Gerace d’Estate: Il Rifugio Perfetto per Chi Cerca Silenzio e Storia in Calabria

Redazione

22 Agosto 2026

“Qui ogni pietra racconta una storia”. Chi visita Gerace non può fare a meno di sentirlo. Questo borgo calabrese, arroccato su una rupe che domina la Locride, è un frammento di tempo sospeso. Un tempo in cui le influenze bizantine si mescolano a quelle normanne, dando vita a un patrimonio architettonico che gli ha valso un soprannome suggestivo: la “Città delle cento chiese”. Oggi, di quelle cento ne restano tredici, ma bastano a trasmettere un’eco di spiritualità antica e un legame profondo con la terra. Qui, il mare è stato per secoli una minaccia, ma anche un confine che ha protetto e isolato la comunità, preservando tradizioni e mestieri ormai rari altrove. Tra vicoli stretti e piazze baciate dal sole, le mani degli artigiani continuano a plasmare ceramiche e tessuti, custodendo un patrimonio vivo, palpabile. Gerace non è solo un borgo: è un racconto da vivere, tra passato e presente, in ogni angolo.

Gerace, cuore storico dell’Aspromonte

A pochi passi da Reggio Calabria, Gerace si erge a quasi 500 metri sul livello del mare nel Parco Nazionale dell’Aspromonte. Da qui si domina tutta la Locride, terra ricca di storia che affonda le radici nell’antichità, quando i Greci fondarono Locri Epizefiri nel VII secolo a.C. La posizione tra montagna e mare ha segnato l’identità del paese, offrendo un punto di controllo strategico sul territorio. A circa dieci chilometri dalla costa ionica, Gerace è un luogo poco raggiungibile, una caratteristica che ha rallentato il turismo ma protetto l’integrità culturale e architettonica. Da qui si arriva facilmente a località balneari come Locri, Siderno e Marina di Gioiosa Ionica: un mix perfetto tra la pace dell’entroterra e la bellezza della costa.

La storia delle cento chiese e il terremoto del 1783: tra distruzione e rinascita

Gerace è famosa per l’incredibile numero di chiese, monasteri e cappelle che un tempo punteggiavano il borgo. Questa ricchezza riflette due grandi influenze religiose: quella bizantina, con la sua profonda impronta greco-orientale, e quella normanna, che ha portato la tradizione latina e nuove strutture. Il risultato è un’architettura complessa, fatta di stratificazioni secolari. Ma non tutto è arrivato intatto fino a noi. I terremoti, in particolare la violenta scossa del 1783, hanno colpito duramente Gerace, causando crolli e danni ingenti, come quello alla Concattedrale di Santa Maria Assunta. Oggi sono rimaste solo tredici di quelle cento chiese, alcune adattate a nuovi usi. Negli ultimi anni, grazie a restauri accurati guidati da esperti come Giuseppe Mantella, Gerace ha potuto mostrare di nuovo la sua ricchezza artistica e spirituale, rafforzando il legame con il proprio passato.

Le chiese da non perdere nel borgo di Gerace

Passeggiare tra le vie di Gerace è come leggere un libro di pietra che racconta la sua anima. Tra i luoghi da visitare spicca la Chiesa di San Francesco, in Piazza delle Tre Chiese, con la sua volta stellata a otto vele e un altare maggiore barocco in marmi policromi del Seicento. Le formelle intarsiate raccontano scorci di vita quotidiana e la stessa Gerace, offrendo un racconto artistico unico. Nel cuore del borgo c’è anche la Chiesa di San Giovanni Crisostomo, o San Giovannello, uno dei pochi esempi di architettura bizantina in Calabria, con spazi semplici e raccolti, pensati per il culto monastico. La Concattedrale di Santa Maria Assunta è un tappa obbligata. Le sue origini risalgono all’VIII secolo, anche se l’attuale struttura risale al periodo normanno . La pianta a croce latina, le tre navate e le absidi orientate a est raccontano il dialogo tra culture bizantina e normanna. Recenti restauri, sostenuti dal PNRR, hanno riportato alla luce reperti preziosi, tra cui una moneta d’oro bizantina risalente tra il 976 e il 1025. Scendendo verso la collina si trova la Chiesa di Santa Maria del Mastro, esempio di passaggio tra tradizioni bizantine e normanne, con tracce antiche e scavi che hanno portato alla luce ceramiche medievali e oggetti sepolcrali, testimoni di una vita religiosa e quotidiana ormai lontana.

Tra storia e panorami: dal castello normanno al belvedere delle Bombarde

Gerace domina una rupe che regala panorami mozzafiato sulla costa ionica e l’entroterra calabrese. Dal cuore del borgo, Piazza delle Tre Chiese, parte un percorso che porta al Castello Normanno. Questa fortezza, di origine bizantina e rimaneggiata nel XI secolo, si affaccia su spazi strategici e precipizi vertiginosi. Anche se oggi è in parte fatiscente e con accessi limitati, conserva un fascino unico, soprattutto per la vista che regala. Un altro punto imperdibile è il Belvedere delle Bombarde, sulle mura del Borghetto, dove un tempo si trovavano le postazioni per i cannoni a difesa della costa. Da qui, nelle giornate limpide, si scorgono centri e paesi lungo tutto il litorale ionico, un ricordo vivo della funzione difensiva che Gerace ha avuto nel passato.

Argagnari e majstre: la rinascita dell’artigianato tradizionale

La vita artigiana di Gerace si lega soprattutto alla ceramica e alla tessitura, due tradizioni ancora vive grazie a pochi custodi appassionati. Gli argagnari sono i vasai che, dal Cinquecento, modellano l’argilla locale dando vita a oggetti tradizionali, come anfore, bumbulelle e pinakes decorate. Questi laboratori, spesso nascosti in cantine o grotte di tufo nel Borgo Maggiore, portano avanti un lavoro fatto di passione, nonostante la crescente marginalità economica. Giovanni Condò, artigiano locale, racconta che oggi la ceramica ha perso la funzione pratica per diventare più un oggetto da collezione e decorazione. Nella tessitura, le majstre sono le donne che hanno tramandato per generazioni la tecnica del telaio, mantenendo viva una tradizione orale preziosa. Negli ultimi anni, alcune di queste maestre hanno riavviato corsi e insegnamenti, aprendo la strada a nuove generazioni e impedendo che un pezzo fondamentale della cultura materiale di Gerace vada perso.

Tra palazzi nobiliari, sapori locali e accoglienza d’altri tempi

Visitare Gerace vuol dire anche immergersi in un’atmosfera che sa di storia, tra palazzi nobiliari e strutture ricettive restaurate con cura. Palazzo Sant’Anna, ex monastero del Trecento, offre camere con viste spettacolari sulla Locride e un’atmosfera di tranquillità. Palazzo Candida, residenza rinascimentale del Cinquecento legata al vescovo Andrea Candida, si è trasformato in una struttura turistica che coniuga accoglienza e storia. Qui si trova anche il ristorante La Làmia, un punto di riferimento per chi vuole assaggiare i sapori autentici della Calabria. Tra le specialità spiccano la granita al bergamotto, da gustare al Bar del Tocco con una fragrante brioche, e i dolci tipici come le raffiole, dolci nuziali di pan di Spagna glassato, e le racatole, pasta fritta delicata. Questi dolci si possono trovare al Bar Cattedrale, mentre per un finale goloso c’è il Bar Dolce e Salato, famoso per il tartufo al cioccolato e i gelati artigianali.

Come arrivare a Gerace e muoversi nel borgo

Raggiungere Gerace non è difficile, ma serve organizzarsi bene. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Reggio Calabria e Lamezia Terme, rispettivamente a circa 110 e 120 chilometri. Da qui partono navette di linea, come quelle di Autolinee Federico, che collegano il paese con le principali città calabresi. La stazione ferroviaria più vicina è a Locri, a una decina di chilometri, collegata con treni regionali e a lunga percorrenza. Si può acquistare un biglietto integrato che include treno e autobus per il centro storico. In auto, si arriva tramite l’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Rosarno, proseguendo sulla Strada Grande Comunicazione Jonio-Tirreno e infine sulla SS106 e ex SS111 fino a Gerace. Una volta lì, il borgo si visita a piedi, seguendo itinerari che portano dai monumenti ai punti panoramici, per vivere appieno storia, natura e cultura locale.

Gerace, con la sua storia ricca e tradizioni ancora vive, resta un luogo di riferimento per chi cerca in Calabria un’esperienza autentica, lontano dalla folla ma vicino al cuore pulsante di un patrimonio tutto da scoprire.

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