Nel cuore del basso Piemonte, la Val Borbera si rivela un mondo a parte. Qui, lontano dal frastuono delle città, il silenzio parla più forte di ogni parola. Tra montagne imponenti e campi che si perdono all’orizzonte, si nasconde un patrimonio di storie autentiche, fatte di fatica, speranza e creatività. Vecchi mulini abbandonati, gole scolpite dal tempo, distese di lavanda profumata: ogni angolo racconta di chi ha scelto di restare o di chi ha deciso di scommettere su questa terra, sfidando il declino con l’ingegno e un legame profondo con la natura.
La geologa che ha fatto della valle il suo laboratorio di vita e sostenibilità
Irene Zembo è un esempio chiaro di come l’amore per un posto possa nascere guardandolo con occhi nuovi. Milanese di nascita, ha portato la sua esperienza scientifica e la passione per la natura nella parte più selvaggia dell’alessandrino, a Cantalupo Ligure. Qui ha lanciato progetti di sviluppo rurale e turismo sostenibile, lavorando per recuperare vecchi mulini ad acqua abbandonati e valorizzare le risorse locali. Il suo impegno mette in luce il potenziale di una zona spesso vista come periferica: la sfida è trasformare lo spopolamento in un’opportunità di rinascita.
Il vero tratto distintivo di questo territorio è proprio la fusione tra natura intatta, memorie storiche e voglia di innovare. Viaggiare lungo le strade tortuose che collegano Cantalupo a Cabella Ligure regala panorami dove la creatività sembra sbocciare da sola. Non è solo un giro su strada, ma anche un percorso simbolico: curve e salite invitano a scoprire luoghi dove arte e cultura diventano un collante per la comunità, dando valore a un paesaggio naturale unico.
Arte e natura: un legame che unisce valle Borbera e valle Spinti
La creatività non si ferma in un solo angolo, ma si estende fino alla vicina valle Spinti. Alessandra Comneno guida Il Quinto Sole, un centro dove si tengono corsi di yoga e laboratori teatrali inseriti in un contesto naturale. Poco distante, Stefano Ogliari Badessi anima il territorio con installazioni di land art fatte con materiali di recupero, in perfetta sintonia con la filosofia di sostenibilità diffusa nella zona.
A Borghetto di Borbera c’è il giardino Spinarosa, nato dall’idea dello psicologo Maurizio Scaglia. Qui botanica e cultura si incontrano con eventi dedicati alla pittura botanica, trasformando il giardino in un luogo di scambio e crescita collettiva. Nei dintorni, l’area attrezzata di Boscopiano, gestita da Giovanni Moro, offre spazi pensati sia per chi vive qui sia per chi viene a visitare.
Nel piccolo borgo di Vendersi, invece, Silvia Porcile e Ivana Zanella hanno dato nuova vita a uno spazio rurale con spaventapasseri artistici, simboli di protezione e rinascita per l’agricoltura locale. Un progetto che unisce artigianato e simbolismo, e racconta la voglia di una comunità di riprendersi dignità e identità, nonostante le difficoltà.
La Raia: tra vigne, arte e riflessioni sul paesaggio
Tra i vigneti che si estendono da Gavi a Novi Ligure spicca l’azienda biodinamica La Raia. Non è solo rinomata per i suoi vini, ma anche per il dialogo aperto tra arte e natura. Grazie alla Fondazione La Raia, artisti da tutto il mondo sono stati invitati a creare installazioni site specific che si fondono con il paesaggio.
Chi visita può camminare lungo un sentiero che collega cantina, borgo e locanda, incontrando opere che invitano a riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente. Tra le installazioni più significative ci sono “Continuo Infinito Presente” di Remo Salvadori, un grande cerchio d’acciaio che richiama energie dinamiche; “Bales” di Michael Beutler, rotoballe colorate fatte con plastica riciclata; e “Palazzo delle Api” di Adrien Missika, una struttura pensata come rifugio per api e altri insetti impollinatori.
Non meno suggestiva è “Ousser” di Koo Jeong-A, un affresco su parete trattato con uno smalto che accumula la luce del sole per poi brillare al buio. Questa galleria a cielo aperto crea un’atmosfera che invita a fermarsi, a guardare e a lasciarsi sorprendere, rendendo la visita un’esperienza che tocca cultura e sensi.
Campo Ligure, la tradizione della filigrana tra storia e arte
Proseguendo verso il Genovese, il borgo di Campo Ligure si mostra come un piccolo tesoro dove storia, natura e artigianato artistico convivono. I suoi vicoli ordinati e i corsi d’acqua raccontano la storia di una comunità attiva, crocevia tra Monferrato e Ponente ligure. Qui la filigrana continua a brillare per fama internazionale grazie a botteghe di artigiani specializzati nell’intreccio di fili d’argento e granati.
Nel museo dedicato a questa tecnica si possono ammirare pezzi di rara raffinatezza, mentre nei laboratori si respira la tradizione artigiana. Davide Oddone, presidente dell’associazione Intrecci Preziosi, accoglie i visitatori nel suo laboratorio Filigranart, raccontando un’arte che non è solo decorazione, ma narrazione di identità e sogni.
La filigrana di Campo Ligure rappresenta non solo la conservazione di un mestiere antico, ma anche un ponte tra passato e futuro, tra artigianato e creatività moderna. È un tassello importante del mosaico culturale e sociale che anima queste terre.
Val Borbera: un territorio tra valli, confini e natura selvaggia
La Val Borbera si stende nel basso Piemonte, incuneandosi tra le valli appenniniche e le colline che guardano verso la Liguria. Il suo profilo è segnato da gole come quella delle Strette di Pertuso, che segnano un confine netto tra la parte alta, più selvaggia, e quella a sud, più accessibile e vicina all’autostrada A7 per Genova.
Questa posizione influisce molto sulla vita di chi ci abita, creando una specie di marginalità ma anche una convivenza tra natura selvaggia e comunità agricole. La Val Borbera e i territori vicini custodiscono un patrimonio paesaggistico e umano che vale la pena riscoprire, attraverso il recupero delle tradizioni, iniziative culturali e la valorizzazione delle risorse naturali.
I piccoli borghi e le contrade sparse raccontano un territorio che resiste, dove la memoria collettiva e l’impegno per un futuro sostenibile si esprimono con arte, laboratori e progetti sociali.
Qui, l’incontro tra natura, cultura e innovazione è una sfida costante per costruire un’identità aperta ma saldamente radicata. Il basso Piemonte si conferma così un territorio da guardare con attenzione, oltre le apparenze, per scoprire la ricchezza delle sue storie e il valore delle sue risorse.
