rifugi e punti panoramici spettacolari.
La Ruta del Cares è il sentiero più noto: un percorso di 12 chilometri che collega Caín in Castiglia y León a Poncebos nelle Asturie. Si snoda lungo una gola scavata dal fiume Cares, con pareti di roccia impressionanti, ponti e oltre 70 tunnel. Il percorso richiede attenzione, soprattutto in punti esposti, ma offre una delle esperienze più belle del nord della Spagna.
L’anello dei Laghi di Covadonga è un’altra passeggiata molto amata: facile e adatta alle famiglie, permette di ammirare i laghi Enol ed Ercina e i dintorni.
Per chi vuole avvicinarsi al Picu Urriellu senza arrampicare, il trekking al rifugio Vega Urriellu è un appuntamento da non perdere. Da Fuente Dé parte la funivia che in pochi minuti porta a 1800 metri, con vedute mozzafiato. Da lì si possono raggiungere altri rifugi come Áliva e Cabaña Verónica, quest’ultimo famoso per la cupola metallica.
Come arrivare e muoversi nel parco
Arrivare ai Picos de Europa dall’Italia è piuttosto semplice, con voli diretti per Oviedo o Santander . Da queste città si raggiungono poi in auto i principali accessi al parco: Cangas de Onís per Covadonga e i laghi, Potes per la funivia di Fuente Dé e Posada de Valdeón per la Ruta del Cares.
Muoversi solo con i mezzi pubblici all’interno del parco è complicato, quindi l’auto resta il mezzo migliore per esplorare liberamente massicci e borghi. Le distanze tra le varie zone sono notevoli e molti scelgono di fermarsi più giorni per godersi le escursioni e la cultura del territorio.
Ad ogni passo, i Picos de Europa mostrano la loro bellezza autentica e selvaggia, fatta di natura potente e storia viva, il volto vero di un nord spagnolo capace di conquistare cuore e occhi.
