Ravenna Capitale Italiana del Mare 2026: Tra Dune, Oasi e Progetti per la Biodiversità

Redazione

30 Luglio 2026

«Ravenna Capitale Italiana del Mare 2026». Un riconoscimento che pesa, assegnato dal Ministero della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, e che racconta una città che ha saputo trasformare il proprio rapporto con il Mediterraneo in un modello da seguire. Non è solo la storia millenaria a definire Ravenna, ma anche dune incontaminate, oasi naturali e spiagge libere dalla plastica, frutto di anni di battaglie per l’ambiente. Qui, la natura riprende spazio tra pinete rigenerate e penisole ancora selvagge, mentre la città intreccia il mare con la sua ricca eredità artistica. Tra eventi culturali e sportivi, Ravenna si conferma un crocevia di sostenibilità e innovazione, pronta a raccontare un Mediterraneo che guarda al futuro.

Da città imperiale a protagonista del mare: la lunga storia di Ravenna

Ravenna è stata un punto di passaggio e potere fin dai tempi di Augusto, che ne fece un nodo cruciale per il commercio e la difesa sul mare Adriatico. Nel Medioevo, con gli esarchi bizantini, divenne un centro chiave per cultura ed economia marittima nel Mediterraneo. Oggi quel passato si traduce in un presente dedicato alla tutela ambientale e a una offerta culturale e turistica di alto livello. Il titolo di Capitale del mare 2026, assegnato dal ministero, rappresenta un ulteriore riconoscimento per la città, che potrà contare su un finanziamento di un milione di euro per progetti di ricostruzione ambientale, bioricostruzione delle scogliere e uso sostenibile delle risorse.

Nel territorio che si estende tra mare e pianura, dune, oasi e pinete sono diventate simboli di un ecosistema che si rigenera ogni giorno. Tra i programmi più all’avanguardia c’è Life NatuReef, mirato a rigenerare le barriere marine inserendo organismi come ostriche e sabellarie. Un modo per proteggere la costa dall’erosione e dalle mareggiate improvvise, una sfida fondamentale per salvaguardare ambiente e comunità locali. Anche le spiagge tradizionali sono cambiate: aree plastic free e oasi naturali dove l’acqua salata si mescola a quella dolce danno vita a un paesaggio unico.

Parco del Delta del Po e oasi naturali: un tesoro di biodiversità da difendere

Tra le gemme dell’area spicca il Parco del Delta del Po, un vasto territorio protetto che ospita dune, pinete, zone umide e lagune. L’Oasi di Boscoforte, ad esempio, si stende su una penisola di sei chilometri ed è uno degli ecosistemi più integri d’Europa. Dopo anni di chiusura per proprietà privata, ora è gestita dalla Regione Emilia-Romagna e dal Parco Delta del Po. Le visite sono controllate e guidate dalle esperte guide Amaparco, per mantenere intatto l’equilibrio naturale. Le dune e i canali sono casa di specie protette come la tartaruga palustre e uccelli come fenicotteri rosa e cavalieri d’Italia. E non mancano i cavalli bianchi della Camargue che vivono allo stato brado, aggiungendo fascino e biodiversità.

Il 12 agosto 2026, proprio in questa oasi, si svolgerà un evento speciale: un’escursione con esperti di astronomia per osservare l’eclisse parziale del sole. Un’occasione per ammirare i fenomeni naturali e apprezzare il legame tra ambiente e cultura. Poco distante, la Valle Mandriole, sempre nel Delta del Po, è famosa per gli studi sugli uccelli ed è riconosciuta a livello internazionale dalla Convenzione di Ramsar. I suoi canneti ospitano trampolieri e aironi, diventando meta ambita per birdwatcher e fotografi naturalisti. Tre torri di osservazione regalano panorami spettacolari al tramonto.

L’Oasi del Bardello, nelle vicinanze, completa il mosaico delle zone umide con praterie allagate dove fioriscono orchidee e ranuncoli d’acqua. Accanto, la pineta di San Vitale e la Pineta Ramazzotti raccontano la forza del rimboschimento e della protezione forestale. La pineta Ramazzotti, colpita da un incendio nel 2012, è oggi un esempio di come la natura possa riprendersi grazie a una gestione attenta e lungimirante.

Pinete rinascimentali e turismo eco-sostenibile: modelli di gestione innovativa

La pineta Ramazzotti, ora uno dei luoghi più amati dal FAI, offre un percorso ad anello tra boschi di pini marittimi e specie protette come orchidee e gigli della sabbia. Il recupero dopo il rogo dimostra quanto la cura per l’ambiente possa aprire nuove strade al turismo verde, che qui si sposa con ricerca scientifica e passione naturalistica. La Pineta di Classe è un vero laboratorio a cielo aperto: camminando lentamente si possono incontrare tracce di volpi, daini e istrici, un’esperienza che sempre più visitatori cercano.

A pochi chilometri dalla pineta di Classe c’è Lido di Dante, una costa selvaggia, libera da costruzioni, parte della Riserva naturale della Bassona. Da qui si possono partire escursioni tra dune e macchia mediterranea. Poco più in là, la foce del torrente Bevano è un estuario prezioso per la fauna: fenicotteri e altre specie trovano rifugio, mentre escursioni in barca elettrica o in bici, organizzate dal Centro visite Bevanella, permettono di esplorare senza danneggiare l’ambiente.

Non mancano altre meraviglie: l’Oasi di Punte Alberete con la sua foresta sommersa, la Pineta di San Vitale con quasi 21 chilometri di sentieri ciclabili ed equestri, e la Pialassa della Baiona. Quest’ultima laguna, estesa su oltre 110 ettari, si può attraversare con tour “bici più barca” fino all’isola degli Spinaroni, un luogo storico legato alla Resistenza partigiana. La Pialassa è anche teatro di una battaglia contro la cementificazione abusiva delle tradizionali strutture di pesca, i bilancioni, ora in fase di demolizione per restituire rispetto all’ambiente.

Spiagge sostenibili e tutela delle specie marine a rischio

Ravenna non si limita a proteggere gli ecosistemi terrestri e le acque interne, ma agisce lungo i suoi 35 chilometri di costa, con cinque bandiere blu. Qui le spiagge affollate di un tempo hanno lasciato spazio a un ambiente più rispettoso. Auto e moto si fermano all’ingresso delle pinete, lasciando ai turisti la possibilità di proseguire a piedi o in bici lungo passerelle di legno pensate per proteggere la flora delle dune.

Gli stabilimenti balneari sono stati distanziati per evitare assembramenti e, in alcuni casi, rinnovati secondo criteri eco-friendly. Il Bagno Corallo a Lido Adriano è stato ricostruito con tecnologie green, senza perdere la tradizione romagnola fatta di convivialità e buon cibo. A Marina di Ravenna, il Bagno 86 “La Dolce Vita” rispetta la nidificazione del fratino, uccello in pericolo, chiudendo durante la stagione riproduttiva e offrendo aperitivi a lume di candela.

Nel porto cittadino, alle ex aste del pesce, opera Cestha, un’organizzazione no profit che si occupa di curare tartarughe e cavallucci marini feriti. Qui si può assistere al rilascio in mare degli animali guariti e vengono promossi progetti di pesca sostenibile come Life Prometheus, che protegge le uova di seppie e riduce la cattura accidentale degli squali, specie sempre più minacciata nei mari italiani. L’attività di Cestha si integra con le iniziative di tutela del territorio e con i programmi ambientali della Capitale del mare 2026.

Natura, arte e sport: il volto multiforme di Ravenna

A Ravenna convivono natura, arte e cultura. La città custodisce otto siti Patrimonio Unesco, famosi per i mosaici e i monumenti antichi che raccontano la storia di un impero. La cultura si lega alla natura, come accade con le attività di birdwatching dedicate agli uccelli raffigurati nei mosaici bizantini. Nel 2026 si celebrano i 1.500 anni dalla morte di Teodorico, con eventi, percorsi e nuove mostre al Museo Classis, dove è esposta una nave imperiale restaurata, simbolo di quell’epoca.

La città si anima anche con il Ravenna Festival, appuntamento nazionale con concerti e spettacoli in primavera e estate. Sul fronte sportivo, il calendario propone eventi all’aperto, come la Ravenna Park Race del 6 settembre, una mezza maratona che attraversa il Parco del Delta del Po e la Pineta di San Vitale. Tutto questo conferma come Ravenna sia un luogo dove natura, cultura e sport si intrecciano, offrendo esperienze che valorizzano il territorio e le sue ricchezze ambientali e storiche.

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