Alcuni giorni fa, l’amministrazione comunale di Macomer aveva scelto di dilatare al massimo i tempi di pagamento IMU, consentendo a chi ha difficoltà economiche, di posticiparlo sino al 30 settembre, per tutti gli altri è previsto comunque un rinvio sino al 31 luglio, senza costi aggiuntivi. Tuttavia, l’assenza in aula del rappresentante dell’opposizione, aveva impedito il recepimento immediato della modifica.
La decisone era stata maturata dopo che il governo, pur avendo sospeso o cancellato diverse tasse, aveva mantenuto invece la scadenza standard IMU del 16 giugno, sospendendola solo per le attività turistiche.
“Il 5 giugno eravamo pronti per deliberare in consiglio il rinvio integrale del pagamento della 1^ rata IMU al 30 settembre – afferma il consigliere Gian Franco Congiu –. Con il supporto dell’istituto per la finanza e l’economia locale e sulla base dell’art. 1, comma 777 della legge finanziaria, avevamo strutturato una delibera che consentiva il rinvio selettivo, 31 luglio – 30 settembre, a favore dei contribuenti maggiormente colpiti dalla crisi economica, con i pareri favorevoli dei dirigenti e del revisore”.
“Invece il Ministero delle Finanze, ha emanato, l’8 giugno, la risoluzione n. 5/2020 che di fatto blocca le iniziative dei comuni affermando l’indisponibilità, da parte degli enti locali, del gettito IMU di pertinenza statale, i famigerati immobili di categoria D, e quindi la non rinviabilità della scadenza del 16 giugno. Tutto questo in barba a quella norma di legge che, al contrario, lo consentiva esplicitamente – commenta il consigliere –. Colpisce che ad “affondare” la norma varata dal parlamento, sia stato un atto amministrativo, la cosiddetta “risoluzione ministeriale”, che tecnicamente non è fonte di diritto, non è vincolante ed è gerarchicamente sottordinato alla norma di legge. Ma siamo in periodo di “sospensione dei diritti costituzionali”, moda inaugurata dai vari DPCM durante la pandemia e che ora prosegue con le risoluzioni e le circolari degli apparati tecnici”.
Nel frattempo, avanzano le polemiche. Sono tanti i Comuni che proprio in queste settimane, seguendo l’impostazione di IFEL, avevano già deliberato il rinvio dell’acconto IMU al 30 settembre, cosa che avrebbe fatto anche il comune di Macomer se non fosse saltata la seduta del 5 giugno per assenza della minoranza.
“Se il governo decidesse di mantenere questa linea di durezza, questo significherebbe che, nel comune di Macomer, potranno rinviare la scadenza IMU tutti gli immobili tranne quelli ricadenti in categoria catastale D. Lo schema di delibera prevede che i soggetti che hanno subito gli effetti della crisi economica, potranno posticipare il pagamento della rata in scadenza il 16 giugno sino al 30 settembre senza interessi e sanzioni, autocertificandosi entro il 30 ottobre. Faremo comunque la nostra parte al meglio e nei limiti delle nostre possibilità per alleviare i costi della ripartenza” – conclude Gian Franco Congiu.