Quando le note di Twin Peaks si mescolano al fruscio delle foreste friulane, nasce qualcosa di unico. Mauro Teardo, o meglio Teho Teardo, ha fatto di questa fusione la sua cifra stilistica. Nato nel 1966 in Friuli Venezia Giulia, non si è mai limitato a restare ancorato alle sue radici: da lì, ha spiccato il volo verso territori sonori inesplorati. La sua formazione in Storia dell’arte non è un dettaglio marginale, ma il filtro attraverso cui trasforma paesaggi e immagini in musica vibrante e immersiva. L’ultimo album, uscito nell’ottobre 2023, “Teho Teardo Plays Twin Peaks and Other Infinitives”, è la prova tangibile di questo viaggio sonoro. Le melodie cult della serie si intrecciano con registrazioni notturne raccolte tra i boschi d’Italia e Slovenia, dando vita a un’esperienza che è insieme concreta e misteriosa.
Il suo percorso ha varcato spesso i confini del suono puro, abbracciando cinema e teatro con collaborazioni di rilievo. Dal debutto con “Denti” di Gabriele Salvatores al David di Donatello per la colonna sonora de “Il Divo” di Paolo Sorrentino, passando per la recente musica di “Portobello”, la miniserie di Marco Bellocchio su Enzo Tortora. E poi c’è “La guerra com’è”, il progetto teatrale con Elio Germano che porta in scena le parole di Gino Strada, uno spettacolo itinerante che continuerà a viaggiare per l’Italia fino al 2026.
Friuli nel cuore: dalla campagna dell’infanzia ai suoni notturni della natura
Il Friuli non è solo la sua terra d’origine, ma una fonte di ispirazione continua. Nato e cresciuto a Pordenone, Teardo sente un legame forte con questa regione di confine, dove si incrociano Italia, Slovenia e Austria. Anche se ha dovuto lasciarla per seguire la sua carriera, ci torna spesso. Negli ultimi anni il Friuli è diventato il laboratorio per una ricerca sonora originale: le registrazioni ambientali notturne.
Con cuffie e microfoni, Teardo si immerge nei boschi per catturare i suoni autentici della notte, quando l’uomo si ritira e la natura prende il sopravvento. Il fruscio delle foglie, il verso degli uccelli, il vento tra i rami: tutto viene raccolto con cura per essere poi trasformato in musica. L’artista parla di un “superpotere dell’udito”, uno stato di concentrazione dove scova ritmi, melodie e pattern naturali che diventano la base per le sue composizioni.
Dietro questa ricerca c’è anche un legame con la storia e la cultura locale. La lettura de “I benandanti” di Carlo Ginzburg ha acceso in lui una nuova attenzione ai miti e alle tradizioni delle comunità contadine friulane. Quei personaggi notturni, custodi simbolici dei raccolti, lo hanno guidato nell’esplorazione di piccoli borghi e angoli dimenticati, dove l’energia misteriosa del territorio si fa sentire nelle sue incisioni sonore. Un viaggio che unisce folk, natura e storia, con un tocco sospeso tra realtà e sogno.
Cinema e teatro: dalla colonna sonora premiata alle parole di Gino Strada sul palco
Il legame di Teho Teardo con il cinema dura da oltre vent’anni, con collaborazioni importanti. Il primo successo è arrivato con “Denti” di Gabriele Salvatores, ma è con “Il Divo” di Paolo Sorrentino che ha conquistato il grande pubblico, vincendo il David di Donatello nel 2009 per la miglior colonna sonora. La sua capacità di fondere suoni originali con immagini intense si conferma anche in “La ragazza del lago” di Andrea Molaioli e nella recente serie “Portobello” di Marco Bellocchio, un racconto in sei puntate sulla vicenda giudiziaria di Enzo Tortora.
Accanto al cinema, Teardo si dedica al teatro di narrazione. Con Elio Germano ha creato “La guerra com’è”, uno spettacolo tratto dal libro di Gino Strada “Una persona alla volta”. Qui la musica si fonde con la voce per raccontare la vita e le missioni del medico fondatore di Emergency. Uno spettacolo intenso, che parla delle ferite della guerra e della necessità urgente di ricucire legami umani. Il tour toccherà molte città italiane fino a marzo 2026, offrendo uno spunto di riflessione attuale attraverso un linguaggio artistico potente e coinvolgente.
Viaggi e contaminazioni: un percorso europeo tra arte e musica
Fin da giovane, Teardo ha coltivato la passione per l’arte e la musica viaggiando in Europa con un biglietto Interrail in tasca. La sua curiosità lo ha portato nelle capitali culturali più importanti, da Venezia al Guggenheim di New York, dove ha scoperto la pittura americana, da Pollock a Rauschenberg, lasciandosi profondamente segnare. Ma il viaggio non è stato solo esterno: per lui il dialogo tra arti visive e suoni è una ricerca continua che attraversa luoghi e tempi.
Tra le sue mete preferite c’è Ferrara, dove ha potuto ammirare da vicino le opere di Cosmè Tura, uno dei protagonisti del Rinascimento italiano. La sua ricerca sonora ha varcato anche i confini nazionali, con Londra come prima vera occasione di immersione in nuove scene musicali e culturali. La visita alla Tate Gallery, con i dipinti di William Turner, ha rafforzato la sua visione artistica, mettendo in dialogo paesaggio, luce e suono.
Non meno importante è Berlino, città che frequenta da tempo, dove la collaborazione con Blixa Bargeld, fondatore degli Einstürzende Neubauten, gli ha aperto le porte dell’underground tedesco. Con lui ha scoperto quartieri e ambienti culturali lontani dai circuiti turistici, entrando in contatto con la scena sperimentale. Un altro incontro decisivo è stato a New York, grazie a Jim Coleman, che gli ha mostrato una città degli anni ’90 vista da chi non la conosceva a fondo.
Musica tra passato e presente: dagli archivi storici alla sperimentazione
Il lavoro di Teho Teardo è anche un dialogo continuo tra antico e moderno. Nel 2020 ha pubblicato “In Ellipses dans l’harmonie – Lumi al buio”, nato da una scoperta inaspettata in un archivio storico della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano. Cercando il testo di “Utopia” di Tommaso Moro, si è imbattuto nella prima edizione dell’“Encyclopédie” di Diderot e d’Alembert, simbolo dell’Illuminismo. Tra le pagine settecentesche ha trovato melodie di Rousseau, che ha trascritto e reinterpretato con rispetto per la tradizione, ma usando un linguaggio moderno.
Questo rapporto con la storia riflette il suo modo di fare musica: non solo arte, ma un ponte che unisce epoche, persone e culture diverse. Come quella volta al laboratorio del Gran Sasso, mentre si parlava di materia oscura, quando si è sentito immerso in un quadro di Cézanne, percependo un legame profondo tra scienza, arte e musica.
Il percorso di Teho Teardo si conferma così un viaggio complesso e ricco, dove ogni esperienza, luogo e incontro diventano linfa per la sua creatività. Dal Friuli alle grandi capitali europee, dalla natura notturna ai set di cinema e teatro, la sua musica racconta una visione europea, profonda e radicata allo stesso tempo.
