“Cerchiamo il peggior fotografo al mondo”. Non è uno scherzo, né il titolo di un film. È la sfida lanciata da Icelandair, la compagnia aerea islandese, che ha deciso di premiare chi scatta le foto più imbarazzanti. L’idea? Provare che i panorami islandesi sono talmente spettacolari da rendere affascinanti persino gli scatti più sgraziati. Se sei abituato a immagini sfocate, inquadrature storte o, perché no, dita davanti all’obiettivo, questa è la tua occasione: un viaggio in Islanda e un premio da 50.000 dollari. Un modo tutto nuovo – e decisamente originale – per vivere il paese dei ghiacciai e dei vulcani.
La trovata dietro la caccia al fotografo “pessimo”
L’idea è semplice e originale. Icelandair vuole lanciare un messaggio chiaro: l’Islanda è così bella che anche il fotografo meno esperto può fare scatti da artista, senza particolari abilità. Questa iniziativa fa parte di una campagna pubblicitaria fuori dagli schemi, che punta sull’umorismo e un pizzico di autoironia. Non si cercano professionisti, ma proprio chi scatta foto brutte senza curarsene troppo. Chi vuole partecipare deve rispondere a un breve questionario e, se ha coraggio, girare un video di un minuto in cui spiega perché merita il titolo di peggior fotografo al mondo.
Non è la prima volta che Icelandair osa con il marketing: negli anni si è fatta notare con campagne creative e fuori dagli schemi, capaci di coinvolgere il pubblico in modo originale. Ora dà spazio a chi si diverte a fotografare “male”, trasformando questa “imperfezione” in un modo unico per raccontare l’Islanda.
Il premio e cosa chiede Icelandair al vincitore
Il fortunato selezionato partirà per un viaggio di circa dieci giorni in Islanda, con volo, alloggio e spostamenti coperti. Durante il soggiorno dovrà documentare l’esperienza con foto e video, contribuendo a una campagna globale. Oltre a questo, riceverà un compenso di 50.000 dollari per il lavoro svolto e per la cessione dei diritti sulle immagini e i filmati.
Il materiale potrà essere usato in diversi contesti, dalle pubblicità alle mostre o pubblicazioni. E qui sta il bello: le foto non devono essere perfette, anzi, saranno proprio i loro difetti a mostrare quanto è straordinario il paesaggio islandese, capace di farsi apprezzare anche in scatti “imperfetti”. Un caso raro in cui una foto “brutta” può diventare un vero successo, superando la classica ricerca della perfezione artistica.
Chi cerca Icelandair: il profilo ideale
Il profilo richiesto è l’opposto di quello che ci si aspetta da un fotografo. Non serve esperienza né particolari competenze tecniche. Anzi, meglio se chi si candida non ha alcuna voglia di migliorare la propria tecnica. L’idea è trovare chi si sente a suo agio con uno smartphone o una macchina semplice, senza complicazioni come luci o attrezzature professionali.
L’autoironia è fondamentale: bisogna saper ridere delle proprie foto “sbagliate”, riconoscendo quelle imperfezioni che rendono tutto più vero e spontaneo. Il candidato ideale ha fatto spesso scatti mossi, fuori fuoco, con composizioni sbagliate o persino qualche dito davanti all’obiettivo, senza però perdere la voglia di catturare momenti con leggerezza e spontaneità.
Gli unici requisiti seri sono quelli di sempre per un viaggio internazionale: almeno 21 anni, passaporto valido e disponibilità a muoversi. Chi verrà scelto dovrà affrontare anche attività all’aperto, escursioni su terreni difficili e condizioni ambientali a volte impegnative. Serve quindi una buona forma fisica, perché l’itinerario toccherà alcune delle zone più selvagge e affascinanti dell’Islanda.
Come partecipare e dettagli legali
Le candidature sono aperte fino al 30 aprile 2026. Il viaggio è previsto per giugno, quando le giornate in Islanda si allungano e il paesaggio dà il meglio di sé. Per candidarsi basta compilare un breve questionario e, per farsi notare, inviare un video di pochi secondi in cui raccontare la propria storia con la fotografia.
Nonostante il tono scherzoso, Icelandair ha messo condizioni precise. Il futuro “fotografo pessimo” dovrà cedere ampiamente i diritti sui contenuti realizzati e potrebbe essere chiamato a partecipare a riprese o progetti di marketing anche dopo il ritorno dall’Islanda. Il contratto prevede clausole standard, tra cui conformità legale, assenza di precedenti penali e l’obbligo di stipulare un’assicurazione adeguata.
Questa proposta è un esempio curioso di come un’azienda possa reinventare la comunicazione turistica, puntando sull’inatteso e valorizzando ciò che solitamente si considera un difetto. Anche chi non si è mai sentito un artista può trovare qui l’occasione per raccontare, con occhi nuovi, uno dei paesaggi più spettacolari del mondo.
