A 1.000 metri di quota, tra le pieghe fitte dell’Appennino, il Passo di Cento Croci si apre come un varco sospeso nel tempo. Qui, dove Liguria ed Emilia-Romagna si sfiorano, la natura si mostra ancora intatta, raccontando storie di confini antichi e viaggi dimenticati. Non è solo una strada di montagna: è un crocevia che custodisce boschi di faggio e prati dolcemente inclinati verso le vallate sottostanti. L’aria qui sembra intrecciare passato e presente, offrendo a chi passa—camminatori, ciclisti o semplici curiosi—un angolo d’Italia che resiste, autentico e capace di sorprendere.
Dove si trova e come arrivare al Passo di Cento Croci
Il Passo di Cento Croci si trova a circa 1.055 metri sul livello del mare, incastonato lungo la linea spartiacque che divide la Val di Vara in Liguria dalla Val di Taro in Emilia-Romagna. È il confine naturale tra le province della Spezia e Parma, un punto chiave per la viabilità appenninica. La strada statale 523, detta “della Val di Vara”, attraversa il passo, collegando Varese Ligure a Liguria con i comuni del Parmense. Varese Ligure è il paese più vicino, il punto di partenza ideale per raggiungere il valico dal versante ligure: da qui la strada si arrampica tra boschi di faggio e paesaggi montani fino al crinale.
Chi arriva dalla costa, per esempio da Sestri Levante, può seguire la SS 523 risalendo la Val di Vara fino a Varese Ligure e poi proseguire verso il Passo di Cento Croci. Da qui, scendendo verso est, si entra nell’alta Val di Taro, passando rapidamente da ambienti marini a valli di montagna. Un viaggio di poche ore che regala panorami che cambiano in fretta.
A pochi chilometri da Varese Ligure si trovano i ruderi del Castello di Monte Tanano, una fortezza medievale costruita dalla famiglia Fieschi per controllare il territorio e le vie di comunicazione tra Liguria e Pianura Padana. Quel che resta del castello ricorda l’importanza strategica storica di quest’area, da sempre punto d’incontro ma anche di confine.
Il nome e la storia dietro il Passo di Cento Croci
Il nome “Cento Croci” non è una semplice trovata. Deriva da una tradizione antica, fatta di fatti e leggende popolari. Prima di chiamarsi così, il passo era noto come “Lamba”. Come tanti valichi difficili, è stato per secoli una via impervia, battuta da viandanti, mercanti e talvolta briganti.
Nel Cinquecento, un bollettino del Centro Studi CAI raccontava quanto fosse pericoloso percorrere questa strada: tra assalti di banditi e il clima rigido con frequenti nevicate, chi attraversava rischiava grosso. La tradizione vuole che in corrispondenza dei punti dove si trovavano viandanti morti si erigessero croci, così tante da giustificare il nome “Cento Croci”.
Il valico era così importante che fin dall’XI secolo c’era un ospizio per i viaggiatori, a sottolineare il ruolo vitale di questa via tra Liguria ed Emilia-Romagna. Nei dintorni si trovano ancora cippi di confine in pietra che segnavano i limiti tra la Repubblica di Genova e il Ducato di Parma.
Inoltre, vicino al passo sorgeva una Casa Doganale parmense, un centro di controllo fondamentale quando queste montagne erano vere e proprie frontiere politiche e amministrative. A Pianpintardo si possono ancora vedere cippi ottocenteschi che ricordano quei tempi in cui la montagna separava Stati diversi.
Più recente è il ricordo della Brigata Cento Croci, un gruppo partigiano attivo tra lo Spezzino e il Parmense durante la Resistenza. Un monumento al passo rende omaggio al loro impegno, legando la storia delle montagne alla lotta per la libertà.
Escursioni e cammini dal Passo di Cento Croci
Le possibilità di escursione al Passo di Cento Croci non mancano. Il valico fa parte di due importanti itinerari nazionali. L’Alta Via dei Monti Liguri, un percorso lungo oltre 400 chilometri che segue le creste appenniniche, tocca il passo come tappa fondamentale. Anche il Sentiero Italia CAI, il grande cammino di circa 8.000 chilometri che attraversa tutto il Paese, passa da qui, confermando l’importanza del valico.
Una delle escursioni più gettonate è la traversata da Colla Craiolo al Passo di Cento Croci: circa 14 chilometri lungo lo spartiacque tra Val di Vara e Val di Taro. Il percorso, di media difficoltà, si snoda tra boschi fitti, ampi prati e punti panoramici da cui si vedono entrambe le valli. Il Parco Naturale Regionale Montemarcello-Magra-Vara indica un tempo di percorrenza di circa 4 ore e mezza, con un dislivello di 530 metri.
Lungo il cammino si incontrano altre vette e valichi minori come Monte La Crocetta, Passo del Sericiotto, Monte Pietrebianche e Monte Ventarola. La natura si mescola con tracce storiche come i cippi di confine e il monumento partigiano, offrendo un’esperienza a tutto tondo.
Per chi preferisce passeggiate più brevi, c’è la possibilità di raggiungere il Passo della Cappelletta lungo l’Alta Via dei Monti Liguri, mantenendosi in quota senza allungare troppo il percorso. Un’altra opzione è l’anello che passa dal Monte Zuccone, immerso nelle faggete vicino a Libia di Pecorara: un itinerario meno noto, ideale per chi cerca un contatto più intimo con la natura e il silenzio.
Le tracce GPS di questi percorsi si trovano sul sito del CAI e altri portali ufficiali, con il consiglio di prepararsi bene e controllare sempre le condizioni del meteo e dei sentieri prima di partire.
Passo di Cento Croci in bici e in moto: un piacere su due ruote
Il passo è molto frequentato anche da chi ama muoversi su due ruote, sia in bici che in moto. Da Varese Ligure la strada sale per circa 13-14 chilometri con una pendenza regolare, non troppo impegnativa ma costante. Il cambiamento di scenari, dal fondovalle fino al crinale, rende il percorso apprezzato da ciclisti con una buona preparazione e da chi cerca panorami diversi a ogni curva. Spesso il passo è parte di itinerari più lunghi che uniscono Val di Vara e Val di Taro, passando per altri valichi come il Passo del Bocco.
Per chi preferisce la mountain bike, esiste una variante del Sentiero Italia CAI tra Colla Craiolo e Passo di Cento Croci. È un percorso di circa 15 chilometri su sentieri sterrati, che tocca Monte Pietrebianche, Monte Ventarola e Pianpintardo, con un dislivello di 687 metri. La traccia GPS è disponibile sul sito del CAI e si rivolge a ciclisti esperti che vogliono unire sport e natura.
Per i motociclisti, la salita da Varese Ligure è apprezzata per le curve dolci e per la varietà dei paesaggi attraversati. La strada si addentra nei boschi e si apre in tratti più larghi, collegando la costa ligure con l’interno appenninico e proseguendo verso l’Emilia-Romagna. Si possono organizzare giri di mezza o intera giornata che toccano anche Borgo Val di Taro e Berceto, offrendo un’esperienza completa tra le montagne del Parmense.
La possibilità di passare in poco tempo dal mare alle montagne, senza lunghi viaggi, fa del Passo di Cento Croci una meta ideale per chi cerca una guida emozionante immersa in paesaggi incontaminati.
Varese Ligure: porta d’ingresso e base per esplorare il passo
Varese Ligure è la chiave per chi vuole scoprire il Passo di Cento Croci. Il borgo, famoso per la sua particolare forma a “borgo rotondo”, è un punto di appoggio comodo e accogliente, incastonato tra boschi, pascoli e rilievi.
Non è solo il luogo da cui partire per escursioni a piedi o in bici verso il passo, ma anche un posto dove organizzare soste e rifornimenti, fondamentali prima di affrontare i sentieri in quota. Il territorio intorno offre un paesaggio vario, con antichi sentieri e scorci rurali perfetti per immergersi nella natura e capire il carattere di questa zona appenninica.
Chi visita può considerare Varese Ligure come base strategica per allungare la propria esperienza, unendo il piacere della camminata o della pedalata alla scoperta dei borghi meno conosciuti dell’entroterra ligure.
Quando andare: clima e periodo migliore per il Passo di Cento Croci
Il passo si trova a oltre mille metri, quindi il clima qui è più variabile rispetto alla costa o alle valli sotto. La tarda primavera, l’estate e l’inizio autunno sono i momenti migliori per trekking, bici e moto, quando le temperature sono più miti.
Attenzione però: la montagna può riservare cambiamenti improvvisi del tempo. Vento, nebbia e cali di temperatura sono frequenti, specie la sera o in giornate instabili. In estate occhio ai tratti esposti, che possono diventare caldi durante il giorno, mentre in primavera e autunno è consigliato vestirsi a strati per affrontare possibili piogge e sbalzi.
In inverno il paesaggio si trasforma con neve e ghiaccio, rendendo sentieri e strada più difficili o addirittura chiusi. In quei mesi conviene informarsi sempre sulle condizioni prima di mettersi in viaggio.
Paesaggi, storia e natura da vivere al Passo di Cento Croci
Attraversare il Passo di Cento Croci significa fermarsi a guardare un paesaggio che cambia tra Val di Vara e Val di Taro. Prati, boschi fitti di faggio e rilievi calcarei si alternano a formare un mosaico di ambienti diversi, perfetti per chi cerca scorci suggestivi e fotografie memorabili.
Non mancano i segni della storia: i cippi di confine che raccontano vecchie frontiere, il monumento alla Brigata Cento Croci che ricorda la Resistenza. L’atmosfera qui è quella di un luogo da vivere con calma, seguendo sentieri a piedi, in bici, in moto o in auto, per cogliere il senso profondo di un territorio che da secoli mette in contatto vallate, persone e storie diverse.
Il Passo di Cento Croci resta oggi come allora una porta sull’Appennino, pronta ad accogliere chi vuole scoprire la sua complessità e bellezza.