Formula 1: Perché le auto zigzagano prima della partenza e come migliorano il grip delle gomme

Redazione

29 Agosto 2026

Prima che il semaforo diventi verde, le monoposto disegnano una danza nervosa sull’asfalto. Non è solo uno show per i tifosi: ogni zigzag, ogni sbandata calcolata, serve a un unico scopo. Scaldare le gomme. Perché senza quella temperatura giusta, senza quel calore che si genera strofinando la gomma sulla pista, partire bene diventa un’impresa.

Il grip, quella presa ferma sull’asfalto, si conquista proprio in quei secondi. I piloti spingono le ruote, eliminano i detriti, preparano le coperture a lavorare al massimo. È un gesto che sembra ripetitivo, quasi banale, ma è la differenza tra partire come un fulmine o arrancare nei primi metri. Quel calore è il segreto per evitare scivolate e fare la differenza quando conta davvero.

Perché la temperatura delle gomme fa tutta la differenza al via

Il grip dipende molto dalla temperatura degli pneumatici. Se sono troppo fredde, la mescola resta dura e scivolosa, aumentando il rischio di perdere il controllo nei primi metri dopo lo start. Ma attenzione a non surriscaldarle troppo, perché così si rischia di rovinarle prima della fine della corsa. Trovare il giusto equilibrio è un vero e proprio mestiere.

Durante il giro di formazione, i piloti sfruttano ogni occasione per far girare le ruote con decisione: accelerazioni, frenate brusche, passaggi veloci. Le continue oscillazioni da un lato all’altro servono a evitare che il vento le raffreddi troppo. L’obiettivo è tenere le gomme dentro un range di temperatura ideale, che cambia a seconda della mescola usata e delle condizioni del meteo.

Le squadre tengono d’occhio i dati telemetrici e comunicano con i piloti per fare il punto sulla temperatura degli pneumatici. I piloti, intanto, sentono la macchina sotto stress e modulano le loro azioni per non rovinare né la partenza né la durata delle gomme. La sintonia tra pilota e box in questa fase è fondamentale.

Pulire le gomme prima del via: un piccolo gesto che fa la differenza

Sulle piste ci sono sempre polvere, residui di gomme o piccoli granelli d’asfalto che possono compromettere l’aderenza. La superficie degli pneumatici si sporca ad ogni passaggio e va “ripulita” prima di affrontare la gara sul serio.

Il movimento laterale prima del via serve proprio a far sfregare le gomme contro l’asfalto, eliminando sporco e impurità. Così si crea uno strato nuovo di mescola a contatto diretto con la pista, senza zone meno aderenti che potrebbero far slittare le ruote appena parte la gara. In un contesto dove anche una frazione di secondo conta, questa pulizia preventiva è decisiva.

Le squadre studiano questa fase come parte della strategia di gara: gomme ben pulite significano meno rischi di slittamenti e migliore trazione all’inizio, soprattutto nelle gare brevi o quando la partenza può fare la differenza tattica.

La tecnica del pilota: dosare accelerazioni e movimenti senza sbagliare

Negli ultimi metri prima dello start, guidare richiede grande attenzione e controllo. Bisogna dosare bene accelerazioni, frenate e movimenti laterali per non surriscaldare o consumare troppo le gomme, e senza stressare troppo motore e cambio.

I piloti esperti seguono sequenze precise: accelerazioni decise alternate a frenate, spostamenti netti di traiettoria. Ma devono anche restare calmi e concentrati, perché un errore può costare caro, dalla penalità a una partenza compromessa.

La radio con il team è fondamentale per ricevere indicazioni in tempo reale, così da adattare la strategia in base al comportamento delle gomme e alle condizioni della pista. Inoltre, la tecnica varia a seconda del tipo di gara: sprint o endurance richiedono approcci diversi per bilanciare prestazioni e durata degli pneumatici.

Gli ingegneri controllano costantemente temperatura, pressione e usura degli pneumatici, assicurandosi che ogni pilota segua alla lettera le indicazioni. In questo modo, la partenza diventa più di un semplice via libera: è un momento di tattica pura, dove squadra e pilota lavorano insieme al massimo.

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