Moncalvo, il borgo del Piemonte dove rilassarsi e riscoprire la passione per la danza nel cuore del Monferrato Unesco

Redazione

10 Aprile 2026

A poco più di un’ora d’auto da Torino, le colline del Monferrato Astigiano si aprono in un abbraccio morbido e silenzioso. Moncalvo, con le sue strade lastricate e i cortili nascosti, sembra custodire un segreto antico: qui il tempo rallenta davvero, come per lasciarti assaporare ogni attimo. Le colline, riconosciute patrimonio Unesco, disegnano un paesaggio che invita a staccare la spina, mentre le osterie, con i loro profumi di cucina piemontese, raccontano storie di tradizione e sapori profondi. E poi c’è la danza: da più di dieci anni, Moncalvo pulsa anche di energia, diventando un punto di riferimento per chi vuole ritrovare corpo e anima, lasciandosi alle spalle la frenesia quotidiana.

Danza a Moncalvo: un’onda di energia e creatività nel Monferrato

La danza, come diceva la scrittrice austriaca Vicky Baum, è una via diretta alla felicità. E oggi più che mai si conferma così. Dopo il periodo difficile della pandemia, il balletto ha ripreso vigore, con un aumento del 30% degli spettatori tra il 2022 e il 2023, secondo gli ultimi dati della SIAE. Anche chi pratica danza è cresciuto, arrivando a quasi l’8% degli sportivi, segno che questa passione sta vivendo una nuova giovinezza.

Nel Monferrato Astigiano, la danza ha trovato casa grazie a Orsolina 28. Questa realtà, che unisce azienda agricola e residenza per artisti, nasce dall’idea di Simony Monteiro, ballerina brasiliana con base a New York, che ha trasformato la casa di famiglia in un rifugio creativo immerso nella natura. Dal 2016, centinaia di danzatori di tutte le età si ritrovano qui per soggiorni intensi e coinvolgenti.

La struttura dispone di cinque studi e di The Eye, uno spazio multifunzionale a forma di foglia che domina il paesaggio. Ogni estate, il sabato sera, le performance nate durante le residenze si mostrano al pubblico nell’Open Air Stage, con il tramonto e i vigneti a fare da scenografia. Durante l’anno, gli artisti lavorano tra prove, scambi culturali e momenti di confronto, animando il piccolo centro. Orsolina 28 offre anche corsi aperti ai residenti, facendo della danza un’occasione per scoprirsi e stare bene.

Non è solo movimento. Qui si intrecciano anche esperienze legate alla terra, con visite agli orti e momenti di vendemmia che uniscono agricoltura e arte. Il festival Moncalvo in Danza, ogni febbraio, celebra proprio questo legame, offrendo a residenti e visitatori un’immersione nel cuore di uno dei territori più affascinanti del Piemonte.

Il Monferrato Astigiano: un tesoro di sapori autentici e paesaggi Unesco

Il Monferrato è il Piemonte più genuino. Dal 2014, i suoi paesaggi vitivinicoli sono Patrimonio dell’Umanità Unesco. A questo si è aggiunto il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale, di cui questa terra è interprete d’eccellenza.

Qui ogni ingrediente ha una storia: il tartufo raccolto nei boschi, il vino prodotto sulle colline, la carne allevata in stalle immerse nella campagna. Il Monferrato Astigiano, con le sue aziende a gestione familiare, le trattorie e le botteghe, segue un modello sostenibile, lontano dal turismo di massa. Il territorio si presenta ancora come un mosaico di piccoli borghi da scoprire, dove tradizioni e sapori si celebrano nelle fiere e nelle ricette che cambiano da paese a paese.

La zona si sta attrezzando per accogliere più visitatori, puntando su strutture come bed & breakfast e relais di charme, che coniugano attenzione all’ambiente e cura dei dettagli. Cresce anche l’offerta di eventi legati ai matrimoni, una nicchia che sceglie scenari naturali unici e sostenibili.

Intorno a Moncalvo, le vigne producono alcuni dei vini più pregiati d’Italia: Barbera, Ruchè, Nebbiolo, Cabernet Sauvignon. Un’esperienza enologica che si sposa perfettamente con i percorsi di visita e degustazione sul territorio.

Moncalvo: la città più piccola d’Italia tra storia, arte e murales

Moncalvo si vanta di un titolo raro: è “la più piccola città d’Italia”. Un riconoscimento che risale al XVIII secolo, grazie ai Gonzaga e ai Savoia. Oggi conta circa tremila abitanti e conserva un centro storico ricco di fascino, con atmosfere medievali, rinascimentali e barocche.

Il cuore è piazza Carlo Alberto, un luogo vivo che ospita l’unica sinagoga italiana affacciata su una piazza centrale, testimone di una storia di convivenza culturale. Non lontano, il Teatro Comunale e il Museo civico, nel vecchio convento delle Orsoline, custodiscono opere di artisti come Guttuso, de Chirico e Chagall. La collezione è stata donata dall’ambasciatore Franco Montanari, arricchendo l’offerta culturale della città.

Moncalvo è anche un crocevia di arte contemporanea. Luca Mancini ha dedicato un murales a Mario Pavese, artista e caricaturista locale scomparso nel 2013, nel contesto di progetti come Resté e il Germinale Monferrato Art Fest, che animano i borghi con arte di strada. Più avanti, Giorgia Sanlorenzo crea installazioni suggestive tra le vigne, come la coda di balena Fossile 3 a Penango, mescolando natura e cultura con originalità.

L’eredità artistica di Moncalvo affonda le radici nel passato, con figure come Guglielmo Caccia, detto il “Raffaello del Monferrato”, che nel Seicento decorò molte chiese con le sue Madonne iconiche. Qui il passato e il presente dialogano continuamente, offrendo spunti culturali di valore.

Eventi e sapori che animano Moncalvo tutto l’anno

Moncalvo vive tutto l’anno tra feste e tradizioni che coinvolgono la comunità e i visitatori. A maggio c’è Golosaria, con menu itineranti, mercati e degustazioni. A giugno arriva la Festa delle Cucine, per gustare specialità come il tomino bardato di Ozzano o i tagliolini al sugo di nocciole di Altavilla.

In autunno, la Fiera del Tartufo di ottobre mette in luce uno dei prodotti simbolo del territorio. A dicembre, la Fiera del Bue Grasso e la Sagra del Bollito celebrano la tradizione gastronomica piemontese, famosa per le carni pregiate disponibili tutto l’anno, come in macellerie storiche come Alemano.

Oltre al cibo, queste occasioni aprono anche le cantine. Fra le etichette spiccano Grignolino, Freisa, Nebbiolo, ma soprattutto Barbera, oggi uno dei vini più apprezzati e premiati, e Ruchè, rosso aromatico e profumato, riscoperto di recente e prodotto soprattutto a Costigliole. Ogni evento è una festa del Monferrato più autentico, dove enogastronomia e paesaggio si incontrano.

Trekking e gite attorno a Moncalvo: natura e storia a portata di mano

Chi arriva a Moncalvo può arricchire la visita con escursioni sulle colline vicine, seguendo percorsi che uniscono natura, cultura e sport. I relais e i bed & breakfast, come la locanda Il Melograno di Marina e Marco Cerruti, organizzano attività per tutti i livelli.

Il Club Alpino Italiano segnala “Le Colline del Tartufo”, un anello di 8,5 chilometri che attraversa Moncalvo e sale sulle colline a sud, tra filari e frutteti. È un itinerario perfetto per chi ama camminare senza fretta, godendosi la campagna poco frequentata.

Per chi preferisce la bici, il Comune propone il percorso che porta al Santuario del Sacro Monte di Crea, costruito nel XVI secolo. Sono circa venti chilometri andata e ritorno, un tragitto ideale su due ruote. Si attraversano piccoli borghi come Godio e Ponzano, fino a Serralunga di Crea, il punto più alto del Monferrato con i suoi 455 metri.

Questi paesaggi incantavano anche lo scrittore Cesare Pavese durante il suo sfollamento nel 1943. Nel suo “Io vengo di là”, disponibile su YouTube grazie alla Fondazione Pavese, il Monferrato è descritto come “il miele dell’anima”. Chi arriva qui può davvero lasciarsi conquistare dalla bellezza di un territorio ricco di storia e natura, perfetto per chi cerca una pausa vera dalla vita frenetica.

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