Vetulonia, la città etrusca dimenticata della Maremma: cosa vedere e scoprire nel borgo toscano

Redazione

17 Ottobre 2026

Salire su quella collina in Maremma è come varcare una soglia nel tempo: sotto i piedi, millenni di storia si intrecciano, molto prima che Roma nascesse. Vetulonia, un piccolo borgo etrusco, ha vissuto per secoli nell’ombra, quasi dimenticato. Oggi, però, si rivela in tutta la sua maestosità. Tra tombe monumentali, gioielli antichi e reperti straordinari, racconta la vita di una civiltà che sembrava perduta. Qui il passato non è solo memoria: è un dialogo vivo con la realtà di una comunità che, ancora oggi, custodisce gelosamente il suo retaggio.

Vetulonia, tra colline e pianure: uno sguardo strategico sulla Maremma

Vetulonia si trova nel comune di Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, arroccata sulle colline della Maremma. La sua posizione è stata sempre strategica: da qui si domina una vasta pianura, un tempo coperta dal Lago Prile, una laguna che metteva in comunicazione terra e mare. Questo ha fatto di Vetulonia un punto chiave per i traffici e le rotte commerciali dell’antichità. Non lontano, sulle sponde del lago, sorgeva anche Roselle, un’altra città etrusca, segno di un territorio ricco di insediamenti e scambi culturali. La natura, con le sue colline e lagune, ha sempre favorito lo sviluppo di queste città, che hanno potuto crescere grazie alle miniere e alle vie d’acqua navigabili.

La collina su cui si trova Vetulonia era un punto difensivo di grande importanza, ideale per controllare un vasto territorio. La città si sviluppava in altezza, offrendo agli abitanti una vista strategica sulla pianura, elemento fondamentale per la sicurezza e il commercio. Ancora oggi, dal borgo, si aprono orizzonti vasti e si respira quell’aria di mistero che solo il paesaggio toscano sa regalare, tenendo vivo il ricordo di un passato imponente.

Il cuore antico del borgo: un viaggio tra mura medievali e tracce etrusche

Oggi Vetulonia è un borgo raccolto, piccolo ma denso di storia. Le sue strade strette si percorrono a piedi, tra case e mura medievali che spesso nascondono ancora tracce etrusche. Al centro del paese c’è piazza Vetluna, dove si trova il Museo civico archeologico Isidoro Falchi, che racconta la storia di questa città attraverso reperti antichi. Salendo verso la parte alta del borgo, si incontrano le Mura dell’Arce, una struttura in blocchi di pietra poligonali. Un tempo si pensava fossero parte delle mura difensive, oggi invece si crede fossero la base di un luogo sacro. Accanto a queste mura sono stati ritrovati depositi votivi con oggetti in bronzo, segno di pratiche religiose importanti.

Il borgo conserva un impianto medievale che si mescola con le vestigia di epoche etrusche e romane. Camminando tra le case si percepisce la stratificazione del tempo, che rende la visita ancora più affascinante. La conformazione del borgo, arroccato sulle colline, regala viste suggestive e nuovi punti di osservazione su quel territorio antico che Vetulonia dominava.

Museo Isidoro Falchi: la civiltà etrusca a portata di mano

Nel centro del paese, in piazza Vetluna, il Museo civico archeologico Isidoro Falchi è il luogo dove la storia di Vetulonia prende vita grazie ai reperti scoperti durante gli scavi. Il museo è dedicato a Isidoro Falchi, il medico e archeologo che nel 1880 ridiede voce a questa città antica, riportando alla luce necropoli e corredi funebri. Il percorso si snoda su sette sale distribuite su due piani, accompagnando il visitatore dalla cultura villanoviana – l’origine della civiltà etrusca – fino all’epoca romana.

Tra i pezzi più preziosi spiccano i corredi delle tombe aristocratiche: gioielli d’oro e argento, ceramiche raffinate, elmi decorati e oggetti in bronzo di grande valore artistico. Notevoli sono il Circolo dei Leoncini d’Argento e la Fibula d’Oro, simboli della ricchezza e del gusto degli etruschi. Tra le testimonianze più importanti c’è la stele funeraria del guerriero Auvele Feluske, datata tra la fine dell’VIII e il VII secolo a.C., un raro esempio di epigrafia e arte etrusca. Il museo ospita anche reperti provenienti dai quartieri abitati, che raccontano la vita quotidiana, l’architettura e le abitudini della Vetulonia romana ed ellenistica.

Nelle sale sono esposte anche testimonianze dal tumulo di Poggio Pelliccia, tappa fondamentale per capire la città etrusca. Il museo non si limita a conservare, ma offre chiavi di lettura per comprendere l’evoluzione di un popolo tra innovazione e tradizione.

Le aree archeologiche: le case e le strade di un’antica città

Appena fuori dal borgo si estende l’area archeologica di Poggiarello Renzetti, nota anche come Scavi Città, dove si vedono i resti dell’abitato sviluppatosi tra III e I secolo a.C. Il percorso si snoda lungo una strada lastricata, la via Decumana, su cui si affacciavano magazzini e case organizzate intorno a cortili interni. Sono visibili anche i resti di un sistema idrico con pozzi, vasche e fognature, segno delle capacità urbanistiche degli antichi.

In quest’area si trovano due domus importanti: la Domus di Medea, così chiamata per i reperti decorativi con temi mitologici legati a Medea, e la Domus dei Dolia, famosa per i grandi orci usati per conservare il cibo. Quest’ultima conserva un triclinium ben conservato, con arredi in marmo, pareti affrescate e pavimenti in cocciopesto, che restituiscono l’immagine di una casa elegante, pensata per momenti di convivialità.

Le zone di Costa Murata e Costia dei Lippi completano il quadro urbano della città antica. A Costia dei Lippi si vedono resti di strade lastricate e muri terrazzati, segni di un quartiere abitativo di epoca ellenistica. Costa Murata mostra la pianta di una domus con ampio atrio e cisterna; il ritrovamento di una stipe votiva con ceramiche greche fa pensare a un uso sacro prima di quello abitativo.

Questi scavi fanno di Vetulonia un sito fondamentale per studiare la transizione tra epoca etrusca, ellenistica e romana, mettendo in luce un’evoluzione urbana e sociale complessa.

La Via dei Sepolcri: i tumuli che raccontano il potere etrusco

A circa due chilometri dal borgo si trova la Via dei Sepolcri, la strada che attraversa alcune delle tombe più importanti della necropoli di Vetulonia. Qui si incontrano tumuli che raccontano la ricchezza delle famiglie aristocratiche e la loro visione della morte.

La tomba più imponente è quella della Pietrera, databile alla seconda metà del VII secolo a.C. Ha un diametro di circa 60 metri e un’altezza originaria di 14 metri. All’interno ci sono due camere funerarie sovrapposte: una circolare, che però crollò quasi subito, e una quadrangolare con pseudocupola sorretta da un pilastro centrale. Tra i reperti ritrovati ci sono ceramiche, oggetti preziosi e frammenti di statue in calcare che rappresentano uomini e donne, alcuni dei più antichi esempi di scultura monumentale etrusca.

Proseguendo si incontrano la Tomba del Belvedere, del passaggio tra VII e VI secolo a.C., e la Tomba del Diavolino II, con un tumulo di circa 60 metri di diametro e un lungo corridoio d’accesso. Quest’ultima presenta una camera quadrangolare con pseudocupola e un tamburo circolare di pietre squadrate a delimitare il tumulo. È considerata uno degli esempi più raffinati di architettura funeraria etrusca, testimonianza dell’abilità tecnica e artistica di questo popolo.

Questi siti raccontano una Vetulonia viva e potente, centro di una cultura che ha espresso nella cerimonia funebre tutta la sua ricchezza e la sua visione del mondo.

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Vetulonia resta una testimonianza preziosa del mondo etrusco, un luogo dove la storia si fa tangibile tra pietre antiche, oggetti ritrovati e colline che da secoli osservano silenziose il passare del tempo. Studiare e visitare questo borgo toscano significa entrare in un passato poco conosciuto ma fondamentale per capire le radici di una civiltà antica che ha lasciato un segno profondo nella Maremma e oltre.

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