Il silenzio cala all’improvviso, rotto solo dal fruscio delle foglie mosse dal vento. Cala di Forno, nascosta tra due promontori lungo la costa toscana, sembra un luogo fuori dal tempo. Nel cuore del Parco della Maremma, questa spiaggia selvaggia non conosce il rumore delle auto né il caos delle città. Raggiungerla significa inerpicarsi a piedi, tra boschi fitti, uliveti e macchia mediterranea: un cammino faticoso, certo, ma premiato da panorami mozzafiato sul Tirreno. Alle spalle della sabbia, tracce antiche come torri d’avvistamento e vecchie dogane raccontano storie di mare e vigilanza costiera. Ogni passo qui è un viaggio tra natura incontaminata e memoria storica, un piccolo miracolo tutto da scoprire.
Dove si trova Cala di Forno e perché è speciale
La cala si trova nel Comune di Magliano in Toscana, lungo un tratto di costa di circa 25 chilometri che va da Principina a Mare fino a Talamone. Qui si trova il Parco Regionale della Maremma, noto anche come Parco dell’Uccellina, un’area protetta che ha mantenuto intatto il suo carattere selvaggio, senza cedimenti all’urbanizzazione. Per questo la zona è spesso definita “costa dimenticata e salvata”.
Nel Medioevo Cala di Forno era un porto strategico per l’abbazia di San Rabano. Vicino alla spiaggia si vedono ancora i resti dell’antica dogana granducale e la Torre di Cala di Forno, costruita nel XIX secolo come parte di un sistema di difesa costiera. La torre, a pianta quadrata e in pietra, oggi è proprietà privata e non visitabile. Questi elementi storici aggiungono un fascino particolare all’escursione.
Come arrivare a Cala di Forno: a piedi e con la guida d’estate
Per raggiungere Cala di Forno bisogna lasciare l’auto e camminare lungo il sentiero A4 dentro il Parco. L’accesso con veicoli è vietato per proteggere l’ambiente e mantenere intatto il paesaggio. Il percorso parte dalla Casetta dei Pinottolai, attraversa la Pineta Granducale, olivi secolari e scogliere ricoperte dalla tipica vegetazione mediterranea. Un’alternativa parte da Marina di Alberese e si ricongiunge al sentiero principale vicino a Collelungo.
Il tragitto è lungo circa 17,4 chilometri e richiede circa cinque ore e mezza di cammino, con una difficoltà medio-alta. Nel periodo estivo 2026, dal 15 giugno al 31 agosto, per entrare nel Parco è obbligatoria la guida. Questo per garantire la sicurezza e il rispetto dell’area protetta. Le escursioni guidate possono durare fino a otto ore, compresa la sosta in spiaggia. I biglietti hanno prezzi diversi per adulti e ridotti. Non è consigliato portare bambini sotto i 12 anni, viste le difficoltà del percorso.
Chi preferisce la bici può usarla per una parte del sentiero, seguendo la Strada degli Ulivi da Alberese o passando da Pinastrellaia, ma le biciclette vanno lasciate a Collelungo. Da lì in poi si deve proseguire a piedi: la spiaggia e la battigia sono accessibili solo senza bici.
Dal mare, Cala di Forno si raggiunge con escursioni in barca che navigano lungo la costa, ma lo sbarco è permesso solo tramite il sentiero ufficiale indicato dal Parco.
Natura e regole: come rispettare questo angolo selvaggio
La spiaggia è quasi nascosta, incorniciata da due scogliere e protetta dalla vegetazione dei Monti dell’Uccellina. Qui vivono diversi animali selvatici, e non è raro trovare sulla sabbia le tracce di daini e cinghiali.
L’area è sottoposta a regole rigide per tutelare l’ambiente. Non sono ammessi animali domestici, neanche al guinzaglio, per evitare disturbi alla fauna. Ai visitatori si chiede di stare sui sentieri segnalati, per non danneggiare piante e habitat, e di non dare da mangiare agli animali. Vietati fuochi e rifiuti: tutto quello che si porta va riportato via per mantenere pulita la spiaggia.
Il Parco consiglia scarpe da trekking o calzature chiuse, acqua a sufficienza e protezioni dal sole, visto il tempo e la fatica del cammino.
La Torre di Cala di Forno e le altre fortificazioni della costa
La Torre di Cala di Forno, costruita nel 1824, è uno dei simboli storici di questa costa. Serviva a controllare il mare e a segnalare eventuali pericoli, come attacchi di pirati o flotte nemiche. Oggi è privata e non visitabile.
Nel Parco ci sono altre torri, collegate da sentieri come l’itinerario A2 “Le Torri”, che va da Castelmarino fino alla Torre di Collelungo. Da non confondere con la Torre di Cala di Forno è Torre Alta, o Torre della Bella Marsilia, legata a una leggenda di un rapimento piratesco del Cinquecento.
Il Parco propone anche escursioni a cavallo verso Cala di Forno, ma al momento sono riservate a cavalieri esperti e non aperte al pubblico.
Quando andare e cosa aspettarsi dal Parco della Maremma
Il Parco si estende lungo il litorale grossetano tra Principina a Mare e Talamone, proteggendo ambienti diversi tra pinete, pascoli, zone umide e colline ricoperte di macchia mediterranea. I Monti dell’Uccellina sono la spina dorsale di questa area, da cui prende anche uno dei nomi del parco.
La primavera e l’autunno sono i momenti migliori per visitare: il clima è mite, la natura è rigogliosa e il rischio di incendi basso. In estate invece ci sono limitazioni, con l’obbligo di guida su alcuni sentieri, per il caldo e il rischio incendi. L’inverno è perfetto per il birdwatching, soprattutto vicino alla foce dell’Ombrone e nelle zone umide. Un recente studio del 2026 ha anche mostrato come caprioli e daini cambino comportamento in base alle stagioni.
Dove dormire e cosa vedere vicino a Cala di Forno
Alberese è il punto di partenza ideale per chi vuole visitare Cala di Forno e gli altri tesori del Parco. Qui c’è il Centro Visite del Parco e partono le escursioni guidate ufficiali.
Vicino alla cala si possono scoprire altre mete interessanti, come la spiaggia di Collelungo e l’abbazia di San Rabano, un’antica struttura che racconta la storia medievale della zona. Spostandosi verso sud si arriva a Talamone, altra porta d’accesso ai sentieri dell’Uccellina.
Per dormire ci sono agriturismi e strutture turistiche attente all’ambiente, con certificazioni per risparmio energetico, uso responsabile dell’acqua e prodotti biologici. Chi soggiorna in queste strutture può avere sconti fino al 30% sulle escursioni organizzate dal Parco.
A Fonteblanda, vicino a Talamone, ci sono altre opzioni, compreso l’Hotel Cala di Forno, che però si trova nel paese e non direttamente sulla spiaggia. Per organizzare visite e escursioni conviene consultare il sito ufficiale del Parco, dove si trovano aggiornamenti su orari, prezzi e disponibilità delle guide.