Spighe Verdi 2026: i 97 borghi e comuni sostenibili premiati dalla FEE regione per regione

Redazione

25 Giugno 2026

Roma, questa mattina: la Fondazione per l’Educazione Ambientale, celebre per le sue Bandiere Blu, ha premiato 97 piccoli comuni rurali con le Spighe Verdi 2026. Un riconoscimento che celebra chi, tra le campagne italiane, ha saputo intrecciare tutela dell’ambiente, agricoltura di qualità e sviluppo sostenibile. Tra le novità, spicca Barolo, in Piemonte, che entra per la prima volta in questa prestigiosa lista.

Sostenibilità in prima linea nei borghi rurali

Le Spighe Verdi non sono un premio dato a caso: ogni anno i comuni devono superare una serie di controlli precisi. Sono 67 gli indicatori, suddivisi in 16 aree diverse, che vanno dalla cura del suolo all’agricoltura sostenibile. Dietro ogni Spiga Verde c’è un lavoro serio sulla gestione del territorio, sulla qualità dei prodotti locali e sul rispetto dell’ambiente. Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, ricorda che “questo premio dimostra come la sostenibilità non riguardi solo città e coste, ma anche i piccoli centri che custodiscono un patrimonio naturale e culturale prezioso.” Il riconoscimento serve anche a spingere i comuni a fare della sostenibilità una pratica quotidiana, dall’educazione ambientale alle infrastrutture, passando per la cura degli spazi verdi.

Chi entra e chi esce dalla lista 2026

Quest’anno sono 10 i nuovi borghi che si aggiungono al gruppo delle Spighe Verdi, mentre tre comuni – Castellina in Chianti, Massa Marittima e Castiglione Falletto – hanno perso il riconoscimento. Il Piemonte guida con cinque nuovi ingressi: Barolo e Farigliano nelle Langhe e Barone Canavese, Candia Canavese e Caluso nell’area dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea. La Campania fa il suo ingresso con Moio della Civitella nel Cilento e Conca della Campania in provincia di Caserta. Debutta anche Locri, antico centro della Magna Grecia in Calabria, mentre il Lazio aggiunge Morro Reatino e Pontinia. Questi cambiamenti raccontano le sfide e gli sforzi delle comunità rurali per mantenere alti standard di sostenibilità.

Come si conquista la Spiga Verde: i criteri in campo

Ottenere la Spiga Verde non significa solo prendersi cura del paesaggio. I 67 indicatori, elaborati con Confagricoltura, valutano molti aspetti: dalla partecipazione della comunità alle scelte locali, all’educazione ambientale nelle scuole, dalla gestione del suolo e dell’acqua all’adozione di metodi agricoli rispettosi dell’ambiente. Si guarda anche all’offerta turistica, alla qualità dei servizi come gli impianti di depurazione e la raccolta differenziata. Grande attenzione è riservata alla protezione delle aree naturali e della biodiversità, così come alla cura del paesaggio e all’accessibilità degli spazi per cittadini e visitatori.

Dove si concentrano le Spighe Verdi 2026

Le 97 Spighe Verdi sono sparse in 15 regioni d’Italia. In testa il Piemonte con 22 borghi premiati, tra cui Acqui Terme, Alba, Bra e Monforte d’Alba, oltre ai nuovi Barolo e Farigliano. La Calabria sale a 11, grazie anche all’ingresso di Locri, affiancata da piccoli centri come Belcastro e Cariati. Marche e Campania contano 9 borghi ciascuna; Umbria e Puglia 8; Lazio 7 con Morro Reatino; Toscana 6, tra cui Castiglione della Pescaia e Grosseto. Liguria ne conta 4, Sicilia e Abruzzo 3, mentre Veneto, Basilicata, Lombardia ed Emilia-Romagna ne hanno uno o due. Un mosaico che racconta la ricchezza e la varietà del patrimonio rurale italiano e l’impegno diffuso per uno sviluppo sostenibile.

Spighe Verdi e Bandiere Blu: due facce della stessa medaglia ambientale

Entrambi i riconoscimenti sono firmati FEE, ma riguardano ambiti diversi. Le Bandiere Blu premiano le località costiere con acque pulite e servizi turistici sostenibili, mentre le Spighe Verdi si rivolgono ai comuni rurali che adottano pratiche agricole e ambientali responsabili. Confagricoltura collabora attivamente nel progetto Spighe Verdi, aiutando a individuare e promuovere attività agricole sostenibili. Ogni anno una commissione tecnica valuta le candidature con criteri precisi. La certificazione va rinnovata ogni anno, per assicurare che i comuni mantengano l’impegno sulla sostenibilità.

L’agricoltura come pilastro della valorizzazione territoriale

Nel programma Spighe Verdi l’agricoltura è al centro: è vista come strumento per proteggere l’ambiente e far crescere le comunità locali. Salvaguardare il paesaggio rurale, conservare la biodiversità, promuovere prodotti di qualità sono elementi chiave. L’introduzione di tecniche agricole innovative aiuta a ridurre l’impatto sull’ambiente, preservare le risorse e sostenere l’economia locale. Nei territori premiati, le colture tradizionali convivono con pratiche attente all’equilibrio naturale, favorendo anche il turismo legato al cibo e all’agroalimentare. Un modo per creare lavoro e costruire un rapporto più responsabile tra uomo e natura.

Le Spighe Verdi 2026 confermano così l’attenzione crescente verso quei borghi che puntano a uno sviluppo equilibrato e consapevole. Un riconoscimento che spinge amministrazioni e comunità a continuare a investire in una gestione del territorio che sappia mettere insieme tradizione, innovazione e rispetto per l’ambiente, valorizzando un patrimonio prezioso per il nostro Paese.

Change privacy settings
×