Orestiadi di Gibellina 2024: a Milano l’anteprima dell’edizione 45 tra arte e cultura mediterranea

Redazione

2 Giugno 2026

Nel cuore della Sicilia, Gibellina si prepara a risorgere come non accadeva da decenni. Questa città, segnata dal terremoto del 1968, si trasforma di nuovo in un palcoscenico vivo, pronto ad accogliere la quarantacinquesima edizione delle Orestiadi, dal 3 luglio al 2 agosto 2026. Non è solo una festa di teatro o arte: è un racconto pulsante di storia e memoria, attraversato dall’energia fresca dell’arte contemporanea e dalla determinazione di chi ha scommesso sulla sua rinascita. E quest’anno, con il titolo di Capitale dell’Arte contemporanea 2026, Gibellina non è più un segreto: diventa un punto di riferimento internazionale, un luogo dove passato e innovazione si intrecciano in modo unico.

Ludovico Corrao e l’arte che ha ridato vita a Gibellina

Gibellina non è solo una città, ma un simbolo. Quando il terremoto del ’68 distrusse interi quartieri, il sindaco Ludovico Corrao ebbe un’idea forte: affidare all’arte il compito di ridare vita a quella terra ferita. Quel sogno, nato più di cinquant’anni fa, è arrivato fino a oggi. La Fondazione Orestiadi e le Tenute Orestiadi portano avanti quell’eredità con passione, facendo di Gibellina un vero laboratorio creativo a cielo aperto. Non si tratta solo di ricostruire edifici, ma di far ripartire la cultura come motore di rinascita urbana e sociale. L’arte diventa così memoria, presidio e contemporaneità, capace di attrarre artisti, studiosi e visitatori da tutto il Mediterraneo. Il riconoscimento di Capitale dell’Arte contemporanea 2026 è la conferma di questo equilibrio tra passato e futuro, tradizione e innovazione.

A Milano l’anteprima con Isgrò e Buttafuoco

Il 3 giugno 2026 Milano ha ospitato un’anteprima speciale delle Orestiadi al Piccolo Teatro, uno dei poli culturali più vivi della città. Protagonista Emilio Isgrò, artista e regista, che ha riportato in scena la sua celebre opera “Orestea”. Non una semplice rappresentazione della tragedia di Eschilo, ma una riscrittura moderna e imponente, divisa in tre atti che raccontano come i miti antichi si trasformano e parlano oggi. Il pubblico ha ascoltato anche la lettura di un brano affidata a Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale Arte di Venezia, che ha dato spessore e intensità alla serata. Il dialogo tra queste grandi firme ha messo in luce il legame forte tra l’evento siciliano e il panorama artistico nazionale, sottolineando il valore internazionale delle Orestiadi.

Il Grande Cretto di Burri, teatro di pietra e memoria

Tra le scenografie naturali più suggestive del festival spicca il Grande Cretto di Alberto Burri. Quest’opera di land art, nella vecchia Gibellina, è un monumento potente. Burri ha trasformato le macerie della città distrutta in una distesa di cemento bianco, seguendo l’antica pianta urbana con strade e isolati. Ne è nato uno spazio quasi metafisico, surreale, che accoglie visitatori ed eventi culturali di rilievo. Nel 2026, proprio qui, si terrà la nuova versione itinerante dell’Orestea di Isgrò. Un allestimento che unisce parole, immagini, suoni e musica in una performance capace di evocare il mito e la memoria storica del luogo. Pensata su misura per questo spazio, promette un’esperienza intensa e multisensoriale.

L’appuntamento al Cretto: l’Orestea torna a casa

La comunità artistica e il pubblico aspettano con ansia il 26 e 27 giugno, alle 19.30, quando la nuova Orestea di Emilio Isgrò debutterà proprio sul Grande Cretto di Burri a Gibellina vecchia. Per la prima volta dal 1983, anno della sua prima rappresentazione sulle macerie della città prima dell’intervento di Burri, lo spettacolo torna nel luogo dove tutto è iniziato. Non si tratta di un semplice spettacolo teatrale, ma di una grande installazione in movimento, che si snoda tra i blocchi di cemento. Con la partecipazione di attrici e attori come Isabella Ragonese, questa rivisitazione intreccia la drammaturgia classica con un’ambientazione contemporanea, coinvolgendo profondamente il pubblico e lo spazio. Un omaggio vivo alla storia di Gibellina.

Milano, tra volti noti e nuove proposte

La presentazione ufficiale delle Orestiadi 2026 al Piccolo Teatro di Milano ha visto una platea di ospiti importanti: Antonella Corrao, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione, Alfio Scuderi, direttore artistico del festival, Rosario Di Maria, presidente delle Tenute Orestiadi, insieme a Pietrangelo Buttafuoco ed Emilio Isgrò. Claudio Longhi e Lanfranco Li Cauli, rispettivamente direttore artistico del Piccolo Teatro Paolo Grassi e critico, hanno raccontato le potenzialità culturali di Gibellina. Non sono mancati momenti di lettura tratti dall’Orestea di Isgrò, interpretati da Alfio Scuderi, Vincenzo Pirrotta e Silvia Ajelli. E in anteprima sono state presentate le nuove etichette di vino delle Tenute Orestiadi, ispirate a Ludovico Corrao e simbolicamente “cancellate” dall’artista. La serata si è chiusa con una degustazione, a suggellare il legame stretto tra cultura, territorio e produzione locale.

Gibellina rinnova ogni anno la sua promessa: restare un punto di riferimento culturale nel Mediterraneo. Con le Orestiadi, la città non solo custodisce la propria storia, ma la mette a confronto con il presente, guardando a un futuro dove arte, memoria e rinascita si fondono in un’esperienza da vivere.

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