# “Abbiamo deciso di chiudere il traghetto la domenica.”
A pronunciare queste parole è l’unico operatore dell’Ulva Ferry, il piccolo battello che collega l’isola di Ulva alla terraferma scozzese. Non è una scelta fatta a cuor leggero: l’isola, con i suoi sedici abitanti e pochi servizi, sta vivendo una trasformazione improvvisa e difficile da gestire.
Tutto è cominciato a gennaio 2026, quando una serie tv ha portato Ulva sotto i riflettori. Un’antica dimora, Ulva House, trasformata in boutique hotel, ha catturato l’attenzione di milioni di spettatori. Banjo Beale e suo marito Ro Christopher, protagonisti dello show, hanno trasformato un angolo nascosto delle Ebridi in una meta ambita. Ma ora l’isola fatica a reggere l’afflusso crescente di turisti.
Chiudere il traghetto la domenica è solo un tassello di una strategia più vasta, che mira a proteggere l’equilibrio fragile della comunità e dell’ambiente. Ulva racconta, in maniera chiara e diretta, cosa succede quando il turismo scappa di mano anche nei luoghi più remoti.
Ulva, dove si trova e come arrivarci
Ulva fa parte delle Ebridi Interne, lungo la costa occidentale della Scozia. L’isola si trova di fronte a Mull, separata da un canale stretto. Per arrivarci si prende il traghetto da Mull, che funziona stagionalmente da aprile a ottobre, con corse dal lunedì al venerdì, su prenotazione, dalle 9 alle 17.30. La traversata è breve ma indispensabile: via mare è l’unico modo per raggiungere l’isola.
Il viaggio dipende molto dal tempo e dal mare, che possono rendere il tragitto imprevedibile. D’estate, chi vuole arrivare la domenica o in giorni senza servizio può usare barche private, molto diffuse in zona. Ulva è lontana dalle rotte più frequentate e richiede quindi un po’ di organizzazione, soprattutto nei mesi più caldi, da maggio a settembre, quando il clima è più clemente e le giornate più lunghe.
Questa posizione isolata è un tesoro naturale ma anche una responsabilità: un equilibrio delicato da mantenere di fronte alle nuove sfide del turismo.
Come una serie tv ha messo Ulva sotto i riflettori di tutto il mondo
A gennaio 2026 la BBC ha mandato in onda “Banjo and Ro’s Grand Island Hotel”, che segue la coppia Banjo Beale e Ro Christopher alle prese con il restauro di Ulva House, trasformandola da rudere a boutique hotel con sette camere di classe, immerse in un paesaggio naturale intatto.
La serie ha conquistato un pubblico internazionale e in poche settimane ha fatto passare Ulva da luogo tranquillo e quasi sconosciuto a meta ambita. La stampa ha parlato di “ultima chicca da scoprire” nelle Ebridi, scatenando un vero e proprio boom di visitatori.
Ma questa fama è andata oltre le possibilità dell’isola. Senza infrastrutture adeguate, il traghetto e le poche attività locali hanno iniziato a soffrire sotto il peso di troppi turisti. La comunità ha deciso allora di fermare i traghetti della domenica, per dare respiro a chi vive e lavora sull’isola e salvaguardare la qualità della vita.
Ulva oggi è un esempio concreto della sfida tra turismo crescente e sostenibilità nelle piccole destinazioni.
Ulva: dalla prosperità perduta alla rinascita di comunità
Nel 1837 Ulva contava circa seicento abitanti. La vita ruotava attorno all’agricoltura, alla pesca e alla raccolta delle alghe marine. Le persone vivevano in piccoli insediamenti, costruendo il proprio sostentamento con croft e fattorie, secondo la tradizione scozzese.
Ma tutto cambiò con l’arrivo di Francis William Clark, avvocato di Stirling, che comprò l’isola. Seguendo una tendenza diffusa nelle Highlands, convertì i terreni agricoli in pascoli per pecore, con l’obiettivo di aumentare i profitti. Questo segnò l’inizio delle cosiddette Highland Clearances, le espulsioni forzate delle comunità rurali per far posto al pascolo.
Molti furono costretti a lasciare Ulva, diretti verso Nord America o Australia, mentre altri si spostarono a Mull. Negli anni la popolazione si ridusse sempre più, fino a contare poche persone.
Nel 2018 qualcosa è cambiato. I residenti di Mull e gruppi di attivisti hanno raccolto fondi, con il supporto dello Scottish Land Fund, per riacquistare Ulva e restituirla alla comunità locale. L’obiettivo è rilanciare la vita sull’isola, recuperare le proprietà abbandonate e favorire un nuovo insediamento. Un progetto unico di gestione collettiva del territorio.
Stop al traghetto la domenica: una scelta per salvare Ulva
Nel 2026, di fronte al boom turistico, la comunità di Ulva ha fatto i conti con una nuova realtà. I sedici abitanti e le poche infrastrutture non reggevano più l’afflusso di visitatori. Il traghetto, unico mezzo pubblico di collegamento con Mull, era sovraffollato, e anche il piccolo ristorante e le attività locali si trovavano in difficoltà.
Per tutelare chi vive sull’isola e mantenere la sua tranquillità, è arrivata la decisione di sospendere il servizio di traghetto la domenica, soprattutto in estate. Una giornata di pausa necessaria per garantire un po’ di normalità e limitare l’impatto di un turismo che altrimenti rischiava di diventare ingestibile.
Questa scelta segue una tendenza più ampia che ha coinvolto altre comunità scozzesi nell’estate 2026, impegnate a regolare l’afflusso di visitatori e a proteggere l’ambiente e il tessuto sociale.
Quando andare a Ulva e come muoversi
L’estate è il periodo migliore per visitare Ulva. Tra maggio e settembre, le giornate sono più lunghe, il clima più stabile e il mare più calmo, condizioni ideali per spostarsi e godersi l’isola. Ulva si presta a belle passeggiate tra scogliere e natura selvaggia.
Il traghetto da Mull è attivo da aprile a ottobre, dal lunedì al venerdì, con corse su prenotazione dalle 9 alle 17.30. La domenica, almeno fino alla fine dell’estate 2026, il servizio è sospeso per salvaguardare l’equilibrio dell’isola.
Chi vuole visitare Ulva la domenica o nei giorni senza traghetto può contare su barche private, molto diffuse nella zona. Offrono più flessibilità, ma richiedono esperienza e una buona organizzazione.
Visitare Ulva significa pianificare con cura, rispettando i limiti di una comunità che tiene alla sua autenticità proprio grazie a queste regole.