A pochi passi da Bolzano, il trenino del Renon fischia tra i boschi, rompendo un silenzio che sembra eterno. L’altipiano si stende tutto intorno, un mosaico di verdi intensi sotto il cielo limpido delle Alpi. Qui, il tempo non corre più: rallenta, quasi si ferma. L’aria è fresca, carica del profumo di pini e terra bagnata. Chi sale su quel treno non prende solo un mezzo di trasporto, ma si immerge in un viaggio che mescola natura, storia e sapori autentici, un tuffo nell’anima di un territorio che da oltre un secolo continua a incantare.
Il trenino del Renon: un viaggio nel tempo tra boschi e villaggi
Inaugurata nel 1907, la ferrovia a scartamento ridotto del Renon resta un esempio unico di mobilità alpina in stile Belle Époque. Il suo percorso di circa sette chilometri attraversa prati, boschi e piccoli paesi, offrendo un servizio quotidiano a residenti, studenti e turisti in cerca di tranquillità e aria pura. Le sei fermate ufficiali, da Soprabolzano a Maria Assunta, e quattro scali intermedi consentono al trenino di salire e scendere lungo il territorio, permettendo di esplorare liberamente ogni angolo.
Questo mezzo, amato dalla gente del posto, collega luoghi di interesse naturalistico e culturale, aprendo la porta a numerosi sentieri escursionistici. Salire a bordo significa immergersi in un’atmosfera sospesa tra passato e natura. Il rumore metallico del locomotore si fonde con il silenzio dei boschi, mentre dalle finestre scorrono prati fioriti, case alpine e poderi coltivati con cura.
Costalovara: lago, apiterapia e sapori autentici
La prima fermata a Costalovara invita a una pausa rilassante. A pochi passi dalla stazione si apre un lago balneabile dalle acque limpide, perfetto per una nuotata o una passeggiata lungo le rive. Poco distante, Paul Rinner, apicoltore con profonde radici nel territorio, propone esperienze di apiterapia: un trattamento naturale che sfrutta le proprietà dell’alveare. Respirare aria carica di polline, propoli e miele aiuta a rinforzare le difese immunitarie, come confermano diversi studi scientifici.
L’Hotel ApiPura, interamente dedicato alle api, offre una spa immersa nel verde, dove le essenze dell’alveare si sposano con la quiete del bosco. In cucina, il miele biologico è protagonista: lo chef Manfred Rinner esalta prodotti locali e carni a chilometro zero con ricette semplici ma ricche di gusto e stagionalità. Ne nascono piatti equilibrati, dal sapore deciso ma raffinato.
Collalbo: cultura, passeggiate e le piramidi di terra
Collalbo accoglie con un’architettura da cartolina, fatta di stazioni color pastello e scorci alpini incontaminati. Nel cuore del paese si snoda la Freud Promenade, un sentiero pianeggiante di circa sei chilometri dedicato a Sigmund Freud, che qui trascorse momenti importanti della sua vita. Lungo il percorso si trovano panchine letterarie con citazioni e lettere dello psicanalista, un invito a riflettere immersi nel verde.
A poca distanza si trovano le piramidi di terra di Longomoso, formazioni geologiche vecchie di circa 25 mila anni. Queste imponenti guglie di roccia creano uno scenario naturale perfetto per passeggiate tranquille. Alcune aree di osservazione permettono di ammirarne l’altezza e la forma singolare, che danno al paesaggio un tocco quasi fiabesco. La giornata a Collalbo si chiude spesso con una cena al ristorante Pirbhamer, dove i fratelli Unterhofer uniscono tecnica e creatività in un menu sorprendente per colori e contrasti. Piatti come il risotto al burro di crescione e la “Pluma” di maiale iberico raccontano un viaggio gastronomico di alta qualità.
Hotel Tann: benessere nel bosco e cucina di territorio
A 1.500 metri, l’Hotel Tann è un rifugio immerso nel bosco che unisce benessere e cucina naturale. La spa riflette l’identità del territorio, con trattamenti a base di erbe raccolte fresche ogni giorno. Il bagno nella tinozza in legno, circondato da un’atmosfera accogliente, è una scelta di relax autentico e a contatto con la natura. La sauna al cirmolo e quella particolare costruita attorno a un forno per pagnotte rustiche offrono un’esperienza sensoriale completa: il calore secco si unisce al profumo del pane appena sfornato, regalando un benessere fisico e mentale ben documentato.
In cucina, la chef Barbara Untermarzoner trasforma ingredienti selvatici in piatti raffinati. Ortiche, tarassaco, bacche e germogli si combinano con carne di selvaggina e funghi locali. I canederli verdi e i ravioli ripieni raccontano la tradizione gastronomica locale con uno sguardo innovativo e rispettoso del territorio. Il risultato è un’esperienza che coinvolge vista, gusto e tatto, mentre il bosco fa da sottofondo a ogni boccone.
Dal paese al Corno del Renon: panorami e antiche dimore
Maria Assunta racconta la storia della villeggiatura estiva di Bolzano, che risale al Cinquecento. Le case signorili lungo la passeggiata nel paese sono testimoni di un passato fatto di residenze estive per famiglie borghesi e nobili. Da qui, il trenino riprende la corsa verso Colle Renon, punto di partenza per la cabinovia che porta al Corno del Renon, sopra i 2.000 metri.
Dalla vetta della Schwarzsee Spitze partono sentieri panoramici tra praterie fiorite e boschi di abete rosso. Il cammino fino a malga Feltuner regala soste tra paesaggi dolci e viste sulle Dolomiti. Qui si può gustare un pranzo tipico altoatesino, che chiude un itinerario dove natura, storia e cucina si intrecciano senza soluzione di continuità.
Ogni tappa sull’altipiano del Renon racconta un equilibrio tra tradizione e innovazione, tra rispetto per il territorio e valorizzazione della cultura locale. Un esempio concreto di come sostenibilità e turismo di qualità possano camminare insieme. Un luogo dove i sensi si risvegliano, pronti a scoprire e ad apprezzare.