A poche decine di chilometri da Venezia, le colline del Prosecco si svelano con un fascino unico. Qui, la pianura si dissolve in morbide ondulazioni ricoperte di vigneti che sfumano dal verde al rosso, mentre antichi borghi si aggrappano alle pendici come custodi silenziosi di tradizioni secolari. È l’inizio dell’autunno, il momento in cui la vendemmia si è appena conclusa e l’aria porta ancora il profumo dell’uva appena raccolta. Tra Conegliano e Valdobbiadene, il paesaggio racconta storie di fatica e passione, riconosciute dall’Unesco come patrimonio mondiale. Strade strette e tortuose invitano a rallentare, a lasciarsi sorprendere da scorci che sembrano dipinti. In questo scenario, la nuova Mazda CX-6e, un suv completamente elettrico, si muove con naturalezza, perfetta compagna di un viaggio che unisce natura, arte e artigianato.
Le colline del Prosecco: natura e lavoro a mano
La zona tra Conegliano e Valdobbiadene è famosa per una sua particolarità: le “ciglioni”, terrazze erbose molto ripide, dove le viti crescono su pendenze che arrivano fino al 35%. Qui coltivare la vite non è solo questione di tecnica, ma un lavoro artigianale che richiede pazienza e dedizione. Ogni ettaro può richiedere fino a 900 ore di fatica manuale all’anno. È questo il motivo per cui la tradizione è così forte e ancora oggi rispettata. Conegliano, porta d’accesso naturale a questo territorio, ha avuto un ruolo decisivo grazie alla prima Scuola di Viticoltura ed Enologia fondata nel 1876. Da allora, la ricerca e il perfezionamento hanno fatto passi avanti, visibili in ogni filare, nelle tecniche adottate e nella qualità del prosecco. Viaggiare in auto qui significa rallentare, godersi ogni curva che apre finestre su vigne, boschi e paesi dove il tempo sembra essersi fermato, ancora legato al ritmo del lavoro agricolo più che al turismo.
Imperdibile una sosta al Molinetto della Croda, un mulino ad acqua del XVII secolo a Refrontolo. Un angolo che conserva l’atmosfera di un mondo rurale e antico, diverso ma parte integrante della cultura locale. Il luogo sembra un presepe vivente, con pietre, cascate e foreste che raccontano il rapporto tra uomo e natura. Poco distante, il borgo di Rolle offre un belvedere che mostra un quadro fatto di case, campanili e filari, come una storia senza tempo. Da qui si può proseguire verso Valdobbiadene, alternando momenti di silenziosa contemplazione a soste per assaggiare i vini nelle cantine del posto.
Mazda CX-6e: tra curve e colline del Prosecco
Le strade che si snodano tra salite e discese sono il banco di prova ideale per il nuovo suv elettrico Mazda CX-6e, lanciato nell’estate del 2026. Con una batteria da 78 kWh, promette oltre 400 chilometri di autonomia. Il modello, pensato per l’Europa, monta trazione posteriore e ha una taratura nuova per acceleratore, sterzo e sospensioni. A colpire è il silenzio assoluto all’interno, che fa sentire ogni suono del paesaggio, ogni sfumatura della strada tra le colline. La partenza è fluida, la risposta pronta in curva e il recupero di energia in discesa rende il viaggio più sicuro senza rinunciare a una mobilità più sostenibile.
Il design riprende il concetto giapponese di ma, che valorizza lo spazio vuoto e mette in risalto la purezza delle linee. Le superfici della carrozzeria catturano la luce, dando un senso di movimento anche da ferme. Così, nei momenti di pausa, l’auto dialoga con la natura intorno. Tornando verso Venezia, il contrasto tra paesaggio e forma dell’auto regala un’esperienza che unisce la tradizione del vino con l’innovazione su quattro ruote.
Homo Faber a Venezia: l’artigianato contemporaneo sull’isola di San Giorgio Maggiore
Il viaggio nel Veneto non si ferma alle colline. A Venezia, tappa d’obbligo è l’isola di San Giorgio Maggiore, dove la Fondazione Giorgio Cini ospita la quarta edizione di Homo Faber, la biennale dedicata all’artigianato contemporaneo di alto livello. L’evento, sostenuto da Mazda, espone oltre 700 pezzi realizzati da artigiani di più di 70 Paesi, distribuiti in 15 installazioni tra spazi monumentali e giardini. L’edizione 2026, chiamata An Island of Light e curata da Es Devlin, esplora il rapporto tra luce, materia e manualità, mostrando non solo i prodotti finiti ma anche i processi, gli strumenti e le tecniche dietro le creazioni.
Venezia, crocevia storico tra Oriente e Occidente, è da sempre teatro di scambi di idee e materiali grazie alle sue botteghe. Il vetro di Murano, il merletto di Burano, la gioielleria e la costruzione delle gondole negli squeri si ritrovano oggi in una mostra che celebra il saper fare con le mani e la creatività senza tempo. Homo Faber racconta così un’immagine contemporanea di tradizioni antiche, rinnovate in un contesto globale.
Tra argilla e pittura: il mestiere nascosto dietro la forma
L’esposizione non si limita a lavori tradizionali. Sorprende la presenza di un modello in argilla della Mazda CX-5, che svela il processo creativo dietro il design automobilistico. I clay modeller usano materiali classici come l’argilla per scolpire e perfezionare forme e volumi, seguendo la filosofia stilistica Kodo – Soul of Motion, che cerca di imprimere il senso di movimento anche in un oggetto fermo. Dietro un modello apparentemente statico si nasconde un lavoro manuale complesso, che unisce estetica e funzionalità, spesso invisibile agli occhi del pubblico.
Un esempio ancora più diretto di fusione tra arte e industria è il lavoro di Taró Nordberg, artista svizzero-giapponese, che ha usato la carrozzeria di una Mazda6e come tela per una pittura a inchiostro giapponese sumi-e. Realizzata davanti al pubblico, la performance unisce movimento, controllo e concentrazione, trasformando un oggetto industriale in un’opera d’arte. Nordberg ha anche reinterpretato i noren giapponesi, integrando poesie e simboli ispirati al tema della luce e dello spazio, creando un dialogo tra Oriente e Venezia.
Homo Faber Fellowship: tramandare e innovare l’artigianato oggi
Homo Faber non si esaurisce con la mostra di settembre. Prosegue con Homo Faber Fellowship, un programma che mette in contatto maestri artigiani con giovani talenti. Un percorso che dura mesi e va oltre la semplice trasmissione tecnica, stimolando la creazione di nuove opere nate dall’incontro tra esperienza e freschezza. Nell’edizione 2026/27, trentasei coppie di artigiani lavoreranno insieme fino a marzo 2027, per poi mostrare i risultati ad aprile.
Mazda sostiene quattro di queste coppie, impegnate in ambiti diversi: dalla scultura in metallo alla tessitura, fino a installazioni luminose e lavorazioni di pelle e tintura. Così il viaggio tra le colline del Prosecco, Venezia e l’artigianato internazionale si lega in modo concreto. Dietro ogni paesaggio, ogni oggetto d’arte o ogni auto sofisticata c’è sempre un lavoro paziente, fatto di osservazione, tatto, correzione e ripartenza. Questo legame fra passato e futuro, tradizione e innovazione, definisce la cultura materiale del Veneto nel 2027.