Oasi di Sant’Alessio a Pavia: rapaci, fenicotteri e serre tropicali nel cuore della natura

Redazione

15 Aprile 2026

Fino a pochi decenni fa, quel terreno nel cuore di Sant’Alessio con Vialone, vicino a Pavia, era solo risaie e campi di mais. Oggi, invece, è diventato un rifugio per specie animali rare, un angolo di natura dove il tempo sembra essersi fermato. L’Oasi di Sant’Alessio, aperta nel 1973 grazie all’intuizione di Antonia e Harry Salamon, nasce da un sogno semplice ma ambizioso: proteggere e far rivivere animali ormai scomparsi dal paesaggio italiano. Qui, tra sentieri ombreggiati, si incrociano rapaci maestosi, fenicotteri eleganti, rettili esotici e mammiferi silenziosi, che raccontano storie di un mondo a volte dimenticato.

Dal campo coltivato all’oasi: la storia di un progetto nato per salvare la natura

Nel cuore della campagna pavese, l’Oasi di Sant’Alessio poggia su un patrimonio naturale e storico unico. Nel 1973, Antonia e Harry Salamon acquistano il castello di Sant’Alessio con Vialone insieme ai terreni attorno. Quell’angolo di terra, attraversato da un corso d’acqua, diventa il punto di partenza di un progetto ambizioso: creare un’oasi faunistica che non solo protegga gli animali in difficoltà, ma ricostruisca anche gli habitat naturali di cui hanno bisogno per vivere. La loro idea era chiara: creare un microcosmo verde dove le specie a rischio potessero crescere, essere protette e, quando possibile, tornare libere nel loro ambiente. Tra le specie recuperate, il falco pellegrino e la cicogna bianca spiccano come simboli di un impegno concreto, specie che erano scomparse da molte zone d’Europa.

Il lavoro è frutto di una collaborazione continua con naturalisti, biologi e istituzioni scientifiche. Quel territorio un tempo dedicato solo all’agricoltura è diventato la base per ricostruire fedelmente ambienti naturali, facendo dell’oasi un punto di riferimento per la tutela della fauna selvatica. Nel 1993 il parco apre al pubblico, offrendo a famiglie, bambini e appassionati uno spazio dove conoscere e osservare da vicino ogni specie ospitata, vivendo un’esperienza educativa e culturale.

Un mondo di animali: dai rapaci ai mammiferi, dai rettili agli uccelli tropicali

L’Oasi di Sant’Alessio si distingue per la grande varietà di animali che ospita, organizzati in diverse aree tematiche per rendere più semplice e interessante la visita. Tra i rapaci si trovano aquile, falchi, gufi e civette, un vero spettacolo per gli occhi. Accanto a loro, fanno bella mostra di sé cicogne bianche, cormorani e molti uccelli acquatici di origine diversa. I mammiferi non sono da meno: daini, caprioli e scoiattoli convivono con specie più insolite come i bradipi, noti per la lentezza, i mini asini americani e i cavalli selvatici di Przewalski, animali estinti in natura che l’oasi sta aiutando a ripopolare.

Chi ama i rettili trova un vero paradiso: nelle serre e nei rettilari si ammirano anaconde gialle, boa constrictor, pitoni, camaleonti, iguane, geki e il serpente falso corallo dell’Honduras. Le vasche umide ospitano rane variopinte, con colori intensi e insoliti. Nella sezione dedicata agli uccelli tropicali, voliere e serre accolgono cacatua, ibis scarlatto, kookaburra, trogone cubano, farfalle e colibrì. Lo stagno dei fenicotteri rosa americani regala poi un tocco di colore che completa il quadro di una visita davvero ricca.

Tra boschi e serre tropicali: i percorsi dell’oasi

Il percorso principale dell’Oasi segue la ricostruzione fedele degli habitat tipici dell’Europa meridionale. Si attraversano stagni, canneti e boschi fitti, dove nidificano aironi e vivono caprioli, anatre selvatiche e altre specie autoctone. Le garzaie, con centinaia di nidi, ospitano ogni anno aironi che tornano dall’Africa: un fenomeno che si può osservare da vicino grazie a punti di osservazione con vetri a specchio. Questo itinerario “europeo” permette di apprezzare la varietà di specie tipiche dei territori intorno al parco.

Un secondo percorso, detto “tropicale”, si snoda tra serre dal clima esotico e animali affascinanti. Qui si incontrano piante come l’albero del pane, il cacao, i chiodi di garofano, orchidee profumate, felci e bromelie. Le voliere ospitano specie come il trogone cubano e grandi rapaci, tra cui le aquile reali provenienti dal Kazakistan, le più grandi al mondo. Il percorso include anche insetti particolari come gli insetti foglia o le formiche tagliafoglie, e pesci insoliti nelle vasche tropicali, come gli Arowana, protagonisti dello stagno interno. Un’esperienza pensata per unire conoscenza e immersione nella natura.

Falconeria, campus estivi e progetti didattici: l’anima educativa dell’oasi

L’Oasi di Sant’Alessio non è solo un luogo dove vedere animali, ma un centro attivo di ricerca e tutela. Accanto all’attenzione per la natura c’è un forte impegno educativo rivolto a visitatori di ogni età. Tra gli eventi più coinvolgenti ci sono le dimostrazioni di falconeria: dal 1 aprile al 30 settembre, in orari prestabiliti, si può assistere al volo libero dei rapaci. Un momento affascinante che coinvolge grandi e piccini, con i falconieri che raccontano la vita e le abilità di questi predatori del cielo.

Per i più giovani l’oasi organizza campus estivi di cinque settimane tra giugno e luglio. Qui i ragazzi partecipano a laboratori e attività divertenti che li avvicinano al mondo degli animali, con osservazioni dirette, incontri con i falconieri e scoperta delle caratteristiche delle specie ospitate. L’obiettivo è stimolare curiosità e rispetto per la natura, promuovendo una cultura ambientale consapevole. Un’occasione preziosa per crescere a contatto con la natura.

Come arrivare e cosa sapere prima di visitare l’Oasi

L’Oasi di Sant’Alessio si trova nel comune di Sant’Alessio con Vialone, a circa 25 km da Milano e 6 km da Pavia. Chi arriva in auto da Milano può seguire via Ripamonti fino a Pavia, superare Lardirago e prendere il bivio per Sant’Alessio. Da Pavia basta imboccare via Ferrini e proseguire verso il paese. L’ingresso si trova vicino al castello di Sant’Alessio, che ospita la biglietteria e l’accesso principale.

Il parco apre dal 1 aprile al 30 settembre: nei giorni feriali dalle 10 alle 18, mentre nei weekend e festivi l’orario si allunga fino alle 19. Il biglietto costa 20 euro per gli adulti, con riduzioni a 15 euro per bambini dai 3 ai 12 anni, over 65 nei giorni feriali e gruppi numerosi. Per chi vuole fermarsi, c’è un bar interno con panini, insalate e piatti semplici, oltre a un’area picnic attrezzata nel pioppeto, con tavoli coperti. Nelle domeniche e nei giorni festivi si organizzano anche grigliate per i visitatori.

La primavera è il momento migliore per la visita, con temperature miti e un’esplosione di fioriture e animali attivi. Maggio e giugno sono i mesi ideali, ma anche settembre e ottobre offrono un clima piacevole e paesaggi autunnali di grande fascino.

Le scelte di chi ha creato e cura l’Oasi di Sant’Alessio si traducono in un’esperienza a tutto tondo, che unisce natura, ricerca e pubblico. Tra rapaci in volo, fenicotteri rosa e serre tropicali, questo parco resta uno dei tesori naturalistici da scoprire a due passi dalla città.

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