La notte del 24 marzo 2026 ha chiuso un capitolo fondamentale della musica italiana. Gino Paoli, 91 anni, se n’è andato lasciando un vuoto enorme. Nato a Monfalcone, ma genovese d’adozione e d’anima, ha raccontato la Liguria come pochi sanno fare. I suoi testi sono un viaggio tra i vicoli stretti di Pegli, il profumo del mare a Boccadasse, e le piazze dove ancora oggi risuonano le sue melodie. La sua voce non è stata solo musica: è stata una testimonianza viva di una città e di una cultura che pulsa tra tradizione e modernità.
Pegli, il quartiere dove tutto ha avuto inizio
È a Pegli, quartiere residenziale a ovest di Genova, che muove i primi passi il giovane Gino Paoli. La sua famiglia si stabilì in via Amerigo Vespucci quando lui era ancora un bambino. Oggi, proprio lì, una targa ricorda la sua presenza. Qui Paoli ha assorbito le prime influenze musicali: le note del pianoforte suonato dalla madre, le chiacchiere con gli amici che avrebbero dato vita alla cosiddetta “Scuola genovese”. Quelle melodie sono all’origine di brani che sono diventati veri e propri classici della musica italiana. Pegli non è solo un punto sulla mappa, ma un laboratorio di emozioni e storie che hanno lasciato un segno profondo nel suo lavoro.
Quei vicoli semplici, quelle case di marmo e pietra, sono state il teatro dove si sono formate le idee di un cantautore in divenire. Oltre alla musica, i valori e la vita quotidiana di Pegli hanno plasmato una sensibilità particolare. La memoria di quei tempi è custodita in raccolte e celebrazioni dedicate. Per chi arriva a Genova, partire da Pegli significa respirare l’aria che ha visto nascere una voce destinata a diventare simbolo nazionale.
Boccadasse e l’abbazia di San Giuliano: tra mare, poesia e ricordi
L’infanzia e l’adolescenza di Gino Paoli si svolgono tra le onde e i carruggi di Boccadasse, piccolo borgo antico nascosto tra le insenature genovesi. È lì, in una soffitta sopra il porticciolo, che Paoli scrive le prime poesie e compone melodie intrise di nostalgia, di luce e della dolcezza del mare. L’atmosfera di Boccadasse, con le sue case color pastello e le barche che ondeggiano lente, ha lasciato un’impronta indelebile nella sua musica.
Non lontano da qui, l’abbazia di San Giuliano ospita la Casa dei Cantautori, un luogo che celebra la memoria di Paoli insieme a quella di altri grandi come Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Fabrizio De André. Qui si conserva un patrimonio di documenti, lettere, manoscritti e registrazioni che raccontano il percorso artistico di questi maestri della canzone italiana.
Boccadasse, con la sua brezza marina e le colline vicine, continua a trasmettere quell’anima mediterranea che Paoli ha saputo raccontare con maestria. Questo borgo resta custode di un’eredità culturale che va oltre la musica, portando avanti un senso di appartenenza e continuità con la Liguria.
Il centro storico di Genova: caruggi, via del Campo e Palazzo Ducale, il palcoscenico di una carriera
La Genova popolare e pittoresca si riflette nei caruggi del centro storico, dove Gino Paoli ha trovato una fonte inesauribile di storie e ispirazione. Via del Campo è stata la sua palestra musicale, il luogo delle prime esibizioni in spazi piccoli ma intensi, tra volti noti e sconosciuti. Le serate nelle osterie, i concerti improvvisati, hanno dato vita a quella scena che ha definito la grande canzone d’autore genovese.
Il legame tra Paoli e la città si è rafforzato anche sul piano istituzionale. Nel 2023, a Palazzo Ducale, ha presentato il suo libro autobiografico “Cosa farò da grande. I miei primi 90 anni”, un racconto che ripercorre la sua vita e la carriera. L’anno prima, nel 2022, gli era stata conferita la Croce di San Giorgio, uno dei riconoscimenti più importanti della Regione Liguria per meriti culturali. Questi momenti hanno sottolineato il legame profondo con Genova, musa, casa e palcoscenico.
Le piazze e le strade di Genova non sono solo sfondo, ma personaggi vivi nelle canzoni di Paoli. I caruggi sono il crocevia di un’umanità fatta di storie quotidiane, sogni e contraddizioni che hanno nutrito la sua poetica. La città resta un protagonista centrale nel viaggio artistico del cantautore.
La Liguria dietro le canzoni: da Portofino a Sanremo, i paesaggi dell’anima
Il legame di Gino Paoli con la Liguria va ben oltre Genova. Il cantautore ha spesso citato località del golfo del Tigullio e altri angoli della regione come fonte d’ispirazione per alcune delle sue canzoni più celebri. A Portofino, con la sua piazzetta affacciata sul mare calmo e i tramonti dorati, è nata “La gatta”, brano simbolo di un mondo sospeso tra ricordo e poesia. Il fascino di questo borgo marinaro ha plasmato melodia e sentimento di quella canzone.
Camogli, Santa Margherita Ligure e le Cinque Terre completano il quadro dei luoghi liguri che hanno dato forma al repertorio di Paoli. Le atmosfere di questi posti, fatte di profumi salmastri e luci mutevoli, sono alla base di “Sapore di sale”, altro grande successo capace di evocare con poche parole il sapore e la forza del mare e della vita costiera. Questi paesi sono radici emotive che Paoli ha trasformato in musica senza tempo.
Sanremo, infine, è una tappa fondamentale, non solo geografica ma anche simbolica. Nel Festival della canzone italiana del 1964 portò “Io che amo solo te”, brano che consacrò la sua fama e divenne un classico intramontabile. Sanremo resta così palcoscenico imprescindibile per artisti e appassionati, crocevia di emozioni e popolarità. Per Paoli, quel festival ha segnato l’ingresso nel cuore del grande pubblico, chiudendo un cerchio con la musica italiana.
Ogni luogo raccontato racchiude un pezzo della storia di Gino Paoli e del suo cammino artistico. In questi scorci liguri si trova il patrimonio culturale e musicale di un artista la cui voce continua a vivere nel presente.
