Eugenio Viola nuovo direttore del Museo MADRE: Napoli come lente sul mondo e i Sud globali

Redazione

22 Luglio 2026

Napoli ha sempre avuto un modo tutto suo di raccontare il mondo, e ora lo fa attraverso gli occhi di Eugenio Viola, il nuovo direttore del Museo MADRE. Non si tratta più di una semplice città sullo sfondo, ma di un punto di partenza per esplorare storie che attraversano il Mediterraneo e i Sud globali, intrecciando culture e trasformazioni sociali. Viola, che ha viaggiato e lavorato tra Australia, Colombia, America Latina e la Biennale di Venezia, ritorna nella sua città d’origine, dove ha mosso i primi passi nel mondo dei musei. Questa nomina non è solo un cambio di guida: è un segnale forte di come il MADRE voglia affermarsi a livello internazionale, senza mai dimenticare le radici napoletane.

Viola torna al MADRE dopo una carriera internazionale

Eugenio Viola, 51 anni, rientra al MADRE dopo anni passati all’estero, dove si è fatto notare nel mondo dell’arte contemporanea. Dal 2019 al 2026 ha guidato il Museo de Arte Moderno di Bogotá, la più grande istituzione artistica dell’America Latina, rinnovandolo completamente e portandolo a un ruolo di primo piano a livello globale. Nel 2022 ha curato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, un incarico prestigioso nel panorama artistico.

Ma il legame con Napoli non si è mai spezzato del tutto. Dal 2009 al 2016 aveva già lavorato al MADRE, esperienza che considera fondamentale per la sua idea di museo: non solo un contenitore di opere, ma un organismo vivo fatto di relazioni, cambiamenti e dialogo. Il suo ritorno rappresenta quindi un ponte tra le esperienze internazionali e le radici campane, con l’obiettivo di riscrivere il futuro del museo con un respiro ampio e inclusivo.

Napoli e MADRE: un museo al centro di una rete globale

Il progetto di Viola punta a trasformare il MADRE in un crocevia di scambi culturali con il Mediterraneo, l’Africa, l’America Latina e le grandi reti internazionali dell’arte contemporanea. L’idea è chiara: far parlare Napoli con queste realtà, senza perdere l’identità locale, anzi rafforzandola, in un’ottica che supera i confini nazionali e abbraccia i Sud globali.

La selezione per la direzione del museo ha visto 21 candidati, con 5 finalisti. La commissione ha scelto Viola per la sua capacità di immaginare un MADRE sostenibile, comunicativo e con un ruolo internazionale. Il museo non sarà solo un luogo di mostre, ma uno spazio di dialogo attivo tra comunità, artisti e pubblico, per rilanciare Napoli come centro culturale moderno e cosmopolita.

Una carriera che parla da sola

Nel panorama dell’arte contemporanea internazionale, Eugenio Viola si è fatto strada come curatore e direttore di grande esperienza. Ha lavorato in Australia al Perth Institute of Contemporary Arts e ha sviluppato progetti in Asia, Europa e America Latina. Al MAMBO di Bogotá ha organizzato più di cinquanta mostre, portando alla luce artisti spesso poco noti fuori dai loro contesti.

Nel 2025 è entrato nella Power 100 di ArtReview, la lista delle cento personalità più influenti nel mondo dell’arte. Ha firmato oltre cento curatele tra musei, biennali e centri d’arte, contribuendo anche ai Padiglioni Estonia e Italia della Biennale di Venezia e alla direzione artistica della Bienal de Arte Paiz in Guatemala , evento di riferimento per l’arte latinoamericana. Un percorso che unisce visione globale e radici locali.

Il museo come motore di relazioni e cambiamenti

Al centro del pensiero di Viola c’è l’idea di un museo che va oltre la semplice esposizione. Il MADRE dovrà diventare una piattaforma viva, fatta di scambi e incontri tra comunità, artisti e pubblico. Un luogo che sappia leggere e valorizzare i cambiamenti sociali e culturali, collegando Napoli al Mediterraneo e ai Sud globali.

Il museo diventa così un ponte tra culture diverse. Viola punta a un’istituzione aperta, inclusiva, capace di dialogare oltre confini e pregiudizi. Napoli, con la sua storia complessa e il suo ruolo nel Mediterraneo, è il luogo ideale per raccontare queste connessioni tra identità locali e dinamiche globali. Una rete che promette di dare visibilità alla città nel panorama internazionale dell’arte contemporanea.

Attese e reazioni per la nuova guida del MADRE

L’arrivo di Viola è stato accolto con entusiasmo dalle istituzioni. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha sottolineato come la sua esperienza internazionale, unita al legame con Napoli, possa rafforzare il ruolo del museo a livello regionale e oltre. L’assessore alla Cultura, Onofrio Cutaia, ha messo in luce il profilo cosmopolita e inclusivo del nuovo direttore, capace di aprire nuove strade per la cultura cittadina.

Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina, ha ricordato come il ritorno di Viola rappresenti il rientro di una delle figure curatorali italiane più riconosciute nel mondo. L’auspicio è che il museo consolidi e allarghi il proprio ruolo, sia sul territorio sia a livello globale. Viola ha chiarito di non voler replicare modelli passati, ma di mettere a frutto l’esperienza accumulata, aprendo quella che definisce una nuova fase per il MADRE.

Napoli si prepara così a un periodo di grandi cambiamenti culturali, partendo da un museo che vuole rispecchiare la complessità e l’energia di una città unica, affacciata su un Mediterraneo ricco di intrecci e contrasti, pronta a definire nuovi orizzonti per l’arte contemporanea.

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